Hairspray – Grasso è bello

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Titolo originale: Hairspray Hairspray - Grasso è bello / Locandina
Nazione: Stati Uniti, Regno Unito
Anno: 2007
Genere: Commedia, Musicale, Romantico
Durata: 117'
Regia: Adam Shankman
Sceneggiatura: Leslie Dixon
Cast: Nikki Blonsky, John Travolta, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken, Amanda Bynes, James Marsden, Queen Latifah, Brittany Snow, Zac Efron, Elijah Kelley, Allison Janney, Taylor Parks, Jayne Eastwood, Paul Dooley, Jerry Stiller
Produzione: New Line Cinema, Ingenious Film Partners, Zadan / Meron Productions, Offspring Entertainment, Legion Entertainment, Storyline Entertainment
Distribuzione: Moviemax
Data di uscita: 28 Settembre 2007
Trama: Baltimora, 1962. Tracy Turnblad è una giovane dotata di una grandissima vitalità, per nulla segnata dai chilogrammi di troppo, che vive la propria giornata in monotone ore di scuola in attesa delle 16 per il Corny Collins Show, un programma tv dove si balla e si canta in nome dello sponsor, una lacca. Il sogno di partecipare alla trasmissione sembra avverarsi, ma Tracy si dovrà scontrare purtroppo con quello che sullo schermo non si vede…


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Hairspray - Grasso è belloPer chi è a conoscenza del fatto che nel 1988 un genio di nome John Waters dirigeva quello che probabilmente è il suo film più appetibile ed amato dal grande pubblico, l'Hairspray da noi tristemente famoso come Grasso è bello, la notizia di un remake ad opera di Adam Shankman (Prima o poi mi sposo, Missione tata, Il ritorno della scatenata dozzina) si presentava come pensiero spaventevole. Uscito negli Stati Uniti a luglio, il film ha fatto invece registrare lodi fra spettatori e critica. Evidentemente devono aver scordato cos'era Hairspray.
L'operazione è nell'enunciato del tutto identica a quella che l'anno scorso vedeva arrivare nelle sale The Producers di Susan Stroman: Shankman porta sullo schermo la versione musical tratta dal musical di Broadway (del 2002) tratto dal film. Anche in questo caso il padre dell'originale è (ovviamente) nominalmente coinvolto, anche se nel caso in specie Waters sembra essersi limitato solo a consentire di apporre il suo nome come produttore esecutivo, oltre a comparire in un cammeo. La domanda che Hairspray 2007 suscita è uguale ed opposta a quella che ci si poneva per The Producers 2006: perché questo film non funziona?
Il problema alla radice è che il film di Shankman cancella del tutto la natura di post-moderno critico del testo originale. In Waters—in tutto il cinema di Waters—c'era uno spirito vandalico contro prigionia ed assoggettamento, nella Baltimora del 1962 come negli Stati Uniti dell'epoca Reagan. Significativamente, la sceneggiatura di Leslie Dixon (Mrs. Doubtfire, Questo pazzo sentimento) elide una parte che era stata conservata anche nel musical teatrale, quella in cui, a seguito della rissa durante il raduno nel parco divertimenti di Tilted Acres, la protagonista Tracy Turnblad (in Waters Ricki Lake, qui la debuttante Nikki Blonsky) viene rinchiusa in carcere.
La pellicola ha molte altre piccole elisioni e troncamenti, che se non toccano molto la scarna trama (c'è sempre la ragazzotta grassoccia che salva il mondo dalla segregazione razziale), distruggono tonnellate di significato. Collegata all'episodio del carcere, ad esempio, era la reclusione in casa della migliore amica di Tracy, Penny (Leslie Ann Powers, qui Amanda Bynes di Una ragazza e il suo sogno). In Waters entrambe erano rinchiuse da sbarre (lì mamma Joann Havrilla metteva spranghe su porta e finestre; qui mamma Allison Janney si limita a legare la figlia), e per di più Penny subiva un trattamento elettroconvulsivante ad opera di uno scienziato pazzo (lo stesso regista): andava non solo confinata, ma curata, perché le piaceva il nero Seaweed (Clayton Prince, qui Elijah Kelley). In Shankman l'elettroshock causato da questo circo di follia è del tutto assente: Penny viene legata al letto solo perché è stata sorpresa ad aiutare la sua amica fuggitiva.
I numeri musicali (l'unico che chi scrive è in grado di ricordare è l'apertura con «Good Morning Baltimore») devono dar spazio a siparietti ripuliti o di nessuna rilevanza. Questi includono la canzoncina di riconciliazione fra Wilbur (Christopher Walken nel suo ruolo—che ultimamente è l'unico che riesce a procurarsi—di simil-«doc» di supporto; sostituisce Jerry Stiller, che qui è Mr. Pinky) ed Edna Turnblad (un saltellante John Travolta in latex, decisamente meno divino di Divine e anche dell'Harvey Fierstein del musical teatrale) dopo il pericolo causato dall'inserimento del tentativo di seduzione da parte della diabolica Velma Von Tussle (una Michelle Pfeiffer che quest'anno cerca di risollevare la sua carriera: le auguriamo miglior fortuna perché se la merita tutta).
Nella sostanza, è stato cancellato tutto il sostrato politicamente cataclismatico che, trasposto in un'iconografia bad taste, era l'universo semantico dell'originale. Ora la marcia capitanata da Motormouth Maybelle (Queen Latifah, la cui parlata non ricorda affatto quella motorificata di Ruth Brown) è un canto che giunge senza conflitti, già pacificato: non è un canto di outsider, non è espressione di una società critica di sé stessa ma di una società ormai accomodata che, assorbito il politically correct, prosegue mano nella mano. Così facendo ha finito per cancellare ogni problematica e, alla fine, per dirci che adesso va tutto bene.

Giudizio: 2


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