| Titolo originale: | Black Swan | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti |
|
| Anno: | 2010 |
|
| Genere: | Drammatico, Giallo, Thriller |
|
| Durata: | 108' |
|
| Regia: | Darren Aronofsky |
|
| Sceneggiatura: | Mark Heyman, Andrés Heinz, John McLaughlin |
|
| Cast: | Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Barbara Hershey, Winona Ryder, Benjamin Millepied, Ksenia Solo, Kristina Anapau, Janet Montgomery, Sebastian Stan, Toby Hemingway, Sergio Torrado, Mark Margolis, Tina Sloan, Abraham Aronofsky |
|
| Produzione: | Fox Searchlight Pictures, Protozoa Pictures, Phoenix Pictures, Cross Creek Pictures |
|
| Distribuzione: | 20th Century Fox |
|
| Data di uscita: | 18 Febbraio 2011 |
|
| Trama: | Alle prese con la parte di protagonista de «Il lago dei cigni», la ballerina Nina deve interpretare la duplice realtà del cigno nero e del cigno bianco. Scelta dopo estenuanti selezioni dal direttore della compagnia Thomas Leroy, Nina entra in grave crisi personale dovendo interpretare in maniera sensuale il cigno nero, lei troppo chiusa emotivamente ed eroticamente da una madre oppressiva che la fa vivere come una bambina. Leroy, viste le sue insicurezze, sembrerebbe tentato da un'altra ragazza di nome Lily per la parte, più libertina e meno frenata. Nina perde ogni sicurezza, rischiando di finire nel vortice della pazzia. | |
Recensione di ALBERTO DI FELICE
Non si troverà nessun singolo elemento nuovo nell’ultimo lavoro di Darren Aronofsky, né vi si troveranno elaborazioni particolarmente approfondite delle suggestioni ivi presenti. Il film è stato appropriatamente descritto come un misto di Scarpette rosse (Powell e Pressburger) con Repulsion (Polanski), aggiungendo un pizzico di Cronenberg, Argento e magari anche De Palma; al suo centro stanno dunque ossessioni quali il potere assorbente dell’arte, l’esplorazione della repressa psiche femminile, la somatizzazione mostruosa di psicosi sociali, il doppio, lo sguardo manipolatore violento e irresistibile sui corpi, ed altre ancora. Ciò fa sì che possa esser giudicato come un arrogante trionfo di spazzatura e incoerenza, caratteristiche che buona parte della critica ha da tempo associato al regista di Brooklyn.Chi voglia negargli la sua dose di spocchia, se per questo, fa un pessimo servizio alla descrizione del suo cinema. Per lui è da preferire «arroganza» rispetto a «coraggio», un abusatissimo cliché che ha finito di dire alcunché: Aronofsky non ha mai fatto nulla di temerario, anzi si è astutamente adattato alle evenienze che potevano essergli utili, ma ha sempre avuto la sfacciataggine dei propri mezzi, infischiandosene del potenziale ridicolo. Così ne Il cigno nero (c’è da chiedersi il perché dell’articolo determinativo in italiano) non ha la convinzione di andare a fondo in nessuna delle ossessioni citate, almeno non a livello intellettivo, ma prendendole per mano le violenta e le frusta, ghermendole a vortice nella loro natura elementare e grezza. La sua forza, ad ogni grado, non è nella profondità, quanto nell’accumulo e nell’intensità.
Concepita da una madre (Barbara Hershey) che per averla ha abbandonato la carriera da ballerina, destinata probabilmente a rimanere modesta nonostante le aspirazioni, Nina (Natalie Portman, in una prova che dovrebbe meritoriamente valerle l’Oscar) cresce nel rigore angariante dovuto alla genitrice, sulle cui orme sta proseguendo per riuscire, lei, a diventare prima ballerina. L’occasione che le due tanto attendono si presenta con l’ennesima produzione del celebre «Il lago dei cigni» di Čajkovskij; ma il balletto, nel quale Nina sarà infine scelta dopo molti dubbi dal direttore Thomas Leroy (Vincent Cassel) nei due ruoli-specchio di cigno bianco e nero, staglia Nina contro le fobie, sessuali e di inadeguatezza, che le sono state inculcate. Uccidendo gli spettri dell’erotica giovane Lily (Mila Kunis) e della stella in declino Beth (Winona Ryder), sublimerà in un crescendo di follia la propria costruzione di perfetta ballerina, immolandosi alla madre, al direttore e al pubblico nell’atto finale.
