| Titolo originale: | Sex and Death 101 | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti |
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| Anno: | 2007 |
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| Genere: | Commedia, Drammatico, Romantico |
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| Durata: | 100' |
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| Regia: | Daniel Waters |
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| Sceneggiatura: | Daniel Waters |
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| Cast: | Simon Baker, Winona Ryder, Leslie Bibb, Mindy Cohn, Robert Wisdom, Patton Oswalt, Tanc Sade, Julie Bowen, Neil Flynn, Dash Mihok, Keram Malicki-Sanchez, Corinne Reilly, Cindy Pickett, Winter Ave Zoli, Bryan Fuller, Jessica Kiper |
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| Produzione: | Avenue Pictures Productions, S and D Productions, Sandbar Pictures |
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| Distribuzione: | Moviemax |
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| Data di uscita: | 14 Marzo 2008 |
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| Trama: | Rod Blank sembra un uomo felice e realizzato: manager d'azienda che commercializza hamburger, una fidanzata modello che sta per sposare, degli amici che gli vogliono bene e soprattutto biondo e bello. Quando un mattino la sua assistente apre le mail che lo riguardano, una contiene una strana lista, con segnate tutte le donne con cui ha avuto una relazione, ma anche tutte quelle con cui l'avrà in futuro. Incuriosito e stimolato dal fatto che avrà un incredibile successo come maschio, lascia perdere matrimonio e fidanzata per dedicarsi ad accontentare sessualmente signore di qualunque tipo. Intanto però una misteriosa dark lady sta mandando in coma tutti gli uomini che attira con la sua bellezza. Si incontreranno le loro strade in questo strano «karmasutra»? | |
Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Ci sono molti motivi per cui si inserisce l'elemento «sesso» in un film; quello sicuramente più abusato è di far visionare dietro un motivo quanto mai futile un nugolo di belle donne che si spogliano senza nessuna ragione apparente, solo per soddisfare gli appetiti facili di un pubblico a cui piace la fase consolatoria di divertirsi con un po' di pepe senza dover impegnare minimamente qualsiasi cognizione, cinematografica o meno. Questo banalissimo Tutti i numeri del sesso (il titolo originale, ovviamente più sensato, parla invece della possibilità di avere sesso e morte) segue il poverissimo trend sceneggiativo senza variare minimamente interesse e tonalità, permettendosi persino di citare Il paradiso può attendere e Arancia meccanica (dove una delle scontate donne con cui il fortunato/malcapitato avrà da misurare la capacità delle sue prestazioni si chiama Alexis De Large).La cosiddetta trama parla di Roderick (Simon Baker, dedicatosi anche ai film horror con la saga di The Ring, quello americano ovviamente, e La terra dei morti viventi di Romero) è uno yuppie di grande successo; venuto a conoscenza di una infallibile lista di donne con cui dividerà il letto nel futuro, molla matrimonio e carriera per dedicarsi solo al felice compito di cancellare, in maniera sequenziale, man mano i nomi dal foglio di carta. Peccato che intanto che lui scalda letti e donne, ci sia in giro Death Nell (Winona Rider, caduta ormai davvero in basso nonostante una bellezza di base conturbante, che dopo A Scanner Darkly e The Darwin Awards ci poteva far sperare di meglio), una pericolosa e folle icona del male che punisce i maschi che attira con uno stato di narcosi non si sa quanto permanente.
Come si vede dall'incipit di base, siamo veramente su concetti terra terra della commedia americana per porcelloni, se non fosse che almeno queste erano oneste ed autoironiche, qui invece il regista Daniel Waters (nel 2001 diresse lo sfortunato Brad Renfro in Maial Campers) cerca addirittura di darsi un tono giallo noir completamente privo di qualunque sostanza, pure moralista, dicendoci che in fondo il sesso illusorio che la società ci propina a quintali per motivi consumistici fa anche male, non bisogna perdere la bussola per delle chimere che alla fine stancano (e ci credo) e ti lasciano pure privo di fondamentali requisiti umano/familiari. Peccato che il messaggio contro sia fatto abusando di questo sistema, con bella carne femminile in visione di qualità e nessuna vera altra alternativa di interesse. Non volendo essere cattivi nella totalità, possiamo cercare di salvaguardare almeno il look fascinoso della Dark Winona, che appare pochissimo e solo come intersezione della sequela infinita di prestazioni dell'infaticabile emulo dell'italico Siffredi: la Ryder ce la mette tutta per bilanciare fascino, humour grottesco e sensualità torbida, ma alla fin fine tutto scompare dietro alla tabula rasa mentale del film.
Citare come si diceva Il paradiso può attendere, abusando dell'ambientazione bianca soffusa (ma abbiamo anche degli ancestrali contabili giustamente allupati, visto il film siamo in idoneità di situazione), portandolo ai massimi livelli di tecnologia con i destini governati da un supercomputer e dalle e-mail (se ne arriva una con solo una data, cominciate a preoccuparvi), è banalissimo e inutile; oltretutto lo spettatore di questi siparietti inutili non se ne fa nulla in quanto ormai l'attenzione e l'aspettiva, dopo un film piatto e uguale, è tutta tesa solo ad aspettare la bella successiva della lista da vedere, quasi che fossimo davanti a un catalogo di playmate.
Per allungare il brodo Waters ci mette una tartaruga in diarrea, una fat girl amante dei trichechi, un autobus di school girl vergini («Quanto sangue c'era intorno?» chiede uno degli amici), due super-lesbiche in fondo bisex che fanno le farfalle, le seguaci di Death Nell che impazzano per la città, una squillo all'apparenza vanesia che invece fa il mestiere per gli studi del figlio, uno stupro di una ottantenne lebbrosa, una veterinaria che si preoccupa dell'inutile esistenza del carrello di centro fila che non viene mai usato, la segretaria (ovviamente lesbica pura e dura per evitare che finisse nella lista incasinando troppo) sempre precisa puntuale ed attenta in quanto superiore alla sua fatale emissione di attiranti ormoni irresistibili. Come si vede un corollario di situazioni insipide e inutili, tutte scuse che potevamo evitare senza problemi per giungere diritto al sodo del volere del regista e del compitino, cioè il nude look (aspettatevene uno davvero hot) e la fine della lista.
In definitiva un grosso lecca lecca per porcelloni americani di cui non dobbiamo cadere in trappola, vestito falsamente da noir grottesco, che ci prende in giro senza darci nessuna reale nuova visuale se non quella di attendere con ansia la fine della lista quasi fossimo al supermercato a fare la spesa. Abbiamo un sacco di alternative più valide, con altra merce per far fruttare i soldi del biglietto: se ci vogliamo accontentare solo di (belle) donne in galleria e rassegna, dare 100 minuti della vita per un film che alla fine ci dice «E la morale di tutto questo? Chi se ne frega!» è quasi ricevere un insulto dopo aver dato. Inutile da dire: evitare con cura.
Giudizio:

Altri giudizi della redazione:
Alberto Di Felice:

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