| Titolo originale: | Bad Teacher | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti |
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| Anno: | 2011 |
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| Genere: | Commedia |
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| Durata: | 92' |
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| Regia: | Jake Kasdan |
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| Sceneggiatura: | Gene Stupnitsky, Lee Eisenberg |
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| Cast: | Cameron Diaz, Lucy Punch, Jason Segel, Justin Timberlake, Phyllis Smith, John Michael Higgins, Dave «Gruber» Allen, Jillian Armenante, Matthew J. Evans, Kaitlyn Dever, Kathryn Newton, Igal Ben Yair, Aja Bair, Andra Nechita, Noah Munck |
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| Produzione: | Columbia Pictures, Mosaic |
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| Distribuzione: | Sony Pictures Releasing Italia |
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| Data di uscita: | 31 Agosto 2011 |
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| Trama: | Lasciata dal fidanzato milionario in quanto troppo spendacciona, Elizabeth Halsey è costretta a tornare a far l'insegnante in una scuola media di Chicago. Detesta il suo lavoro, e in effetti fa tutto fuorché lavorare. Sboccata, fumatrice, bellissima e sensuale, decide con ogni mezzo di tornare ad avere un uomo che la mantenga nel lusso, convinta che per riuscirci debba comunque rifarsi il seno. A tale scopo decide di procurarsi i soldi necessari con ogni mezzo; peccato che la spocchiosa e gelosa professoressa Squirrel la ostacoli in continuazione. | |
Recensione di ALBERTO DI FELICE
Chi vincerà nell’eterna lotta tra il bene e il male: l’insegnante monella che non possiede nulla di ciò che di nobile c’è nel suo ruolo o la nobiltà dell’insegnamento, forza forgiante del carattere nazionale americano? Il film di Jake Kasdan, già segnalatosi per il parodico Walk Hard, offre delle risposte, in linea col suo titolo, sbarazzine; sembra anzi finire, prima di proporre un più regolare (ma non per questo infedele a quanto visto fino a quel momento) lieto fine, senza offrire risposte alcune: un modo per segnalare che il lato cattivo non è stato sconfitto, anzi è più che mai necessario. Come una sorta di finale aperto, e in una commedia non è facile trovarne.Ancora con un corpo da ammirare, sebbene il volto non nasconda affatto i suoi 39 anni, Cameron Diaz è Elizabeth Halsey, insegnante di scuola media che di spirito educativo non ha neppure un briciolo. La sua professione è solo il trampolino verso un ricco matrimonio che le permetta di fare la mantenuta di lusso; i suoi metodi contemplano esclusivamente la visione in classe di film molto variamente legati alla scuola (il che include il primo Scream, nella sequenza di squartamento del preside interpretato dal glorioso Henry Winkler, e un diretto e apprezzabile riferimento a una pellicola di cui Bad Teacher è il rifacimento non serio e fuori dai canoni: Pensieri pericolosi con Michelle Pfeiffer). Dopo che un grosso pesce di maritino le è scappato, costretta a insegnare ancora un anno, volge le sue attenzioni al giovin collega rampollo Scott (Justin Timberlake: come saprete, un tempo lui e la Diaz erano intimi), che si prefigge di conquistare rifacendosi finalmente le tette.
Stabilendo Scott come trofeo da caccia, il film si diverte a farne il perno della lotta fra Elizabeth e la sua collega perfettina e agguerritissima Amy Squirrel (la britannica Lucy Punch, goduriosa, portata in rilievo da Woody Allen in Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni), un condensato di brava ragazza della piccola America, coi suoi valori di duro studio e competizione, nonché di sempre utile e mite fondamentalismo cristiano. A quanto pare il suo zelo ha già prodotto danni nel 2008, anche se non sappiamo precisamente quali. È anche per questo che il carattere e il temperamento del celeste Scott, che Elizabeth vuole avere a tutti i costi, finiscono per essere attratti dalla perfida collega perfettina, acuendo lo scontro per la supremazia alla John Adams Middle School ai bordi di Chicago.
Lo scontro, che ovviamente la cattiva maestra finirà per vincere (in mezzo ci sono sedute di autolavaggio per sottrarre fondi pro-seno e azioni seduttive altamente illegali per procurarsi le risposte degli esami statali; la conquista romantica sarà poi non l’idiota Scott ma il regular guy insegnante di ginnastica Jason Segel), oppone vizio e falsa virtù in una maniera che non si vede spesso al multiplex. Gli sceneggiatori Gene Stupnitsky e Lee Eisenberg, dietro alla versione americana della serie The Office, dimenticano il brutto lavoro dell’Anno uno di Ramis e scrivono un film sulla rapacità dei rapporti lavorativi e umani nel microcosmo scolastico, nel quale l’onesta assenza di freni inibitori (e la furba pigrizia) hanno la meglio sul conservatorismo patriottico dei giusti e retti. Così che una gita alla capitale dell’Illinois, con tanto di ricostruzione dei tempi di Lincoln, serve a iniziare romanticamente un miserando e sensibile (leggasi: poco desiderabile) adolescente.
