Limitless

Share Link: Share Link: Google Yahoo MyWeb Facebook Myspace
Titolo originale: id. Limitless / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2011
Genere: Giallo, Thriller
Durata: 105'
Regia: Neil Burger
Sceneggiatura: Leslie Dixon
Cast: Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish, Andrew Howard, Anna Friel, Johnny Whitworth, Tomas Arana, Robert John Burke, Darren Goldstein, Ned Eisenberg, T.V. Carpio, Richard Bekins, Patricia Kalember, Cindy Katz, Brian A. Wilson
Produzione: Many Rivers Productions, Boy of the Year, Intermedia, Relativity Media, Virgin Produced
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 15 Aprile 2011
Trama: Eddie Morra vive a New York, è uno scrittore in crisi, alla deriva e senza certezze. Un giorno l'ex-cognato gli rivela esistere una pillola che amplifica le capacità mentali all'infinito, donando a chi l'assume un'energia e un'inventiva senza pari. Eddie parte subito a prenderla e i risultati si fanno subito vedere: investe in borsa e scrive a getto continuo con successo. Ma non passa molto tempo prima che si venga a capire che la pillola dei miracoli ha degli effetti indesiderati e degli interessi economici pericolosi: Eddie dal sogno passa all'incubo.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

LimitlessCaso in America, campione d'incassi, questo Limitless («Senza limiti») è un ispirato e coinvolgente film tratto da «The Dark Fields», scritto da Alan Glynn nel 2002, diretto da Neil Burger (The Illusionist – L'illusionista) con uno stile che ammicca al Fincher di Fight Club e un ritmo di racconto intenso, senza mai perdere il filo e lasciando ogni volta lo spettatore a bocca aperta, grazie anche all'interpretazione di Bradley Cooper, letteralmente esploso dopo Una notte da leoni, che recita senza paura di fronte anche al mostro sacro De Niro.
La mancanza di limiti è data da una sorta di Viagra del cervello, una pillola che se ingerita amplifica a mille le cognizioni e le capacità, donando un'infinita (anche se limitata nel tempo: va ingerita di continuo) possibilità di risolvere equazioni e problemi. Eddie Morra (Cooper) è uno scrittore in completa disgrazia: non sa dove andare a parare con il destino. Un giorno ritrova l'ex-cognato, che gli parla di questa pillola miracolosa e gliene regala una di prova; Eddie la prende e scrive tutta la notte, capisce che la cosa è vera e torna da lui per averne altre. L'uomo però viene ucciso, lo scrittore ora superpotente trova la riserva di pillole, grazie a loro diventa ricco, ma oltre al successo in borsa e nel lavoro però arriva a monitorarlo un uomo d'affari come Carl Van Loon (il solito luciferino e carismatico De Niro). I guai e gli effetti collaterali del farmaco sono appena cominciati.
Fight Club (ma anche Strange Days nell'ambientazione dei ricordi) viene citato nella tipologia di scritte che appare sullo schermo mentre «Super Eddie» esercita i suoi poteri ma anche nei suoi concetti di base, dove le cose che possiedi prima o poi ti possiedono, facendoti perdere il senso delle cose ed esagerando nel loro abuso. L'Eddie disegnato da Cooper – un sex symbol e attore dei più interessanti in circolazione che ha preso il posto originariamente di Shia LaBeouf – è un uomo nevrotico e schizzato, una mina impazzita che non si ferma di fronte al pericolo e alle difficoltà, agisce d'impulso e va contro a tutto: decisamente un'approfondimento psicologico interessante, che diventa perfezione unito al fatto che insieme al coraggio scriteriato c'è la denuncia di quanto lo stesso possa costare.
Vengono a mancare i presupposti di base per poter godere di ciò di cui ti sei appropriato da dopato, sei un atleta che gareggia in maniera scorretta, ma non deve certo mancare la ribellione a coloro (come Van Loon) che vogliono usarti e schiacciarti con la strategia del terrore, usare i tuoi stessi sbagli per scopi pecuniari. Un finale perfetto racconta di come l'uomo e la medicina possano perfezionarsi e fondersi senza corrodersi: la cognizione d'uso vince l'abuso, l'uomo che domina il mezzo e non ne viene dominato avrà la catarsi del potere. Perfetto lo schema del ricordo offuscato, ottima l'ambientazione degli incontri, recitazioni davvero di classe (anche Abbie Cornish entra perfettamente nel meccanismo), la suspense ha una progressione senza lasciare respiro e il tema è interessantissimo, non perdendosi mai in giochi occulti per soddisfare placidamente il pubblico.
Neil Burger applica alla perfezione la lezione di illustri ispiratori (certe cose le vuole il potere per essere più potente e non per aiutare il singolo o la scienza) e dirige una pellicola che va ben oltre le speranze.

Giudizio: 3


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2


blog comments powered by Disqus
You are here