Box Office 3D – Il film dei film

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Titolo originale: id. Box Office 3D - Il film dei film / Locandina
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 90'
Regia: Ezio Greggio
Sceneggiatura: Ezio Greggio, Marco Martani
Cast: Ezio Greggio, Gigi Proietti, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Giorgia Wurth, Biagio Izzo, Anna Falchi, Antonello Fassari, Gianfranco Jannuzzo, Cristiano Militello, Rocco Ciarmoli, Mario Zucca, Max Pisu, Ric, Matilde Dondena, Alessandro Bianchi, Mariano Rigillo, Franco Neri, Luca Giurato, Michelangelo Pulci, Mariano D’angelo, Cesara Buonamici, Gianni Fantoni, Sergio Solli, Daniele Giulietti, Claudia Penoni, Bruno Pizzul, Aldo Biscardi, Gina Lollobrigida
Produzione: Mondo Home Entertainment, Talents Factory
Distribuzione: Moviemax
Data di uscita: 9 Settembre 2011
Trama: Parodia di vari grandi blockbuster e sequel del passato, da «Harry Potter» a «Uomini che odiano le donne», da «Il gladiatore» a «Il codice da Vinci» fino ad arrivare a Zorro e «Avatar». Intervallati a queste mini-parodie ci sono dei fake trailer a puntate di una versione molto particolare de «Il padrino». Vedremo come mai Massimo Decimo Meridio preferisca l'arena alla vita di casa, Liz Salamander collabori con il dottor Strong per risolvere un mistero da Templari e i problemi di Harry Sfotter e compagni racchiusi da troppo tempo nel castello dei sequel.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Box Office 3D - Il film dei filmLa qualità (non pessima: inesistente) del film odierno parla da sola sin dal cartellone, pieno di cose che risulteranno una più banali dell'altra. Già gli americani con gli epigoni di Scary Movie cileccano sempre sfornandone uno peggiore dopo il precedente brutto; già Greggio (uomo factotum del film e che alla fine si presenta direttamente) non è certo una garanzia (vedi uno dei film più brutti del creato, Il silenzio dei prosciutti; qui riprende la parodia di Psyco anche lì presente); già che si usa di tutto e di più per confezionarlo (l'annunciatrice di TG Cesara Bonamici, Biscardi, Luca Giurato tra gli altri). Possiamo tranquillamente dire che chi si avventura pericolosamente a rischiare i suoi soldi ha una percentuale altissima di rimanere deluso anche se vive a pane e «Striscia la notizia», dato che Box Office non solo non regala una risata ma neppure uno stentoreo isolato sorriso.
Eppure questo film rimarrà negli annali storici: è il primo film in 3-D con attori in carne e ossa prodotto in Italia, mentre la palma del primo film in assoluto nel formato tridimensionale va alle Winx animate. Detto che il 3-D è comunque di medio-bassa qualità (si notano i credits in due piani) e in alcune scene (un gatto calciato, ad esempio) viene usato per sbattere in faccia allo spettatore qualcosa, il resto della recensione si deve limitare a quanto succede; del resto non si può dire molto altro, a parte salvare la curiosa sigla animata iniziale e il seno procace della Falchi (e comunque gli americani in questo senso ci regalano momenti porcelloni migliori e vari; la Falchi non si desnuda, se vi interessa).
Il film è formato da dei mini-film parodia (Il gladiatore, Harry Potter, Il codice da Vinci, ad esempio) intervallati da dei trailer più corti anch'essi parodia di film famosi: Zorro diventa «Zoppo», Avatar diventa «Viagratar» e via dicendo, con un trailer de Il padrino diviso a puntate e sequel. Quello che non cambia tra mini-film idioti e fake trailer negletti è il fatto che non si ride neppure per un secondo: tra anacronismi non divertenti e storpiature di nomi assurde (Potter è Sfotter), ci si addormenta placidamente con una voglia terribile di togliersi gli occhialetti e tornare a casa dal DVD di Ridere per ridere di Landis (un vero maestro capostipite del genere, anche se è parodia di comportamenti e non di film) per respirare dopo tanta apnea cinematografica.
Troverete, come si diceva, tantissimi personaggi della TV odierna (tra i quali anche Cristiano Militello che fa Frodolo) ma anche la comparsata di un personaggio radicato nel passato come Gian e quella di Gina Lollobrigida in uno dei suoi soliti scintillanti vestiti. Molti attori fanno non una ma più parti; il recordman in questo senso è Greggio, che ne fa addirittura cinque (Frank Strong, Massimo, Biondo, il capitano, Erry Sfotter) – anche se cambiano le parti, il modo di recitare è sempre lo stesso e non subisce adattamenti al personaggio, come nel caso di Salvi che si esibisce nel suo repertorio consueto e consunto.
Sono cento minuti circa della vostra vita che rimpiangerete amaramente, di una sciattezza e di una bruttezza immani e soprattutto senza fantasia minima (le pseudo-battute sono scontate ancora prima che arrivino). Lasciate tranquillamente stare questi film parodia che non valgono nulla e dedicatevi ad altro; anche una pennichella ristoratrice risulterà più valida, perché l'unica cosa rilassante e liberatoria di questo film è la parola «Fine» e non certo le minacciose scritte finali che possono presagire a un seguito («Finché ci sarà cinema ci sarà parodia»: meglio quasi che chiudano le sale, vien da dire, se le parodie sono di tale livello). Stupisce poi che le ragioni economiche abbiano indotto a presentarlo in apertura a un festival di vero cinema come quello di Venezia 2011, una figuraccia davvero inaccettabile che fa presentare l'Italietta dietro la macchina da presa con un marchio di fabbrica che non è certo il nostro fiore all'occhiello.

Giudizio: 1


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Alberto Di Felice: 1


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