| Titolo originale: | The X Files: I Want to Believe | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti, Canada |
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| Anno: | 2008 |
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| Genere: | Drammatico, Fantascienza, Giallo, Thriller |
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| Durata: | 104' |
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| Regia: | Chris Carter | |
| Sceneggiatura: | Frank Spotnitz, Chris Carter |
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| Cast: | David Duchovny, Gillian Anderson, Amanda Peet, Billy Connolly, Alvin «Xzibit» Joiner, Mitch Pileggi, Callum Keith Rennie, Adam Godley, Alex Diakun, Nicki Aycox, Fagin Woodcock, Marco Niccoli, Carrie Ruscheinsky, Spencer Maybee, Veronika Hadrava | |
| Produzione: | Twentieth Century Fox, Ten Thirteen, Dune Entertainment III, Crying Box Productions |
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| Distribuzione: | 20th Century Fox |
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| Data di uscita: | 5 Settembre 2008 |
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| Trama: | Dana Scully ormai è una dottoressa che si occupa solo dei suoi pazienti e non più dei cosiddetti X-Files, i casi del paranormale o inspiegabili che ha esaminato a lungo in coppia con il collega Fox Mulder. Mulder dal canto suo vive ormai lontano dall'FBI per via di passate controversie, isolato con i suoi ricordi e la tristezza per non aver mai trovato la sorella che si reputa sia stata rapita dagli alieni. Ma i due ex-agenti devono tornare ora in azione alla ricerca di un pericoloso serial killer che per motivi oscuri lascia arti e pezzi di corpo umano sepolti nella neve. Aiutati da un prete sensitivo, con gravi accuse di pedofilia a suo carico, si mettono alla caccia, ma la soluzione del caso appare lunga e difficile, soprattutto perché trovare il crudele assassino non è in cima ai pensieri di Scully, molto più presa dai gravi problemi di salute di un suo giovane paziente. Mai come stavolta, per Mulder, bisogna crederci. | |
Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Secondo film tratto dalla serie tv X-Files (chiusasi dopo 9 stagioni) dopo quello del 1998, quasi scomparso dalla memoria del grande pubblico e ricordato dai fan e dagli addetti ai lavori. Di fatto nel titolo Chris Carter (il geniale creatore/curatore della serie e qui regista e co-sceneggiatore) preferisce ricordare il manifesto che Mulder (David Duchovny, reduce dall'esperienza dell'eversiva sexy serie tv Californication e dal recente Noi due sconosciuti) ha da sempre appeso nella sua stanza (si vede bene anche nel film), che indica «Io voglio credere» («I want to believe»), che non definire chiaramente che questo è un capitolo 2 cinematografico (del resto completamente slegato filmicamente nella trama dal primo).Questo film prosegue dalla chiusura della serie tv, e ci presenta la famosa coppia di indagatori del paranormale e dei casi irrisolti divisa: Scully (Gillian Anderson, qui bella e incidente presenza nonostante fuori dal serial non abbia mai brillato in ruoli determinanti) è una dottoressa a tempio pieno, Mulder (inizialmente con barba, che poi si taglierà) un isolato deluso con la morte nel cuore per il pensiero costante della sorella mai trovata (rapita con ogni probabilità dagli alieni) e con varie pendenze a suo carico con gli organi governativi. Nessuno dei due sembra intenzionato a tornare alla vecchia attività di indagine, ma l'FBI contatta Scully perché chieda a Mulder di tornare a lavorare in coppia su un misterioso caso di sparizione di un agente. Accettano, anche se subito appare chiaro che il caso sarà irto di difficoltà, oltre che per le loro indecisioni caratteriali (Scully sempre scettica e Mulder più accondiscendente verso le spiegazioni che sembrano incredibili), per il fatto che l'unica possibile chiave di svolta sono le visioni da interpretare di un prete pedofilo di lungo corso (sullo schermo ha il volto dell'attore Billy Connolly). E mentre le indagini proseguono a rilento, l'assassino semina pezzi di corpi nella neve.
