| Titolo originale: | The Ghost Writer | ![]() |
| Nazione: | Francia, Germania, Regno Unito |
|
| Anno: | 2010 |
|
| Genere: | Drammatico, Giallo, Thriller |
|
| Durata: | 128' |
|
| Regia: | Roman Polanski |
|
| Sceneggiatura: | Robert Harris, Roman Polanski |
|
| Cast: | Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall, Olivia Williams, James Belushi, Timothy Hutton, Eli Wallach, Tom Wilkinson, Robert Pugh, Jaymes Butler, Daphne Alexander, Marianne Graffam, Nyasha Hatendi, Angelique Fernandez, Glenn Conroy, Kate Copeland, Jon Bernthal |
|
| Produzione: | RP Films, France 2 Cinéma, Elfte Babelsberg Film, Runteam III, Medienboard Berlin-Brandenburg, Studio Babelsberg |
|
| Distribuzione: | 01 Distribution |
|
| Data di uscita: | 9 Aprile 2010 |
|
| Trama: | Uno scrittore londinese accetta di perfezionare ed ultimare il manoscritto delle memorie dell'ex-Primo ministro Adam Lang. Il suo agente lo rassicura che è l'opportunità della sua vita. Ma il progetto non è affatto facile da portare avanti, a cominciare dal fatto che il suo predecessore, assistente di lungo corso di Lang, è appena morto in un misterioso incidente. Il ghostwriter arriva in pieno inverno in America, in una grande tenuta in un'isola sull'Oceano, dove lo attendono il suo lavoro e molti misteri. |
|
Recensione di ALBERTO DI FELICE
Chiuso nella sua cella di Zurigo per gli inattesi sviluppi noti a tutti, Roman Polanski terminava a distanza il montaggio di questo suo nuovo esercizio autoriale di conspiracy theory. Ora le cose si fanno serie, nel senso che grazie al romanzo del giornalista Robert Harris, co-adattatore assieme allo stesso regista, abbiamo un fanta-giallo che attacca etichette fittizie su personaggi ed interessi chiaramente richiamanti l'ex-Primo ministro britannico Tony Blair (qui Adam Lang, quel leggiadro uomo di Pierce Brosnan) fino alle alte intercessioni della nefasta Halliburton (qui Hatherton). In un momento di particolare allegria e nostalgia da comiche per facce tanto care, spunta fuori persino una credibile sosia di Condoleezza Rice, di fianco a un digrignar di denti che ricorda abbastanza quello del fu leader laburista.La rilevanza per la cronaca recente è perciò assai più pronunciata che non solo per la pendente definizione della sorte di Polanski. Meno di un mese prima dell'uscita americana, lo scorso gennaio l'ex-Premier inglese compariva di fronte alla commissione Chilcot, facendo già da solo la figura del fantasma del proprio carisma passato. Fuori dal palazzo londinese, cartelli—molti dei quali tenuti in mano dalle famiglie dei militari britannici caduti in Iraq—che chiamandolo «bugiardo» e «assassino» lo volevano imputato davanti alla Corte dell'Aia. Eppur impassibile aveva trovato la determinazione di dichiarare: «Se mi chiedete se credo che siamo più sicuri, più al sicuro, che l'Iraq stia meglio, che la nostra sicurezza sia migliore, con Saddam ed i suoi due figli non al potere … Credo davvero di sì». Ammirevole.
Lo scenario prospettato dai cartelli si avvera a questo punto nel film odierno, una rilettura romanzata della storia contemporanea a noi più prossima che potrebbe far coppia con il lavoro della penna di Peter Morgan, la quale toccando le due sponde dell'Atlantico aveva servito i ritratti pubblico-privati di Stephen Frears con The Queen e Ron Howard con Frost/Nixon. A Polanski, però, il ritratto dello statista, in declino e sotto assedio, non interessa granché, tant'è vero che Brosnan si vede poco più del tempo necessario; lo interessa semmai il giallo complottistico nel quale lentamente si addentra l'innominato protagonista («amico mio», nella nostra traduzione) interpretato da Ewan McGregor. Sarà fin troppo semplice rivederci dietro il reale alter ego del regista stesso, nuovo inquilino del terzo piano—in cerca di vampiri.
