Come un uragano

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Titolo originale: Nights in Rodanthe Come un uragano / Locandina
Nazione: Stati Uniti, Australia
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 97'
Regia: George C. Wolfe
Sceneggiatura: Ann Peacock, John Romano
Cast: Diane Lane, Richard Gere, Christopher Meloni, Viola Davis, Becky Ann Baker, Scott Glenn, Linda Molloy, Pablo Schreiber, Mae Whitman, Charlie Tahan, Carolyn McCormick, Ted Manson, Ato Essandoh, Terri Denise Johnson, Jessica Lucas
Produzione: Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, DiNovi Pictures
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 19 Dicembre 2008
Trama: Adrienne Willis vive un momento difficile della sua vita: con due figli, ha dovuto allontanare il marito Jack che l'ha tradita con una donna più giovane di lei, ma ora l'uomo chiede di tornare all'ovile chiedendo perdono. Per riflettere sulla proposta si prende cura per un weekend dell'incantevole alberghetto sul mare di un'amica. Arrivata sul posto, incontra il medico Paul Flanner, impegnato in una causa legale che lo vede implicato per via della morte di una paziente. Paul deve incontrare il marito e il figlio della defunta, per dare spiegazioni sull'accaduto. Ma queste cose passano in secondo piano perché tra Adrienne e Paul subito scatta una chimica particolare che li porta ad avere un rapporto sentimentale intenso. Intanto la natura sta per scatenare la sua furia nella forma di un temuto uragano.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Come un uragano«Notti nel Rodanthe» (l'incantevole luogo dove si svolge il film) in italiano è diventato Come un uragano, volendo sottolineare la presenza della calamità naturale ma anche del grande sommovimento sentimentale fulminante che si scatena tra due attori belli e famosi come Diane Lane e Richard Gere, alla terza prova assieme dopo aver lavorato ensamble in Cotton Club di Coppola e L'amore infedele – Unfaithful di Adrian Lyne. Titolo azzeccato o meno, i due attori si trovano davvero a loro agio a lavorare insieme, sono una bella presenza matura (finalmente dopo tante stupide ed inutili storie d'amore giovanili una intensa da un altra prospettiva d'età) e ci donano, aiutati da una sapiente e delicata regia (capace anche di un buon piano sequenza), un film commovente, che ci riporta ad atmosfere da sogno (albergo in riva alla spiaggia, buoni sentimenti e genitori amorevoli) ultimamente non molto percorse dalla cinematografia di questi tempi.
La trama ci racconta di due persone diverse che si incontrano in un alberghetto da sogno in riva al mare nella zona del Rodanthe. Adrienne (la Lane, passano gli anni ma il suo fascino rimane immutato) ha un matrimonio fallito alle spalle: il marito Jack (Christopher Meloni) l'ha tradita, lei l'ha allontanato attirandosi le ire della figlia maggiore Amanda che voleva a tutti i costi che il padre rimanesse a casa. Jack, all'improvviso, vuole riconciliarsi, tornare insieme alla moglie. Adrienne va in crisi, e prende del tempo lasciando i figli con il coniuge e andando a curare un piccolo albergo di un'amica in riva alla spiaggia, per pensare a quanto propostole. Ma quando arriva come unico ospite il medico Paul (Gere) lei ne rimane affascinata, conturbata, e tra i due scatta la scintilla della passione. I problemi familiari dei due passano in secondo piano; peccato che la natura voglia rompere le uova nel paniere scatenando sulle coste un violento uragano.
Qualcuno, anche se siamo sotto Natale, potrebbe storcere il naso di fronte a una storia tanto zuccherina e che si propone old style (non solo nell'età dei protagonisti: qui si scambiano le lettere d'amore via posta, le mail e l'elettronica spinta sembrano non esistere, si parla del corpo come se fosse un incantevole paesaggio e via dicendo) ma invece davvero c'era bisogno di una ventata di sano, pieno e robusto romanticismo, oltretutto interpretato con tanto fascino e glamour.
Oltre all'alberghetto in legno dei sogni in riva al mare, tutto ci parla di antico sapore perduto, dei balli di piazza felici e dei chiari di luna in riva al mare, ma non lo fa in maniera appiccicata e senza convinzione; il regista George C. Wolfe (esordio cinematografico, ma ha una grande carriera alle spalle come autore teatrale) dimostra una buona padronanza dei tempi e dei modi in cui gestire la trama, anche se alcune scelte di sceneggiatura rischiano di essere davvero poco congruenti e credibili (l'asma del figlio durante l'uragano, la sua disperazione esagerata che però non coincide con una successiva mancata visita a lui in ospedale, i comportamenti della figlia a un certo punto, ma anche altre cose facilmente individuabili che non diciamo per non rovinare il gusto del film). I cuori teneri (anche se si deve essere dai trenta in su: le generazioni più verdi non lo apprezzeranno di base – certi sentimenti mostrati in questo modo hanno età, purtroppo) si pasceranno di fronte agli sguardi intensi e furbi dei piccoli occhi del bel Richard, avranno i fremiti nel vedere scene caste di dolci accoppiamenti, mani che si stringono sulla spiaggia per condurre assieme un nuovo cammino (la speranza di ricominciare strillata dal cartellone). Sappiamo che è tutto artificioso, costruito, la realtà offre ben altre strade purtroppo, ma è anche bello pensare che si possa sognare almeno al cinema. Inutile dire che le musiche si odono magicamente, i discorsi (soprattutto quello fatto al marito della donna defunta dopo un'operazione estetica andata male di Paul) sembrano da libro Cuore e Peynet, ma i due protagonisti sanno reggere il gioco, mettersi bene in mostra, diventare un bel vedere oltre a quello stupendo della veranda sul mare. Senza mai esagerare, mai confluire nella noia, utilizzando un finale diverso da quello che ci si aspetta (esclusa l'ultimissima scena, assolutamente telefonata ed anticipata) e che indirizza a miglior significato il film. Tutto è permeato a un grande rispetto per la famiglia, che viene sempre messa in primo piano e che appare non tanto a disturbare ma a ricordare la sua esistenza nel rapporto dei due.
In definitiva finalmente un film sentimentale oltre i soliti prodotti giovanili di poco conto, che ci rimanda ad atmosfere da sogno e mezzi di comunicazione retrodatati, scatole che contengono ricordi e lettere a mano che sprigionano lacrime e sorrisi, un gusto diverso e un po' perduto ma non per questo meno saporito e profumato, soprattutto quando a interpretarlo hanno chiamato una coppia perfetta e collaudata che sembra andare d'accordo ben oltre che sulla scena e con il copione. Ogni tanto, non diciamo credere, ma assaggiare certe cose non fa affatto male.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2
Emanuele Rauco: 2


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