Il nucleo del film è tutto qui, esplicito e crudo, ma la sua esplorazione è impetuosa. Aronofsky mette in scena un thriller-horror che fa tesoro della precedente esperienza di The Wrestler, con la macchina a mano resa famosa dai belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne, per reinserirla in modo assai diverso nel suo mondo para-fantastico popolato di tormenti. La progressione drammatica è martellante, alternando di continuo momenti di rivincita a nuove ricadute (esempio: Nina annuncia nel bagno dei camerini alla madre di aver avuto la parte, per uscire subito dopo e trovare sugli specchi la scritta «Puttana»); la colonna sonora di Clint Mansell orchestra un implacabile insieme di variazioni attorno a elementi dell’opera čajkovskijana, legando i paralleli e le svolte senza soluzione di continuità; la fotografia di Matthew Libatique, in collaborazione col montaggio di Andrew Weisblum (al lavoro anche con Wes Anderson) e un uso senza cuciture visibili degli effetti speciali restituiscono un mondo da incubo con stonature realistiche. Sono, queste, tutte tessere forti e pulsanti di un unico labirinto della psiche, al quale per i più sarà inevitabile soccombere.
Giudizio:

Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Arriva finalmente nelle sale il film di Darren Aronofsky (regista dello stupendo The Wrestler) che ha aperto la scorsa edizione del Festival di Venezia, con tema il dualismo di una ballerina (una intensa Natalie Portman) che non riesce a liberarsi delle proprie inibizioni per interpretare a dovere la doppia parte nell balletto «Il lago dei cigni». Tratto da un racconto di Andrés Heinz (sceneggiato poi a sei mani dallo stesso autore, da Mark Heyman e da John McLaughlin), narra la storia, sospesa tra realtà ed immaginazione, di Nina, che prende la parte più importante nel balletto grazie all'apporto del regista/impresario Thomas Leroy (un ottimo Vincent Cassel). Nina però è insicura quando deve far emergere in scena la parte di cigno nero, sensuale e provocatrice, dato che per colpa di una madre oppressiva ha da sempre fermato ogni sua frenesia sessuale. A quel punto Leroy è tentato da Lily (Mila Kunis, anche lei ottima), meno inibita. La cosa scatena in Nina una terribile reazione che la porta a cercare liberazione dalla madre e consolazione in un rapporto saffico con la stessa Lily. Ma troppo debole e fragile, è ormai sull'orlo della pazzia.Con la splendida fotografia di Matthew Libatique, il preferito di Spike Lee, Black Swan è un film tragico e disperato, che gioca su atmosfere sospese tra Hitckcock e Shyamalan. Anche qualcosa di apparentemente puro e candido come il balletto nasconde un lato oscuro che molte volte ci afferra e ci distrugge. Fincher nel suo Fight Club disse che le cose che possiedi prima o poi ti possiedono; qui potremmo dire che le cose che interpreti prima o poi prendono il sopravvento se non le domini, soprattutto quando sei pieno di difficoltà che fanno diventare il sogno un incubo. Stessa cosa che avviene per Nina. Aronofsky filma sempre addosso ai suoi personaggi, per cercare di darci il senso di disagio e farci entrare sempre di più nella loro psiche, lavoro ottimale che imprime un plusvalore alle scene interpretate dalla ex-bimbetta di Léon che ormai si fa riprendere in situazioni ad alto tasso erotico senza il minimo disagio. Le sue masturbazioni, lo scambio di baci saffici e il rapporto orale con Mila Kunis sono scene dense di passione come non se ne vedevano da tempo nel cinema d'autore.
