| Titolo originale: | Alvin and the Chipmunks: The Squeakquel | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti |
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| Anno: | 2009 |
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| Genere: | Animazione, Commedia, Per Famiglie, Romantico |
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| Durata: | 88' |
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| Regia: | Betty Thomas |
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| Sceneggiatura: | Jon Vitti, Jonathan Aibel, Glenn Berger |
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| Cast e voci originali: | Zachary Levi, David Cross, Jason Lee, Justin Long, Matthew Gray Gubler, Jesse McCartney, Amy Poehler, Anna Faris, Christina Applegate, Kathryn Joosten, Bridgit Mendler, Kevin G. Schmidt, Aimee Carrero, Brando Eaton, Chris Warren Jr., Skoti Collins, Anjelah N. Johnson, Wendie Malick, Charice Pempengco, Lauren Cornell, Alexandra Shipp, Cameron Richardson, Ross Bagdasarian Jr, Janice Karman, Tyler Sean Palmer |
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| Produzione: | Bagdasarian Productions, Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises |
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| Distribuzione: | 20th Century Fox |
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| Data di uscita: | 29 Gennaio 2010 |
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| Trama: | Per colpa di una bravata di Alvin, il povero Dave rimane seriamente infortunato durante un concerto dei Chipmunks. Costretti a tornare a casa senza di lui, ad attendere Alvin, Simon e Theodore c'è la scuola. Messi subito in castigo dalla preside Rubin, vengono costretti da quest'ultima a partecipare ad una gara di canto per risollevare la classe di musica del liceo. Ma i Chipmunks non possono immaginare che come rivali avranno altre tre scoiattoline, le Chipettes, scovate dal loro vecchio perfido produttore Ian. |
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Recensione di ALBERTO DI FELICE
Se siete come me, Jason Lee vi sta simpatico. L'attore, noto a partire da pellicole quali il Generazione X di Kevin Smith, è diventato il papà adottivo dei celebri Chipmunks, quegli scoiattolini canterini adolescenti che due anni fa arrivavano in ultimo al cinema, loro che erano nati nel lontano 1958, dopo aver accompagnato le giornate di molti bambini degli anni '80 con una famosa serie animata. In questo Squeakquel—in italiano, fosse stato per me, avrei suggerito magari un «sorcioquel»—bisogna purtroppo registrare che Lee è presente giusto per timbrare il cartellino, garantendo il minimo sindacale di continuità con l'episodio precedente ma di fatto abbandonando i suoi tre figlioletti roditori—pare, per impegni confliggenti.Ciò per dire che la sceneggiatura di Jon Vitti, Jonathan Aibel e Glenn Berger sembra essersi costruita con la stessa serietà ed intransigenza della presenza ritagliata di Lee—ovvero, senza troppo impegno. In un ovviamente inappuntabile racconto dalla divisione standard, Alvin, Simon e Theodore vengono affiancati dai loro equivalenti femminili delle Chipettes, in pratica tre esatte repliche che però hanno come metro di misura canoro le coreografie di Beyoncé (si noti la sinestesia); il punto dell'episodio consiste in una nuova lezione di successo e vita sconfiggendo l'avido produttore Ian (David Cross), tornato dai rifiuti per per compiere la propria vendetta. Teoricamente, Lee dovrebbe essere rimpiazzato da Zachary Levi, che come imbranato ha meno carisma.
L'alterna 62enne regista Betty Thomas, chiamata a sostituire il Tim Hill del precedente, nel 2006 è stata l'autrice di uno dei più intelligenti (meno apprezzato di quanto dovrebbe) film liceali americani dell'ultimo decennio, Il mio ragazzo è un bastardo con Brittany Snow e Jesse Metcalfe. Forse avrebbe un genere nel quale specializzarsi nell'immediato futuro, se volesse e glielo lasciassero continuare: arrivata a una certa età, se proprio bisogna far film con un certo target non troppo elevato, tanto vale sceglierne di migliori. Qui è di nuovo al liceo, ma le dinamiche rilevanti—rivalità fra bulli, primissime cottarelle e poco altro—sono assai più prosaiche e lineari, in un lavoro che a 88 minuti di durata ha giusto il tempo di disegnare i brevi tratti caratteristici delle Chipettes e gli snodi essenziali dell'intreccio.
