Hatchet

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Titolo originale: id. Hatchet / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2006
Genere: Commedia, Horror
Durata: 84'
Regia: Adam Green
Sceneggiatura: Adam Green
Cast: Joel David Moore, Tamara Feldman, Deon Richmond, Kane Hodder, Mercedes McNab, Parry Shen, Joel Murray, Joleigh Fioreavanti, Richard Riehle, Patrika Darbo, Robert Englund, Joshua Leonard, Tony Todd, John Buechler, Rileah Vanderbilt
Produzione: ArieScope Pictures, High Seas Entertainment, Radioaktive Film
Distribuzione: One Movie
Data di uscita: 2 Aprile 2010
Trama: Ben sta cercando di farsi passare la delusione per la recente rottura con la sua ragazza. Con alcuni amici è a festeggiare il folle Mardi Gras di New Orleans, ma non è tanto in vena di divertimento da quattro soldi con alcol e ragazze seminude; accompagnato da Marcus si avventura quindi in un tour nelle paludi della zona, organizzato da una stramba guida. Ma un incidente lascia il gruppo di turisti alle prese con la leggenda di Victor Crowley, un maniaco deforme che si dice si aggiri nei paraggi.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

HatchetEcco un fondo di magazzino addirittura del lontano 2006, rispolverato all'onore della distribuzione cinematografica (più o meno: è uscito solo in una sala romana, con una sola proiezione al giorno—l'ultima) per la Pasqua italiana 2010. Il trentacinquenne regista Adam Green è attualmente popolare per il suo terzo lungometraggio Frozen (da me non visto e non ancora distribuito nei nostri lidi), che ha ricevuto ottimi riscontri essendo nominato come miglior horror anche al Saturn Award di quest'anno; intanto si è già dato da fare col seguito di questo Hatchet, che apprendo essere già un piccolo cult, in uscita in autunno negli USA.
Essendo dunque costretti a tornare indietro nel tempo in attesa di buone nuove, questo suo auto-battezzatosi old school American horror è un chiaro esercizio nella mancanza di misura, una volutamente gratuita sequela di ridicolaggini gore. Pensate a una versione camp di Venerdì 13 (il fantasma cresciuto assassino è Kane Hodder, il Jason degli episodi VII, VIII, IX e X) o a qualche lontano incubo bayou à la I guerrieri della palude silenziosa. È ambientato a New Orleans, Louisiana, ma non sarà utile provare a trovarci qualche idea di cosa sia l'uragano Katrina, persosi da qualche parte nella tempistica delle riprese.
Un gruppo di umani la cui caratteristica principale è l'assoluta inutilità va a ficcarsi nella «grande palude primitiva» in cui è stato ucciso un ragazzino sfigurato, il quale torna da fantasma (non si sa come, cresciuto!) a squartarseli in vario modo. Fra di loro c'è una guida asiatica interpretata da Parry Shen (come praticamente tutti quelli del cast, uno che avrete di certo incrociato in parecchi telefilm), il quale sembra uscito dritto dalla comunità Hmong di Gran Torino—confessa d'altronde di venire da Detroit. Come e perché si faccia vivo il mostro del caso (che risponde all'ottimo nome di Victor Crowley) non importa molto, soprattutto a Green, che prova per lo più a farci ridere facendoci vedere che sta realizzando un film senza capo né coda per il puro gusto di farlo.
Ammirate ordunque come in quest'ambientazione, nel bel mezzo di una palude remota e sprovvista di qualunque fonte d'illuminazione che non sia la luna, sembri sempre esserci un grosso lampione che staziona dritto sopra la testa di questo gruppo di sciagurati. Quattro di loro, ad esempio, se ne stanno tranquilli a decidere come procedere nella fuga, ben illuminati e chiusi a quadrato al centro di uno spiazzo abbastanza lontano dagli alberi e cespugli circostanti; di punto in bianco, in mezzo a loro spunta fuori l'assetato Crowley! Insomma Green fa decisamente quello che gli pare e come gli pare, attacca le inquadrature anche a piacimento. Suppongo possa anche infischiarsene, una volta che ha convinto Robert Englund a concedergli un cammeo per il prologo (il figlio che crepa assieme a lui, tra l'altro, è Joshua Leonard, uno dei tre che facevano un'altra brutta fine in mezzo ai boschi in The Blair Witch Project).

Giudizio: 1


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