| Titolo originale: | Kerity, la maison des contes | ![]() |
| Nazione: | Francia, Italia |
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| Anno: | 2009 |
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| Genere: | Animazione |
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| Durata: | 76' |
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| Regia: | Dominique Monféry |
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| Sceneggiatura: | Anik Le Ray, Alexandre Reverend |
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| Voci originali: | Lorànt Deutsch, Julie Gayet, Gonzales, Jeanne Moreau, Denis Podalydès, Pierre Richard, Liliane Rovère |
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| Produzione: | Gaumont-Alphanim, La Fabrique, Lanterna Magica, Canal+, Cinéart, Haut et Court, Films Distribution, Studio Canal, TF1, TPS Star |
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| Distribuzione: | Ripley's Film |
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| Data di uscita: | 2 Aprile 2010 |
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| Trama: | Nat ha sette anni e non sa ancora leggere. Si trasferisce coi genitori e la sorella maggiore Angelica nella casa sulla spiaggia della defunta zia Eleonora. Questa ha lasciato ai nipoti qualcosa in eredità: per Angelica è una bambola, mentre per Nat è la chiave per la camera proibita. Nat scopre così che quest'ultima protegge la sterminata biblioteca della zia, dove sono raccolte migliaia di prime edizioni originali illustrate di capolavori della letteratura mondiale. Ma l'avido Cianfrusaglia Ramazzatutto, venditore di cose usate, ha messo gli occhi sulla collezione. |
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Recensione di ALBERTO DI FELICE
Il secondo lungometraggio animato del francese Dominique Monféry, passato come supervisore nei reparti Disney nell'ultimo lustro dell'animazione vecchio stampo (Hercules, Tarzan, Le follie dell'imperatore), è un'opera schiettamente pedagogica. Il bambino che lo guarda dovrebbe essere spinto, in parole povere, a scoprire il valore «magico» della lettura facendo conoscenza, tramite il protagonista suo coetaneo, con alcuni personaggi classici della letteratura per l'infanzia e non solo. Il che avviene, facendo tesoro dell'esperienza di Monféry e dei suoi collaboratori Rebecca Dautremer e Marco Martis (già impegnato come scenografo con la torinese Lanterna Magica, co-produttrice), secondo un'impostazione grafica prettamente europea.La storia nasce dalla curiosità di Nat, alimentata dal ricordo della scomparsa zia il cui segreto del titolo giace in un'enorme collezione di testi illustrati, alla scoperta dei quali il piccolo protagonista si lancerà essendo costretto ad affrontare, come da fiaba modello, una serie di prove. La prima e fondamentale delle quali consiste proprio nell'imparare a leggere, permettendo ai personaggi su carta di continuare a vivere. Duole purtroppo constatare che la frase magica che Nat deve sforzarsi di decifrare («Non è perché è una favola che non esiste») non par essere esattamente un esempio di italiano ottimamente scritto.
È particolare soprattutto l'ambientazione vicino ad una piccola insenatura, nella quale è situata la casa della defunta zia, in una cittadina di mare i cui dintorni costituiscono lo spazio entro cui Nat e i personaggi dei suoi libri vivono le loro avventure. La caratterizzazione di questi ultimi rimane viceversa molto in superficie, anche nel disegno assai spoglio, dandoli dunque per scontati in quanto ereditati e non puntando a svilupparli autonomamente ai fini dell'intreccio. C'è ad esempio l'Alice di Carroll, che viene vista semplicemente come una bella musa bionda e muta: Nat è già innamorato perso, e se continua così non appena la scuola riapre avrà voglia di far tutt'altro che leggere.
Gli sceneggiatori Anik Le Ray ed Alexandre Reverend strutturano ordinatamente lo script, e il film guadagna di certo dalla limitata durata. Basterà forse ad appassionare parte del pubblico di riferimento, anche grazie ad una certa consistenza di tono; purtuttavia, pur non essendo l'intento pedagogico troppo smaccato, l'essenzialità con la quale gli si dà forma rende Nat e il segreto di Eleonora uno sforzo tanto corretto e sincero quanto inerme.
Giudizio:

Recensione di RICCARDO RUDI
Nat è un bambino di sette anni, timido e sempre preso in giro dalla sorella maggiore perché ancora non ha imparato a leggere. Eppure è sempre stato affascinato dalle storie e dalle favole che gli raccontava la zia Eleonora, che dopo la sua scomparsa gli ha lasciato in eredità il suo segreto più grande: una biblioteca piena di quei libri che gli leggeva. All’inizio Nat non capisce l’importanza di quel luogo e del perché sua zia gli abbia dato in eredita quella marea di libri che lui non riesce a leggere, ma quando scopre che i personaggi di tutte le favole si animano e che la sua missione è di proteggere le favole di tutto il mondo inizierà un’avventura a fianco di Alice, Cappuccetto Rosso, Peter Pan e tanti altri.Dominique Monféry ci ha regalato una piccola gemma che omaggia l’amore per la lettura e per le favole. In colori sgargianti e un’animazione coinvolgente e fluida, la favola ha come messaggio forte e commovente quello di immergersi nelle pagine di un libro senza paura, poiché saranno proprio le parole a portarvi lontano verso mari sconosciuti e terre meravigliose. Se da un lato il film d’animazione ha un target esclusivamente infantile, è anche vero che gli adulti sapranno apprezzare totalmente la semplicità di una storia piena del coraggio che solo l’innocenza di un bambino sa esprimere. Inoltre, a fianco a un’ottima regia e disegni che riescono a trasmettere l’emozione di una fiaba che prende vita, la musica offre momenti davvero esaltanti, sino a toccare in un equilibro soprannaturale le corde dell’animo di ognuno di noi.
In un’epoca in cui ormai la lettura sta venendo soffocata dai nuovi e dai nuovissimi media, dalla televisione al computer sino al videogame, e i prodotti che vanno per la maggiore nel mondo dei bambini sono ormai tutti riferiti a una cultura visiva, questo film sembra essere una piccola stonatura in mezzo alla produzione di animazione odierna proprio perché non si alimenta del sensazionalismo di molte pellicole d’animazione, ormai dirottate verso la spettacolarità della computer grafica e del 3-D.
Nat e il segreto di Eleonora regala momenti di forte impatto emotivo, e anche intellettivo: la sceneggiatura è orchestrata su un gioco di citazioni e riferimenti alle fiabe più popolari, riuscendo a descrivere in maniera ironica le loro caratteristiche salienti. Semplice, puro, incontaminato e pieno di amore per la lettura. In poche parole Nat e il segreto di Eleonora, paradossalmente, è la summa di tutto ciò che si dovrebbe cercare in un libro, la fantasia, ed è anche ciò che bisogna pretendere dal cinema d’animazione.
Giudizio:

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