Solo per questo, il prezioso mestiere visibile nella pellicola (ha vinto l'Orso d'argento per la regia a Berlino—ovviamente Polanski non l'ha potuto ritirare, essendo ai domiciliari nel suo chalet elvetico) vale gran parte della millimetrica soddisfazione che se ne può ricavare. Questo non è né il pregevole prodotto industriale di un Joel Schumacher né il suo equivalente minore attuale di un Tom Tykwer. Osservate, ad esempio, come in una delle primissime scene di presentazione viene fatto comparire nell'ufficio londinese—grigio, come un po' tutto il resto—il grifagno editore americano John Maddox, un James Belushi splendidamente calvo, appena visibile di profilo mentre gli altri personaggi attraversano la stanza, che in seguito si volta lentamente con aria torva verso il divanetto dove sono andati a sedersi il futuro «fantasma» ed il suo agente (Jon Bernthal). È un personaggio che non c'entra nulla di esplicito coi complotti in questione, ma quel suo volto che scruta il fantasma rimane raccapricciante. Dopo questa apparizione, Maddox lo risentiremo solo al telefono: non lo rivedremo più.
In compenso, incroceremo molte altre facce predaci (fra loro il sempre ottimo Tom Wilkinson, l'ex-ministro degli esteri di Robert Rycart e sì, anche la sempre—per quanto sciupatamente—incantevole Olivia Williams), ognuna delle quali sarà ugualmente destinata a rimanere in sospeso, persino quando il rebus sarà risolto (il povero Primo ministro, si scopre, è il meno torvo di tutti: in verità lo si capirebbe subito solo rileggendo l'innocenza imbarazzante delle sopracitate dichiarazioni del vero Blair) e avremo relativa certezza dei loro ruoli, senza poterci far nulla. Il cielo è cupo, insomma, e non si sa più contro quale auto scura fra le tante ci si debba guardare le spalle.
Giudizio:

Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Thriller hitchcockiano fino all'osso, questo nuovo bel film di Roman Polanski, oscuro political movie pieno di suspense che ci racconta di un «ghost writer» (questo è il titolo originale), cioè uno scrittore non accreditato, che realizza per conto di un politico in mezzo a una bufera di contestazioni la correzione completa di una autobiografia. Ewan McGregor è il fantasma (non sapremo mai il suo nome) chiamato su un'isola a sostituire l'oscuro writer precedente, morto in circostanze misteriose; il politico di nome Adam Lang è interpretato da un perfetto gentleman come Pierce Brosnan, mentre la sua segretaria (amante?) è la sensuale matura Kim Kattrall (Samantha di Sex and the City che qui ha un nome che calza a pennello, Amelia). Lang è coinvolto in uno scandalo per aver dato il via libera a presunte torture spalleggiato dalla CIA. Deve anche difendersi dalle accuse di aver provocato dei conflitti inutili mandando a morte dei giovani soldati per cui i genitori ora chiedono vendetta. Mentre l'autobiografia viene rivista, lo scrittore-fantasma scopre sempre cose nuove e Ruth Lang (una splendida e luciferina Olivia Williams) si frappone in maniera ambigua ad ogni avvenimento.Splendido film, una autentica macchina in progressione che non ha nessuna sbavatura. Polanski è da par suo bravissimo a filmare inquadrature ed espressioni dentro un cielo plumbeo e una pioggia costante. Sembra che più della marcia vicenda ad incancrenirsi siano gli spiriti e gli animi dei protagonisti, mai sereni, mai sorridenti, sempre in bilico in una vita che nonostante i soldi, la fama e le ricchezze sta pesando come un macigno: senza onestà non basta avere stipendi a sei zeri, perché poi tanto non riesci a goderteli. Lang sembra Blair, solo che adesso la biografia scritta con molte cose false ha al suo interno nascoste delle denunce vere: McGregor sa che riscrivendola tutto quello che può essere portato a galla verrà alla fine cancellato, ogni segreto e spiegazione perso e la vita del writer precedente finita senza senso.
È un film che necessita di attenzione per vederlo: non pensiate di poter entrare in sala e godervelo senza sforzo. Sono 131 minuti che si dipanano a pezzi singoli piano piano, ma anche per questo il vederlo è ancora più entusiasmante; oltretutto sfocia in un finale perfetto e tutto viene spiegato con maestria per mezzo di sapienti colpi di scena. Denuncia della corruzione, personaggi caratterizzati benissimo, ambientazioni suggestive e vite in pericolo: il grande Hitch sorride dalla tomba con il suo sigaro per questo che è il miglior film del genere thriller politico della stagione, che vi consigliamo di non perdere per nessun motivo. In parti minori ottimi caratteristi come Timothy Hutton, Eli Wallach, James Belushi e Tom Wilkinson.
