Come tu mi vuoi

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Titolo originale: id. Come tu mi vuoi / Locandina
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 95'
Regia: Volfango De Biasi
Sceneggiatura: Volfango De Biasi, Alessandra Magnaghi
Cast: Cristiana Capotondi, Nicolas Vaporidis, Giulia Steigerwalt, Niccolò Senni, Elisa Di Eusanio, Paola Carleo, Paola Roberti, Marco Foschi, Roberto Di Palma, Luigi Diberti, Delia D'Alberti
Produzione: Ideacinema, Medusa Film
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 9 Novembre 2007
Trama: Giada è una ragazza trascurata nel vestire, ma studiosa ed intelligente, che ha una sorta di difficile convivenza con i dogmi della moda e dei vestiti firmati, stili e metodi di vita che odia in quanto la luccicante estetica dell'apparire è ben più ricercata della soddisfazione dell'essere. Ma un giorno trova sulla sua strada il giovane Ricky, ricco rampollo di famiglia la cui voglia di studiare è agli antipodi della sua voglia di divertirsi e godersi i soldi. Questi due mondi tanto diversi incominceranno ad incontrarsi nei gusti e nelle scelte dopo una scommessa di poco garbo.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Come tu mi vuoiDavvero una bella piccola sorpresa, questo film diretto da Volfango De Biasi (opera prima del regista anno di nascita 1972), remake del misconosciuto Kiss Me del 1999 di Robert Iscove (anche nella locandina), dove la Capotondi (divetta che ultimamente appare parecchio al cinema, recentemente nel pessimo film allo spray Scrivilo sui muri e questa settimana ne I vicerè) è Giada, una ragazza sciatta e trascurata nel vestire e priva di trucco che si innamora di un ragazzo dell'alta borghesia dedito unicamente al divertimento in costosi club privé, interpretato dal suo compagno di avventure di Notte prima degli esami Nicolas Vaporidis (che recentemente ha interpretato Cemento armato in una parte drammatica).
De Biasi abilmente introduce il cambiamento di Giada da brutta e insulsa nell'apparire in maniera graduale: non ha fretta di correre, la dipinge come una ragazza conscia dei suoi ideali e che lascia da parte le facili convinzioni illusorie di una tv trash fatta di veline (come l'inizio con i budini morbidi e dolci da mangiare senza mani iconizza) trasformandola successivamente in una schiava dell'amore che per rincorrere il suo sogno si trasforma, priva di pastoie e legami intellettuali non si controlla più e si perde nell'oblio di voler essere quello che il compagno desidera. Il tutto reso ancora migliore dalla trasformazione del suo amante, che dopo l'inizio per necessità e scommessa prende l'abbrivio di un cammino deciso a migliorarsi, facendo il percorso uguale ed inverso della cosiddetta «maestrina», in cui lei diventa una drogata dei vestiti e lui invece perde la sua inutile vacua libertà per dedicarsi a migliorare non l'aspetto ma l'interno. La verità sta nel mezzo, e perdendo un pezzo della propria zavorra per l'altro si riuscirà a volare, insieme o meno, senza più problemi.
La filosofia dell'essere rispetto a quella dell'apparire, la cosiddetta «bellezza interiore», viene scavata e ripresa in una chiave diversa e pregnante: non serve a niente negare la propria beltà nascondendola dietro un aspetto dimesso (Giada non è brutta, ma solo trascurata) solo per partito preso, l'importante è evitare che questa ti ossessioni (l'amica e coinquilina, interpretata da Elisa Di Eusanio, le dice: «Non succede niente se per un giorno non ti vesti da zoccola!») facendola diventare una ragione di vita. La Capotondi non esita neppure a lanciarsi in una scena di nudo durante la fase monster, dimostrando di avere le carte in regola per essere una possibile promessa mantenuta del cinema italiano (le bollenti scene di Volevo solo dormirle addosso già dimostravano questa sua inclinazione ed agio a girarle). In mezzo, l'algida ed altera presenza di Fiamma, l'amica di Ricky (interpretata da Giulia Steigerwalt), sorta di femme fatale che per gioco e noia vuole ribaltare le teorie del brutto anatroccolo rincitrullito dall'amore: Giada è resa ridicola per dimostrarle che le cose che possiedi prima o poi ti possiederanno (citandolo da Fight Club), rendendoti schiavo delle stesse. Non ci potrai più rinunciare, non ci sono alternative e possibilità diverse.
Sfruttando il fatto poi che la Capotondi sia laureata in Scienze della Comunicazione, De Biasi modella il personaggio su solide conoscenze per facilitarla nell'interpretazione e nella convinzione delle idee, riprendendo in chiave universitaria (stessa cosa per Vaporidis) quella liceale di Notte prima degli esami. Il film ha un buon ritmo, diverte e non annoia, dura il giusto e ha un finale (anche se scontato) di misura a mezzo, rispettando quanto raccontato prima. In definitiva una pellicola di basse aspettative iniziali (sembrava l'uso senza idee di due divetti per attirare teen) che invece si rivela una piccola sorpresa spuntata da dove meno te l'aspetti, priva di cose astratte ma piena di discorsi concreti, pronta a giudicare degli aspetti della società illusori e vacui senza mezzi termini per poi dimostrare come sia bello comunque godere delle cose dolci di quel mondo che da lontano troppo acidamente sbeffeggiamo. Deludente Vaporidis, troppo monotono; ottima e coinvolgente la bifacciale Capotondi, che nella versione lustrinata fa davvero girare la testa.

Giudizio: 2


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2



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