Senza apparente motivo

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Titolo originale: Incendiary Senza apparente motivo / Locandina
Nazione: Regno Unito
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Romantico, Thriller
Durata: 96'
Regia: Sharon Maguire
Sceneggiatura: Sharon Maguire
Cast: Michelle Williams, Ewan McGregor, Matthew Macfadyen, Nicholas Gleaves, Sidney Johnston, Usman Khokhar, Sasha Behar, Edward Hughes, Alibe Parsons, Stewart Wright, Al Hunter Ashton, Benjamin Wilkin, Robin Berry, Mercy Ojelade, Joe Marshall
Produzione: Aramid Entertainment Fund, Archer Street Productions, Capitol Films, Film4, Incendiary, Sneak Preview Films, UK Film Council, Wild Bear Films
Distribuzione: Moviemax
Data di uscita: 26 Febbraio 2010
Trama: Londra. Una giovane donna lascia il marito Lenny ed il figlio di quattro anni andare ad una partita di calcio; nel frattempo si incontra con un giornalista che vive vicino, col quale ha da poco allacciato una storia. Proprio mentre i due stanno facendo l'amore, alla tv si assiste in diretta ad uno spaventoso attentato terroristico allo stadio nel quale perderanno la vita in mille, compresi Lenny ed il piccolo.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Senza apparente motivoCon la distribuzione (anch'essa senza apparente motivo) di questa pellicola inglese di due anni fa sembra di esser tornati ai giorni susseguenti al 7 luglio 2005, nei quali il Regno Unito scopriva di essersi cresciuto in casa i propri attentatori suicidi, vedendoseli messi di fronte grazie ai potenti mezzi delle videocamere di sorveglianza. Si è dato il caso, fra l'altro, che il libro di Chris Cleave da cui è tratta sia uscito nelle librerie d'oltremanica proprio quel preciso giorno d'estate. Sharon Maguire, celebre come genitrice dell'esordio al cinema del personaggio di Bridget Jones, ci ha scritto e diretto sopra una ahi me alquanto pacchiana querimonia con spruzzi di ritratto di vite ai margini. All'inizio c'è anche una specie di thriller con venature sexy nel quale la protagonista interpretata da Michelle Williams assapora il tradimento coniugale, prima di esser costretta dagli eventi a comprenderne le tragiche conseguenze.
La Williams viene ripresa come farebbe un vecchio sporcaccione, o un adolescente allupato, mettendone in risalto specie nelle sequenze iniziali tutta la grazia, con particolare attenzione per gli arti inferiori e la loro parte superiore coperta da minigonne di vario tessuto. Avrete persino il piacere di ammirarne i seni. Messe da parte dopo abbondanti venti minuti queste sue doti—che, ad esser buoni, potrebbero farsi rientrare nella sua descrizione come giovane avvenente mamma dei medio-bassifondi popolari, tentata dall'uomo coi soldi (Ewan McGregor, di nuovo insieme alla Williams nello stesso anno di Sex List – Omicidio a tre)—si entra, dopo l'attentato che ne colpisce figlio e marito, in un prolungato strazio, nel quale ci si apre ad un miscuglio del quale francamente sfugge il senso.
Alla donna viene consigliato di scrivere al supposto capo degli attentatori, e lei lo fa trasformando da questo punto in poi la sua voce narrante in quella che legge «Caro Osama…». Nel frattempo, voce narrante la lunga letterina permettendo, prosegue il thriller: ora ha a che fare con l'identità di uno degli attentatori, anch'egli con famiglia, e con il comportamento ambiguo dell'apparentemente fidato amico Terrence (Matthew Macfadyen). Riesco ad immaginare che tutto questo insieme di misteri sarebbe potuto essere minimamente interessante, ma affinché ciò avvenisse ci sarebbe dovuto essere un qualche controllo e sviluppo della materia; viceversa, il film impazzisce al pari di una maionese e come la protagonista, che continua la sua letterina in pratica ringraziando il vecchio Osama di tutto.
Per capire come possa andare a finire la cosa—o meglio come sia congegnata pedestremente—vi basterà considerare i dettagli dell'attentato, dei quali non vi parlerò se non dicendovi che coinvolgono l'azione congiunta di sei uomini imbottiti d'esplosivo in uno stadio, nel quale evidentemente dev'essere assente ogni tipo di controllo di sicurezza. Accade di peggio, però, quando Terrence deve spiegare perché avesse deciso di non andare allo stadio quel giorno. Dopo di questo, la follia visionaria dilaga come il bianco del paradiso e gioca a nascondino come il figlioletto redivivo della protagonista, una Michelle Williams che meriterebbe di scegliersi progetti migliori.

Giudizio: 1


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