Il regista gioca sui piccoli tocchi (come quelli di Cassel alle parti intime) e sulle presenze che interrompono gli orgasmi (iconizzate dalla madre che appare sempre nel momento sbagliato), per far uscire la personalità doppia da portare in scena. Mette ogni cosa in bianco o in nero, ogni volta producendo un coito interrotto di grande impatto che ci fa provare grande empatia e solidarietà per la strapazzata dal destino Nina. Se poi aggiungete una sorta di atmosfera thriller con ferite provocate o auto-inferte in maniera misteriosa, balletti intensi, musiche immortali, sensazione di incompletezza sempre presente, riprese efficaci, disagi e lotte di classe lavorative, capirete che questo film è un lungo rapporto erotico che si completa e ha il suo sfogo eiaculatorio solo nello strepitoso finale che non dimenticherete molto facilmente, dove la personalità del cigno nero viene finalmente alla luce.
Un film che vi consigliamo con grande forza, una pellicola emotiva ed intensa come poche, che vi coinvolgerà appieno per tutta la sua durata lasciandoci in alcuni punti senza fiato ma anche parecchio eccitati. Nessuno scandalo in questo, nessun dito puntato a colpevolizzare facili voglie di botteghino che qui non sono presenti: il cinema deve saper portare in alto ogni tipo di emozione, anche gli istinti basici, se riesce a farlo senza offendere il pudore in maniera gratuita, rimanendo funzionale alla storia e con così tanto sentimento, non si capisce perché non applaudire alla cosa. Si dia inizio alle danze, e nessuno abbia paura di far emergere qualsiasi lato del proprio carattere.
Giudizio:

| < Prec. | Succ. > |
|---|







Ed ecco che mentre si apre il festival di Cannes il cinema si da una piccola sosta in attesa di vedere quali film usciranno dalla kermesse transalpina, sei film di cui uno un documentario su una grande icona ...
L'alieno Boris, detto per la sua cattiveria "l'animale", è rinchiuso dentro un carcere di massima sicurezza sulla luna, sorvegliato a vista e incatenato. Un giorno una bella ammiratrice gli fa visita provoca...
Danny Brice, il discepolo dalla pistola facile, Hunter, il mentore saggio. Questi due personaggi sono dei killer mercenari degli anni '80, che offrono le loro pistole e fucili al miglior offerente. Ma dopo ...
Ispirato a fatti realmente accaduti. Due detective sono sulle tracce dei misteriosi omicidi che hanno insanguinato la zona delle paludi della costa, detti killing fields, con numerose giovani donne coinvolte...
Tre storie, unite e raccontate da due gestori di un'agenzia di lavoro interinale; nella prima un ragazzo deve occuparsi di un disabile davvero impossibile; nella seconda un perito agrario che si occupa di ra...
Siamo in Afghanistan, la corrispondente francese Elsa Casanova sta raccogliendo testimonianze da una coraggiosa donna del luogo, sfidando i Talebani sul loro stesso territorio. Catturata e minacciata di mor...
Il monsignore Angelo Paolini cerca di usare le nuove tecnologie per rendere la comunicatività della chiesa più aderente ai gusti moderni e ai giovani che se ne stanno disamorando; la sua lotta, sincera e ...
Maine, 1776. Barnabas Collins gestisce con l'azienda di famiglia un fiorente mercato ittico, sembra aver trovato l'amore, ma una strega gelosa, Angelique, lo trasforma in vampiro dopo aver ucciso l'amata. Co...
Tre amici passano le loro giornate pigramente, con la loro telecamera sempre in funzione cercando di trovare cronache interessanti da portare a documento. Sono considerati dei nerd di poco conto, persone anon...
Tornano gli scapestrati ragazzi di American Pie, diventati adulti e persisi di vista ora hanno occasione di ritrovarsi per un raduno nostalgico dei tempi del liceo. Ora sono diventati adulti, Jim e Michelle si ...
Sette storie con un unico filo conduttore, l'infedeltà, maschile e femminile, dove gli uomini comandati dagli ormoni non esitano ad accoppiarsi con altre donne nonostante abbiano una relazione stabile, sia che...