Amici di letto

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Titolo originale: Friends with Benefits Amici di letto / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2011
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 109'
Regia: Will Gluck
Sceneggiatura: Keith Merryman, David A. Newman, Will Gluck
Cast: Justin Timberlake, Mila Kunis, Patricia Clarkson, Jenna Elfman, Bryan Greenberg, Richard Jenkins, Woody Harrelson, Nolan Gould, Andy Samberg, Shaun White, Andrew Fleming, Catherine Reitman, Courtney Henggeler, Masi Oka, Tiya Sircar
Produzione: Screen Gems, Castle Rock Entertainment, Zucker, Olive Bridge Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 14 ottobre 2011
Trama: Jamie e Dylan, giovani ma anche single appena lasciati per futili motivi dai rispettivi partner, si incontrano per ragioni di lavoro: lei è scouter di teste e talenti, lui è un art director che spera di finire a potenziare il magazine GQ. Assunto, deve lasciare Los Angeles per New York. Una sera, alla visione dell’ennesima commedia romantica hollywoodiana, i due arrivano alla conclusione che l’amore come descritto nei film è una menzogna. Ma, se l’amore non è necessario, il sesso è fisiologico. Così decidono di diventare «amici di letto», senza che questo influenzi la loro amicizia e senza il desiderio di intraprendere una relazione sentimentale. Quanto potrà durare?


Recensione di PAOLO ZANINELLI

Amici di lettoJustin Timberlake e Mila Kunis vengono lasciati dai rispettivi compagni. Nello stesso momento. Con una premessa come questa non ci si stupirebbe di trovare un incipit simile a «Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…», talmente  sembra fantascientifica. Ma poi succede altro. Il giovane Justin (che qui interpreta il ruolo di Dylan) si trova sulla cresta dell’onda e riceve un’offerta di lavoro ultra-remunerativa per GQ a New York, ovviamente con abitazione di lusso compresa nel contratto. Visto che di giovani disposti a sopportare tutto questo se ne trovano raramente, la bella Mila (Jamie) ha il compito di far sì che Justin accetti il lavoro offertogli, ricorrendo a ogni mezzo lecito, come visite notturne a grattacieli e ritrovi casuali in flash mob, e illeciti, come tubare continuamente. Voi che fareste?
Ma il loro scopo nella vita è un altro, ben più nobile di essere belli, ricchi e single: sfatare il mito hollywoodiano delle storie d’amore, anche se questo vuol dire essere avvolti nel domopac e fatti penzolare da un elicottero. Così i due giovani e disillusi nuovi amici decidono, complice un film con Marshal Eriksen (Jason Segel), di avere una relazione esclusivamente sessuale, senza troppi fronzoli ed emozioni. Con orrore Justin scopre che Mila non riesce a smettere di parlare nemmeno a letto, così quando il gioco comincia a farsi duro lui non demorde e persevera nella sua missione. Praticamente la storia delle medie vite maschili.
Sarà la storia ordinaria e comune, o i personaggi credibili e di facile immedesimazione, ma Amici di letto regala una prima parte tra le più divertenti e leggere di tutte le commedie sentimentali degli ultimi anni. La scrittura è fresca e, questa volta veramente, credibile; gli interpreti sono ottimi, le spalle divertenti e non abusate; i fiumi di parole stanno dietro alla frenesia delle situazioni rappresentate. E, per finire, le numerose scene di sesso e di nudo non risultano per nulla volgari, anzi più intime di qualsiasi commedia/dramma e più divertenti di qualsiasi cinepanettone/comico. Purtroppo la seconda parte del film non risulta all’altezza dei primi 50 minuti, ma trattandosi di una commedia sentimentale possiamo vederla in questo modo: ci siamo talmente divertiti nella fase luna di miele che passiamo volentieri alla fase innamoramento e ritorno alla realtà. Anche perché tra le altre doti di Mila, oltre alla bellezza, la disinvoltura sessuale e la loquacità, spicca anche quella di essere una geek.
L’unica vera nota dolente è il finale: quando cioè ci alziamo dalla poltrona e ci ricordiamo che noi non siamo Justin Timberlake, che non abbiamo un lavoro poco impegnativo e molto remunerativo né un loft a New York, che starnutiamo meno di quel che vorremmo, che la nostra ragazza non è Mila Kunis e – per la miseria, questo forse è ancora peggio – la nostra ex non è Emma Stone.