Oltre ai già citati, è obbligatorio far menzione del preside interpretato dal sempre brioso John Michael Higgins nonché, soprattutto, di Phyllis Smith. Quest’ultima interpreta Lynn, collega grassotta, timidissima e insicura che ha un disperato bisogno d’affetto, tanto da offrire il pranzo all’odiosa Elizabeth pur di chiacchierare. Ma nella sua interpretazione queste caratteristiche perdono qualsiasi possibilità di essere attribuite a una macchietta e assumono una non comune pregnanza, e dolcezza. Guardandola ora, è difficile credere che questa donna un tempo è stata ballerina; ma non osservandola in azione, per pochi secondi, quando si dà da fare, con carattere, al pub.
Giudizio:

Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Una donna, un film. Potremmo definire così questo Bad Teacher, diretto da Jake Kasdan (figlio del molto più famoso Lawrence e regista di Walk Hard – La storia di Dewey Cox), commedia sboccata che vive solo e unicamente grazie alla presenza di una esplosiva sexy, sensuale maestra di letteratura come Cameron Diaz, professoressa delle medie con la passione per il fumo, le belle macchine e i soldi facili.La Diaz è Elizabeth Halsey, che vive alle spalle del fidanzato ricchissimo dilapidandone i soldi. Ma un giorno la madre di lui decide che è il momento di dire basta; Elizabeth si ritrova a dover tornare a insegnare nella stessa scuola che l'anno prima aveva schifato e mandato a quel paese. Non abbandona il suo sogno e conta di tornare a fare la bella vita e la mantenuta, ma pensa che per realizzare il suo progetto debba anche avere un paio di tette nuove. Per questo decide di non perdere tempo e con ogni mezzo sfrutta la scuola per accumulare denaro in modo facile, con sexy car wash ad alto tasso ormonale e altro, mentre l'insegnamento latita riempiendo le ore di lezione con dei film (in sequenza: La forza della volontà, Conta su di me, Pensieri pericolosi, Scream). Ma il suo gioco occulto viene scoperto dall'odiosa zitella Squirrel (una prorompente Lucy Punch, A cena con un cretino), giovane donna invidiosa e gelosa perchè la bad teacher potrebbe rubarle il fidanzato (uno stralunato Justin Timberlake, in versione super nerd e autoironico nel cantare). Tra le due donne comincia una sorta di contesa a colpi di scorrettezza, lasciando il lato didattico completamente dimenticato.
Nato e cresciuto alla scuola di Apatow (in questo film un altro segno del produttore è la presenza di un attore come Jason Siegel di Non mi scaricare), Kasdan dirige una storia a corrente alternata che purtroppo ha il solito difetto: fa ridere quanto basta però non è minimamente originale. Si prendono due personaggi estremi e opposti (non si sa come abbiano potuto farle entrare nel sistema educativo americano) e li si fa combattere a colpi di facezie più o meno riuscite (personalmente l'unica degna di nota è la scena del sesso con i jeans), coinvolgendo i ragazzini in improbabili insegnamenti sul mondo e come si conquista la piccola fiamma di turno.
Gli epigoni di Apatow ogni volta hanno la scintilla per cominciare il racconto ma poi la benzina è sempre di minore qualità, si perdono nello svolgersi e diventano ripetitivi; ancora una volta non hanno la forza di finire il racconto con il vetriolo pronto e lo humour macabro chiudendo il circolo codardamente con finalini scontati, happy end improbabili per il tipo di incipit. La Diaz è l'unica cosa decente (in ogni senso: passano gli anni e sembra sempre uguale), dietro a lei il nulla; tutto le ruota blandamente attorno, professoresse obese di buon cuore, direttori amanti dei delfini e genitori macchietta e sbilenchi di cervello.
L'assommarsi di quanto detto si riassume in una commedia non riuscita con un one-woman film che regge tutto non tanto per quello che fa ma per quello che è (difetto gravissimo), lontanissima dai fasti di un film come School of Rock, vero metro di paragone per i film con prof scorretti (non certo quelle immagini all'acqua di rose del tempo che fu con insegnanti giocherelloni che partono all'inizio del film). Se vi basta la Diaz, entrate pure perché è inquadrata in ogni modo con abiti sempre più corti e tacchi più alti; se volete altro, valutate bene. Nota negativa anche per le musiche, che paiono sparate a casaccio e senza senso.
Giudizio:

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