Angel-A

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Titolo originale: id. Angel-A / Locandina
Nazione: Francia
Anno: 2005
Genere: Commedia, Fantastico, Romantico
Durata: 91'
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Cast: Jamel Debbouze, Rie Rasmussen, Gilbert Melki, Serge Riaboukine, Akim Chir, Eric Balliet, Loïc Pora, Venus Boone, Jérôme Guesdon, Michel Bellot, Michel Chesneau, Olivier Claverie, Solange Milhaud, Laurent Jumeaucourt, Franck-Olivier Bonnet
Produzione: Europa Corp., TF1 Films Production, Apipoulaï, Canal+, Sofica Europacorp
Distribuzione: 01 Distributiuon
Data di uscita: 17 Marzo 2006
Trama: André Moussah è un magrebino pieno di debiti che, preso dallo sconforto, pensa di suicidarsi gettandosi da un ponte di Parigi. Ma la bellissima Angel-A ha avuto la sua stessa idea. André la salva dalle acque con l'unico atto di coraggio della propria vita. Per sdebitarsi, Angel-A si offre di essere la sua compagna di avventure, il suo «angelo custode» per salvarlo dal baratro.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Angel-APremessa: questo non è, come senza colpa si può erroneamente dedurre semplicemente guardando la locandina e conoscendo il titolo, un film di fantascienza. Il maghrebino André (Jamel Debbouze, Il favoloso mondo di Amélie) è un uomo finito: fra i tanti debiti che ha, il più sostanzioso sta per costargli grosso se non trova 40.000 euro entro la giornata. Tenta di farsi arrestare per salvarsi, almeno per oltraggio a pubblico ufficiale, ma richia solo di esser nuovamente picchiato, dagli sbirri stavolta. Cosa fare se non farla finita? Quale metodo migliore che gettarsi da un ponte sulla Senna? Pronto a saltare, si accorge che accanto a lui c'è qualcun altro che ha avuto la stessa idea, per tutt'altre ragioni. La spilungona Angel-A (Rie Rasmussen, Femme fatale), modella nordica con la dipendenza da nicotina e l'insoddisfazione per il suo aspetto interiore, lo batte sul tempo e lui è costretto a buttarsi per salvarla.
L'inizio di Angel-A non è che la svolta di speranza de La vita è meravigliosa. Questo è il decimo film da regista di Luc Besson (numero che sale non di poco se consideriamo le sue produzioni date in mano ad allievi fedelissimi) ed è una creatura che ha molto di affascinante. Besson è uno che ha il suo zoccolo duro di fan (chi scrive si include nel gruppo), tanto quanto ha il suo stuolo di avversari: crediamo che sia gli uni che gli altri potranno tornare, a sette anni di distanza da Giovanna d'Arco, ad aver materiale su cui discutere. Angel-A è un film semplicissimo ed irrealmente elegante, che si dichiara sin dalla splendida fotografia in bianco e nero del fido Thierry Arbogast: Parigi è usata per la maggior parte nel suo albeggiare, con uno strano effetto estraniante che fa vivere solo i due protagonisti nella città quasi deserta, e nella notte fra locali ed hotel.
Angel-A è la statuaria danese Rie Rasmussen, ma nella testa di Besson e nella nostra non può che essere l'ex-sposa Milla Jovovich, con la quale condivide una somiglianza ed un piglio impressionanti. Dicevamo che questo film è semplicissimo e dunque genuino: parla dell'aiuto di un angelo alto e biondo ad un povero derelitto d'uomo, basso e arabo; parla della sicurezza e dell'amore verso sé; parla, insomma, d'amore. La favola con la figura dell'angelo, dell'angelo salvifico ovviamente strano visto in mille salse ma non questa (lei stessa racconta la routine del lavoro e del perché ha voluto provare qualcosa di insolito), lascia campo libero a Besson per dar sfogo alla sua fascinazione poetica, in una storia tanto prevedibile (anche se il viaggio di rocambolesca salvazione ha i suoi momenti di sorpresa, sentimento e divertimento) quanto commovente nella sua semplicità e totale apertura.
Besson non ha bisogno di mischiare il noir (belle anche le musiche di Anja Garbarek) ad accelerazioni particolari come è solito fare, lascia l'azione a qualche scazzottata della bella salvatrice; il resto è una sceneggiatura dialogata in comunicazione, come abbiam detto, con una Parigi che fa da perfetto quadro irreale per il suo svolgersi e per i suoi (ottimi) protagonisti. André ed Angel-A – non potrebbero fare altrimenti – salvano l'un l'altra e si regalano una nuova visione del proprio rapporto con sé stesso e la realtà per l'uno ed una nuova, insperata libertà per l'altra. Besson ha sempre parlato all'animo umano, ha sempre racchiuso questa forza struggentemente comunicativa nei suoi personaggi bisognosi del reciproco aiuto: Angel-A è un ottimo esempio della sua poetica, per chi la ama.

Giudizio: 3


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