Niente alieni o minacciose congiure corporative, quindi. Una storia (tenuta a lungo segreta dalla produzione per aumentarne l'attesa) che fondamentalmente è quella della caccia a un serial killer che agisce in maniera oscura e anomala, usata anche per riprendere e citare alcune cose della serie (come la storia di Samantha, la sorella di Mulder, oppure la citazione al loro bimbo) in modo da stuzzicare i fan a ricollegare e ricondurre. Ma non abbiano paura coloro che non hanno visto nessun episodio della serie: la lettura del film è assolutamente gradevole e completa anche senza il background televisivo, anche se ovviamente questo è utile a cogliere i rimandi-citazione. Il tono è assolutamente quello del telefilm, che non viene tradito.
Carter confeziona molto bene la storia, che cresce man mano che prosegue, con la tensione e la curiosità di sapere perché l'assassino agisce così e come verrà risolto il caso, risoluzione complicata anche perché Scully (notoriamente di natura incapace di credere a ciò che non vede, in quanto comunque legata a dei dogmi di scienza) a un certo punto pare voglia lasciare la partita. Sono presenti i rimandi temporali che hanno contraddistinto la serie per catalogarla negli anni (vediamo che siamo nell'oggi anche per via del quadro di Bush Jr.), la famosa sigla musicale (parodiata pure da I Simpson) e Skinner, che ha sempre il volto storico di Mitch Pileggi, colui che seraficamente diceva sempre a uno sconsolato Mulder «Prendiamo tutti ordini da qualcuno».
Il film non risparmia forti critiche alla Chiesa nella gestione dell'ospedale e del piccolo malato (e con la denuncia della pedofilia ecclesiastica). Sospeso tra fede e scienza, il sottotitolo del film ritorna sempre preponderante, e la bella scena finale (che chiude in maniera perfetta la sottotrama del piccolo sofferente) è un emblema di come a volte bisogna andare contro tutto e tutti, crederci senza mai rassegnarsi anche se qualcuno ti vuole sempre giudicare (vedi le suore che guardano). Importante segnalare il candore sempre presente della neve contro la tragicità e pesantezza della vicenda, nella quale tutto pare ovattat, fornendo quel senso di nascosto e misterioso allo spettatore.
I due attori sono tremendamente in palla, si vede che hanno creduto perfettamente al progetto (vi diciamo subito che neppure qui si chiameranno per nome): si spalleggiano alla grande e portano in alto la vicenda, che per tre quarti è praticamente perfetta ma nel finale si scolla con qualche sbavatura situazionale di troppo (che non possiamo ovviamente rivelare; vi diciamo solo che Scully in una dimostra un incredibile occhio di falco a vedere un indizio con la vettura che viaggia, di notte e con la neve che cade) e la spiegazione del mistero che non è poi quel colpo di genio che si sperava (cose già viste che Mulder ha il pudore di citare), ma la tensione creata precedentemente di buon livello (come le riprese, anche se per gli amanti del visivo gli effetti sono pochini e solo derivati dalla presenza di arti mutilati e pezzi di corpo) ne fa un prodotto convincente e godibilissimo, che per il fan è anche una caccia al tesoro dei particolari (c'è anche un'occhiataccia verso un fumatore, riferimento occulto all'uomo che fuma del serial).
In definitiva un buon thriller su un assassino seriale, prosecuzione del famosissimo serial tv, coinvolgente e ben costruito, che senza un finale leggermente banale, una trama non profondissima e alcune situazioni discutibili avrebbe avuto grande valore pieno, adattissimo anche ai non fan in quanto vive di vita propria nonostante siano presenti dei riferimenti al passato che faranno la gioia degli X-Files people, che lo adoreranno. Film che non tradisce la radice televisiva nel proporsi e offre spunto di dialogo per le spinose questioni suddette. Bentornati, Mulder e Scully, vi abbiamo ritrovati con gioia. Chi ha perso l'anteprima può vedersi il film in tutte le sale dal 5 settembre 2008. Non andate via subito con i titoli di coda che partono perché alla fine c'è una brevissima scenetta.
Giudizio:

Altri giudizi della redazione:
Alberto Di Felice:

Emanuele Rauco:

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