Giudizio: 2


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Amici di lettoSta diventando davvero un nuovo filone della commedia romantica questa variazione e introduzione dell'«amici con bonus» (titolo originale della pellicola odierna), cioè il sesso fra amici senza coinvolgimento sentimentale. Anche la nuova commedia di Will Gluck non sfugge all'assioma che, se siamo single e abbiamo un'amica/o del sesso opposto a sua volta senza partner, possiamo tranquillamente finire insieme tra le lenzuola senza che sia un problema o significhi l'apertura di un sodalizio costringente. Sembra il comodo escamotage di una società sempre più arida che non accetta le difficoltà della vita di coppia e le aggira: del sesso non si può fare a meno, dei sentimenti sì.
Al cinema purtroppo il tema è affrontato molto banalmente e ha sempre qualche risvolto sentimentale alla fine (attendiamo i Farrelly per avere un vero film dissacrante sull'argomento): emergono i buoni propositi per la pace del pubblico (vedi il film con la Portman e quello con la Hathaway) e per la panacea delle ire dei benpensanti, rendendo tutto l'assunto una vera bufala. Non sfugge alla regola anche questo film, anche se una salsa speziata con qualche bel nudo maschile e femminile lo rende un po' più piccante e meno banale.
Jamie (una prorompente Mila Kunis, esplosa alle attenzioni produttive dopo la performance ne Il cigno nero) è una cacciatrice di teste (ricercatrice, non tagliatrice di posti lavoro stile Clooney in Tra le nuvole) bella e piena di verve che viene lasciata come al solito all'inizio film per futili motivi dal solito storditissimo fidanzato che nulla ha capito di lei. Anche Dylan (il palestrato Justin Timberlake, che ogni volta che recita non esita a dare qualche piccola performance canora) è nella stessa situazione, lasciato da una petulante Emma Stone (Easy Girl) che adora artisti che lui odia. I due si incontrano per lavoro: lei trova posto a lui nell'importante magazine GQ (citato spudoratamente), i due si piacciono e decidono (tramite un surreale giuramento high tech sull'applicazione Bibbia dell'iPad) di fare sesso senza coinvolgimento. Ovviamente non sarà solo così.
Sembra dentro il film sia stata tirata una paratia stagna: dopo una prima parte in cui le lenzuola sono bollenti e ci sono stralunati rapporti con commenti ironici (con i due davvero disinibiti nelle scene), inizia la seconda con il patetico balletto dell'arrivo dei parenti (con Patricia Clarkson che fa la madre libertina oltre misura), delle crisi sentimentali tipiche di Hollywood (Jamie vuole sesso puro ma è romantica fino all'osso e adora commedie mielose) e degli inevitabili scontri di pensiero, conducendo a scene romantiche di peso irrisorio (come quella surreale sulle famose lettere che compongono la scritta Hollywood o i cosiddetti flash mob, cioè i balletti improvvisati di gruppo che poi velocemente come nascono finiscono).
La scontata equazione ha il suo risolvimento: non si può andare a letto con una persona (soprattutto quando la cosa è ripetuta e non occasionale) senza poi trovarsi a dover (o voler) avere altro. Lo spettatore si trova con la solita minestra difforme e quando cala il sesso cala anche la palpebra per via delle ripetizioni a sfondo sociale di una commedia che sembra voler riparare alle proprie volute meschinità di bassi istinti di fronte al giudizio severo del pubblico che vuole il trionfo dell'amore con la A maiuscola. Non manca neppure l'elemento gay con un ben poco credibile Woody Harrelson e il monito severo quanto lacustre, rappresentato dal padre cerebralmente malato di Dylan (Richard Jenkins), che quando si perde il vero amore si entra in un labirinto da cui non si esce.
Se queste sono le nuove strade che la commedia di Hollywood vuole percorrere, ci sarà davvero poco di divertente o di brillante. Se vi va, alla fine dei credits (attenzione: sembrano interminabili) c'è una scena aggiuntiva.

Giudizio: 1.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1.5


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