Salt

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Titolo originale: id. Salt / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2010
Genere: Azione, Giallo
Durata: 100'
Regia: Phillip Noyce
Sceneggiatura: Kurt Wimmer
Cast: Angelina Jolie, Liev Schreiber, Chiwetel Ejiofor, Daniel Olbrychski, August Diehl, Daniel Pearce, Hunt Block, Andre Braugher, Olek Krupa, Cassidy Hinkle, Corey Stoll, Vladislav Koulikov, Olya Zueva, Kevin O'Donnell, Gaius Charles
Produzione: Columbia Pictures, Relativity Media, Di Bonaventura Pictures, Wintergreen Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 29 Ottobre 2010
Trama: Chi è Evelyn Salt? Agente sotto copertura della CIA, viene salvata da un campo di prigionia coreano dal marito Mike Krause e dall'amico-collega Ted Winter. Quando torna in America, dopo essersi guadagnata la massima fiducia dai suoi superiori, durante un interrogatorio al misterioso Orlov, si ritrova accusata di essere un'infiltrata dissidente russa che ha intenzione di compiere un'azione terroristica di grandissimo rilievo. Salt deve incominciare una fuga rocambolesca per sfuggire alla cattura; mentre le cose si ingarbugliano e la verità sulle sue vere intenzioni rimane sempre un mistero, per la bella ricercata c'è anche l'ansia per sapere dove sia il marito ora introvabile.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

SaltPhillip Noyce, regista australiano con alle spalle lavori come Giochi di potere e Sotto il segno del pericolo, per il thriller-action a sfondo politico è una vera garanzia; non si smentisce – esagerando forse nelle scene al limite delle possibilità umane – neanche oggi che ha da dirigere, dopo la rinuncia di Tom Cruise, la sexy atletica attrice Angelina Jolie. La strepitosa attrice di Changeling non fa rimpiangere per nulla L'Ethan Hunt di Mission: Impossible, con spirito e dedizione la vediamo fare acrobazie, usare le armi come giocattoli e menare di santa ragione uomini a ripetizione.
Salt è il nome e la storia di un agente segreto donna della CIA che viene scoperto e imprigionato in Corea. Dopo atroci sofferenze e percosse, viene liberata con uno scambio grazie all'insistenza dell'amorevole marito Mike (August Diehl di Bastardi senza gloria) e del collega Ted Winter (Liev Schreiber, regista di Ogni cosa è illuminata, ha anche partecipato a un film spy-story come The Manchurian Candidate). Ma le sofferenze che sembrano finite stanno per tornare: Orlov (Daniel Olbrychski), un terrorista russo radicato nei tempi della guerra fredda, rivela che Salt è una collaboratrice dei terroristi dell'est e che ha intenzione di uccidere il presidente russo in visita all'America in occasione di un funerale. Da lì in poi, anche con l'ansia per la sorte di Mike che scompare, Salt comincia una fuga senza fine che alla fine porterà a scoprire la verità.
Girato con molto gusto retró, troviamo esplosioni, botte, inseguimenti in motocicletta e sui tetti dei camion, fughe sui cornicioni dei palazzi. La Jolie non ha freno nel voler mostrare quanto valga nei film action dopo l'adrenalinico Wanted: bella e sicura come è, ci ammalia con la sua presenza che è costante per tutto il film. Noyce, come si diceva, con una lontanissima ispirazione a I ragazzi venuti dal Brasile (non possiamo rivelarvi l'attinenza) è bravissimo ad orchestrare un giusto spartito con protagonista la grancassa e la suspance.
Il film è praticamente un episodio dilatato di 24, alcune sequenze sembrano prese dalla settima stagione del serial con Kiefer Sutherland, dove le avventure di Jack Bauer e Salt sono l'una lo specchio dell'altra: non ci sono limiti a quello che può succedere, tutto viene ribaltato in continuazione e nessuno dei protagonisti è un sicuro sopravvissuto, tutti possono andarsene prematuramente. La prima parte onestamente ha un corpo narrativo più completo e organico pur in un'ottica adrenalinica (si costruisce un bazooka artigianale con degli oggetti d'ufficio e un estintore); la seconda parte invece fa diventare la Jolie una sorta di Spider-Man e John McClane (quarto episodio), si perde parecchio il contatto con il possibile reale e alcuni bivi di sceneggiatura non sono chiarissimi, con parti che non appaiono attinenti dato che si gonfia la cosa oltre i limiti del dovuto, così alcuni «perché» sostituiscono le esclamazioni di felice sorpresa.
Nella recensione di un thriller di questo tipo rivelare qualcosa sarebbe poco professionale e anche per nulla etico verso chi antepone la lettura alla visione, per cui dobbiamo per forza essere criptici: vi possiamo comunque narrare il fatto che il discorso politico man mano sfuma in quello della vicenda personale, dopo i (per fortuna) lontani ricordi della guerra fredda e dell'omicidio Kennedy (l'ennesima possibile versione) tutto si incanala in una folle corsa a perdifiato verso il finale (non sospeso ma aperto ad un seguito, che non sarebbe neppure così tanto sgradito), lasciando perdere i connotati di paura per un ritorno di fiamma dei vecchi cattivi tovarish dell'epoca pre-gorbacioviana.
Noyce non ha paura neppure di girare delle scene action in una chiesa, cosa non certo comune dato i possibili veti clericali, ma quella che ci è piaciuta maggiormente risulta essere quella on the road, un tripudio di salti e scontri da far invidia al finale del capitolo 2 di Matrix. Non possiamo definire la pellicola un film perfetto, dato che in qualche punto si perde il senso delle cose e si esagera davvero, ma in fondo è un ottimo prodotto per gli amanti di genere e gli occasionali che vogliono svago movimentato, vivendo il cinema in compagnia di un'attrice strepitosa che non ha freni e dopo aver dimostrato di essere di razza quando recita al passo per film impegnati (anche A Mighty Heart, oltre a Changeling) non disdegna i vecchi amori interpretando al galoppo queste pellicole.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2


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