Il bambino che è in noi—o comunque, più probabilmente, di fianco a noi—non imparerà molto sul fronte morale, ma qualche modo pirotecnico di divertirsi forse lo trova, nel frattempo avendo pur sempre abbondantemente occasione di assistere a delle immancabili scenette che coinvolgono i soliti spetazzamenti, sui quali decisamente non si lesina. Se questo è vero e se la Thomas ha un briciolo in più di gusto rispetto al predecessore, questo Squeakquel bisex squittisce pur sempre le solite note prepotentemente fessacchiotte.
Giudizio:

Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Scrivere le recensioni dei seguiti per una webzine è davvero una pacchia: visto che tutti i collegamenti sono stati detti nella scrittura precedente a cui potete ricollegarvi con l'apposito link, al Signorelli del caso e del momento non resta altro che dover descrivere il film senza più parlarvi del passato. Alvin Superstar 2 non è altro che la scontata prosecuzione del primo capitolo, che vedeva tre scoiattolini canori aprire le porte del successo. Siccome 2 è il doppio di 1, in questo film i simpatici animaletti raddoppiano anch'essi e diventano …sei. Tra l'altro il raddoppio è bisex, dato che appaiono le Chipettes, fatte ad arte e misura per i tre protagonisti, Alvin, Simon e Theodore. Il loro tutore Dave (Jason Lee, il mitico Earl televisivo) si è fatto male per colpa della spocchia di Alvin, che si crede ormai una stella senza bisogno di nessuno. Affidati all'imberbe Toby Seville (Zachary Levi), i tre Chipmunk cominciano a fare guai e hanno un grosso problema da affrontare: andare al college! Intanto il cinico Ian Hawke (interpretato dal gigionesco e simpaticissimo David Cross) ha propositi di rivalsa e convince le Chipettes a cantare per lui.Mossi da un'ottima computer grafica che si integra efficacemente con le immagini degli attori in carne ed ossa, Alvin 2 è un innocuo e davvero poco ispirato film che sembra prendere le posizioni collegiali degli American Pie (bulli ed imbranati) senza avere ovviamente (minimamente) l'alto tasso di esecrabile sporcizia dei film della panna sul seno. Vedere Alvin per un adulto è davvero una esperienza di solo accompagnamento, dato che solo i piccoli spettatori potranno divertirsi di fronte ai gorgheggi-sound degli scoiattolini che riprendono vecchie e nuove hit (si arriva anche ai Bee Gees). Così i tre (o i sei) animaletti devono vedersela inframezzati ai canti con bulli palestrati che fanno football americano, ragazzine urlanti che li adorano e i soliti scontri tra Alvin Superstar e i suoi fratelli che chiedono maggiore considerazione.
La regista Betty Thomas (Il mio ragazzo è un bastardo) fa tutto con estrema semplicità, tratta la routine produttiva esemplificando il più possibile (nuovo tutore amorevole anche se dissennato che poi ovviamente si redime, cattivo simpatico e tutto moine, ragazzi da «American Idol» che fanno gare in cui verranno coinvolti i Chipmunk maschi e femmine) e costruendo una vicenda filiforme in cui nuovi Mogwai usano i giocattoli per fare la doverosa scena di salvataggio e riscossa finale.
A quanto pare ormai ogni fonte di semplice intrattenimento sembra dover rincorrere la televisione giovanile: la direttrice scolastica fan dei Chipmunk (con tanto di tatuaggio!) sembra una Maria de Filippi che dirige i ragazzi. Per chiudere la descrizione, sappiate comunque che il biglietto d'ingresso vi costerà davvero tanto, includendo giocoforza popcorn e Coca-Cola, e che l'unica soddisfazione sarà il sorriso dei vostri figli in età prepuberale. In prodotti simili non si può chiedere la luna, ma il fatto di farli sembrare simpatici per forza alla fine ci fa venire a noia questi Chipmunk.
Giudizio:







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