| Titolo originale: | Piranha | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti |
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| Anno: | 2010 |
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| Genere: | Commedia, Horror, Thriller |
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| Durata: | 88' |
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| Regia: | Alexandre Aja |
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| Sceneggiatura: | Pete Goldfinger, Josh Stolberg |
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| Cast: | Elisabeth Shue, Adam Scott, Jerry O'Connell, Jessica Szohr, Ving Rhames, Steven R. McQueen, Christopher Lloyd, Richard Dreyfuss, Eli Roth, Dina Meyer, Kelly Brook, Cody Longo, Brooklynn Proulx, Ricardo Chavira, Riley Steele, Paul Scheer, Brian Kubach, Bria Roberts, Sage Ryan, Jason Spisak, Neville Page, Crystal Sommer, Tyrone Williams, Maarsen Roney, Craig Dawson |
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| Produzione: | Dimension Films, IPW, Aja / Levasseur Productions, Atmosphere Entertainment MM, Chako Film Company, The Weinstein Company |
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| Distribuzione: | BIM Distribuzione |
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| Data di uscita: | 4 Marzo 2011 |
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| Trama: | A Lake Victoria, in Arizona, si sta organizzando per lo Spring Break un grande evento giovanile, un rave a base di belle donne e birra, dove lo sballo e il sesso regnano sovrani. Per l'occasione belle donne formose in succinti bikini e atletici giovanotti si radunano sulle spiagge del lago. Purtroppo sta per accadere un fatto imprevisto: un terremoto naturale apre una crepa sul fondo del bacino e libera da una grotta una atavica specie di voraci creature marine. Gli antenati dei piranha, con i loro denti aguzzi, stanno per seminare il terrore in cerca di nutrimento. | |
Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Alexandre Aja è il regista di Alta tensione e del remake Le colline hanno gli occhi; oggi si cimenta in una produzione Weinstein (quelli di Tarantino) per un nuovo remake, quello del film di Joe Dante che con Lo squalo seminò il panico nelle spiagge tanti anni fa, intitolato per l'appunto Piranha. A fare da tratto d'unione nel triangolo Spielberg/Dante/Aja è Richard Dreyfuss, con un cammeo che apre il film, vestito alla stessa guisa di quando andò per mare per cancellare il mostro marino; tra l'altro alla comparsa dei famelici pesciolini che solitamente vivono nel Rio delle Amazzoni si esclama «Uno squalo!», ma prontamente viene replicato che nei laghi questi animali non possono esistere.La trama è praticamente inesistente, dato che il film è tutto un calderone ribollente di corpi femminili semi- e completamente nudi esposti con gratificante continuità, con particolare attenzione ai seni come se fossimo in un film del feticista delle «poppe» Russ Meyer misto a una serie di mutilazioni di ogni tipo (compreso un pene azzannato, ingoiato e poi rigurgitato; fenomenale poi il motivetto «Io dico “pop”, tu dici “pe”») operate dal bravo effettista Greg Nicotero, che affollano la parte finale del film per la gioia degli amanti del gore e dello splatter. Siamo su un lago dove sta per essere organizzata l'annuale Spring Break, dove si promette divertimento sfrenato in mezzo a bellezze desiderose di acqua e con un terribile prurito quando hanno indumenti addosso, che le obbliga a toglierli molto velocemente. Purtroppo il mega-rave sta per essere funestato dall'arrivo di una torma di pesci dai denti molto affilati che vengono liberati dalla grotta naturale dove erano imprigionati da un terremoto. Carne giovane, tenera e senza fastidiosi vestiti addosso: un pasto irrinunciabile pronto da godere.
Quello che stupisce in questo Piranha 3D, è il fatto che un regista fondamentalmente attento come Aja (anche produttore) qui sbraghi completamente e si dedichi a fare un film ossessivo e ossessionato, dove la ricerca del nudo è un qualcosa di tremendamente necessario, perdendo buona parte del film in giochi aquatici saffici di buona fattura tecnica tra due playmate integralmente esposte: la telecamera è maniaca compulsiva alla ricerca di ogni lembo di corpo che faccia collina. Questo inficia totalmente sulla suspense, e la credibilità del tempo della paura che qui è praticamente inesistente. Pensate che la scena più clamorosa (quella del pene mangiato) arriva dopo ben lungo tempo. Quando comincia la parte «Peter Jackson agli esordi» (cult come Fuori di testa e Splatters – Gli schizzacervelli), come Jackson Aja va a briglia sciolte, i corpi si aprono in due, si sfaldano ed emergono monchi, a mucchi e a mazzi; anche qui c'è la scena del frullato di organi (qui riferito ai pesci) operata con un motore brandito a mano (in Splatters era con una falciatrice per prato). (Questa parte comunque è davvero un delirio e una festa per gli appassionati del genere sanguinolento estremo, un coacervo totale di sangue e di carne trita offerta gratuita in quantità industriali.)
Sembra che la netta divisione dei tempi e dei modi sia stata operata per mostrare quanto poco basti per distruggere gioventù e bellezza, concetti che stuzzicano ed esaltano la voglia di masturbazione e trasgressione, che se operati però senza i dovuti riguardi fanno perdere completamente il senso dell'omaggio all'ispiratore e la logica di base di un film che deve vivere anche di altre cose come l'ansia, limitandosi in fondo a piccoli tratti in cui si inseguono piedi nell'acqua che poi sfuggono. L'incredibile è che anche quando i piranha (che non sono quelli normali di oggi ma una loro cattivissima antenata specie fossile sopravvissuta con il cannibalismo) attaccano, prima di cibarsi piacevolmente denudano le vittime mordendo reggiseni e tanga, un'estremizzazione dei film di exploitation che può far sorridere e divertire la nicchia, ma allo spettatore della massa alla fine far trovare qualcosa di diverso che magari non voleva (non cercate per queste cose il prototipo di Joe Dante, perché è al contrario casto e puro).
Voglie sempre presenti, talent scout sempre arrapati, leccate di corpo con sale e tequila, vomiti in faccia allo spettatore, il politically correct viene applicato solo sui fanciulli: di fatto quando ci sono loro le playmate all-naked si coprono pudicamente, non viene riservato nessun trattamento di mutilazione da parte degli educati pesciolini ma anche dagli sceneggiatori, che parecchie volte perdono il senso delle azioni facendo compiere cose davvero fuori di logica (come l'attraversamento a quattro e non uno per volta della corda). Presente un cast incredibile per il tipo di film: Elisabeth Shue (al fianco di Cage premio Oscar per Via da Las Vegas) fa una novella Linda Hamilton nel ruolo della coraggiosissima madresceriffo, Ving «Marsellus Wallace» Rhames è l'assistente decisionista, Christoper «Ritorno al futuro» Lloyd è il professore mezzo folle esperto di pesci (guarda caso), Ernesto Chavira (marito della Longoria di Desperate Housewives) un coraggioso sub, di Dreyfuss abbiamo detto in partenza.
Un film che dovete vedere se siete amanti delle pellicole sanguinolente ad ogni costo, meglio se se siete amanti di Porky's ed epigoni vari, esaltati all'ennesima potenza senza neanche cercare qualche banale scusa per denudare donne; chi vuole invece qualcosa di più serio e cerca anche qualche brivido (e qualche buona caratterizzazione dei personaggi) lo eviti. Questa pellicola è vomitata in faccia allo spettatore senza neanche essere masticata per renderla digeribile, valida solo per un gusto proprio di trasgressione ed esternazione di istinti basici fine a se stesso.
Giudizio:

Altri giudizi della redazione:
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