Giudizio:

Recensione di AUGUSTO LEONE
«Voi non siete uno scrittore vero», dice l’ammaliante dark lady (Olivia Williams) al «negro» Ewan McGregor, assunto dal di lei marito, l’ex-Primo ministro inglese Adam Lang (Pierce Brosnan), con l’incarico di mettere in bella forma la sua autobiografia: in realtà gli scrittori veri, quando sono relegati nella torre d’avorio inventano favole; quando, invece, si siedono alla tavola imbandita dei potenti ne svelano gli arcana imperi. Ne L’uomo nell’ombra Polanski – ispirandosi a un libro di Harris, ex-giornalista politico della BBC e ghost writer di Tony Blair – potenzia l’enigma di uno strano suicidio tirando in ballo senza mezzi termini l’attualità, la guerra in Iraq, la sudditanza della terra d’Albione alla politica statunitense e il ruolo ambiguo dei servizi segreti: la questione urgente posta allora dalla pellicola con l’inquietante bilancio conclusivo è se le democrazie ammettano al loro interno la presenza degli intellettuali puri, cioè dei cosiddetti maestri del sospetto, i quali si assumono il dovere e l’onere di investigare il «cuore» della realtà nascosto dietro le apparenze per comunicarlo e per essere coscienza critica di una società. Il biografo protagonista vive in effetti un conflitto drammatico, ripercorrendo il medesimo labirinto di chi lo ha preceduto nello stesso lavoro: o lasciarsi avvolgere dall’atmosfera ovattata dell’isola incantata del «Principe» o disseppellire il marcio dietro l’eleganza geometrica degli arredi.I rimandi ad Hitchcock qui servano a evidenziare l’estetica seducente del potere (anche se allo spettatore italiano è impossibile crederlo): l’algida villa e il fosco paesaggio marino costituiscono il correlativo oggettivo dello scettro intriso di sangue dei regnatori, l’equivalente del palazzo imperiale tacitiano o del palcoscenico del teatro shakespeariano. Giornali e televisioni sono pieni di scribacchini in carriera saltimbanchi dei politici vincitori, ma la lotta per la verità portata avanti dall’uomo che visse due volte, anzi infinite volte nella Storia, metaforizza l’isolamento dell’artista indipendente, destinato sempre più oggi per sopravvivere a essere ombra soprattutto di se stesso. Un giallo quindi nel quale l’assassino è rimasto senza nome: solo una strada di Londra all’improvviso vuota, su cui volano sparpagliandosi le pagine di un libro scritto ma mai letto.
Giudizio:

| < Prec. | Succ. > |
|---|







Ed ecco che mentre si apre il festival di Cannes il cinema si da una piccola sosta in attesa di vedere quali film usciranno dalla kermesse transalpina, sei film di cui uno un documentario su una grande icona ...
L'alieno Boris, detto per la sua cattiveria "l'animale", è rinchiuso dentro un carcere di massima sicurezza sulla luna, sorvegliato a vista e incatenato. Un giorno una bella ammiratrice gli fa visita provoca...
Danny Brice, il discepolo dalla pistola facile, Hunter, il mentore saggio. Questi due personaggi sono dei killer mercenari degli anni '80, che offrono le loro pistole e fucili al miglior offerente. Ma dopo ...
Ispirato a fatti realmente accaduti. Due detective sono sulle tracce dei misteriosi omicidi che hanno insanguinato la zona delle paludi della costa, detti killing fields, con numerose giovani donne coinvolte...
Tre storie, unite e raccontate da due gestori di un'agenzia di lavoro interinale; nella prima un ragazzo deve occuparsi di un disabile davvero impossibile; nella seconda un perito agrario che si occupa di ra...
Siamo in Afghanistan, la corrispondente francese Elsa Casanova sta raccogliendo testimonianze da una coraggiosa donna del luogo, sfidando i Talebani sul loro stesso territorio. Catturata e minacciata di mor...
Il monsignore Angelo Paolini cerca di usare le nuove tecnologie per rendere la comunicatività della chiesa più aderente ai gusti moderni e ai giovani che se ne stanno disamorando; la sua lotta, sincera e ...
Maine, 1776. Barnabas Collins gestisce con l'azienda di famiglia un fiorente mercato ittico, sembra aver trovato l'amore, ma una strega gelosa, Angelique, lo trasforma in vampiro dopo aver ucciso l'amata. Co...
Tre amici passano le loro giornate pigramente, con la loro telecamera sempre in funzione cercando di trovare cronache interessanti da portare a documento. Sono considerati dei nerd di poco conto, persone anon...
Tornano gli scapestrati ragazzi di American Pie, diventati adulti e persisi di vista ora hanno occasione di ritrovarsi per un raduno nostalgico dei tempi del liceo. Ora sono diventati adulti, Jim e Michelle si ...
Sette storie con un unico filo conduttore, l'infedeltà, maschile e femminile, dove gli uomini comandati dagli ormoni non esitano ad accoppiarsi con altre donne nonostante abbiano una relazione stabile, sia che...