Paranormal Activity 3

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Titolo originale: id. Paranormal Activity 3 / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2011
Genere: Horror
Durata: 85'
Regia: Henry Joost, Ariel Schulman
Sceneggiatura: Christopher B. Landon
Cast: Katie Featherston, Sprague Grayden, Lauren Bittner, Chloe Csengery, Christopher Nicholas Smith, Jessica Brown, Brian Boland, Dustin Ingram, Mark Fredrichs
Produzione: Blumhouse Productions, Paramount Pictures
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 21 ottobre 2011
Trama: Nel 1988 Katie e Kristi sono delle bimbe che vivono con il nuovo compagno della madre, Dennis, un operatore di matrimoni fissato per le riprese. Vivono in una grande casa con tutti i comfort; purtroppo un giorno si manifestano delle presenze impalpabili che sembrano minacciare le bimbe e i due conviventi. Dennis decide di mettere delle videocamere per tutto l'ambiente per riprendere tutta la notte quanto accade. Le rivelazioni delle immagini saranno sorprendenti quanto terrificanti.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Paranormal Activity 3Dopo i primi due capitoli, importanti solo per gli incassi registrati (soprattutto quelli del primo, una delle più colossali bufale cinematografiche, con una campagna marketing da Oscar), ecco arrivare per la gioia o il tormento degli appassionati del genere «presenze» il terzo capitolo della saga di Paranormal Activity, che il factotum Oren Peli (produzione e sceneggiatura) ha deciso sia il prequel, l'origine della saga ambientata nel 1988 per farci capire da dove è nato il male che sconvolge le vite di Katie e Kristi. Nei tempi moderni le due sorelle trovano delle vecchie VHS realizzate dal compagno della madre, Dennis, quando loro erano bambine. Comincia la visione del girato e noi spettatori assistiamo a cosa era successo.
Anche se diretto a quattro mani Henry Joost e Ariel Schulman, purtroppo il risultato finale è di una pochezza e di un monotono immane. Praticamente non succede quasi nulla per lunghi periodi (grazie al contatore dei minuti della telecamera notiamo che ci sono riprese statiche e vuote anche di quasi quattro minuti), quello che succede non è minimamente interessante, non ci spaventiamo se non per pochissimi istanti e la spiegazione dell'origine del mostro poltergeist che infesta è di un banale disarmante, tanto che vorremmo dirvela per aiutarvi a non entrare a vedere questa pellicola e spendere inutilmente i vostri sudati guadagni. Per dovere professionale e deontologico ovviamente non lo facciamo e lasciamo in sospeso.
Le VHS che vedrete non hanno l'immagine imprecisa dei nastri di un tempo che scorrono sugli ormai scomparsi videoregistratori, ma un perfetto digitale (una incongruenza che si è preferito incontrare per evitare proteste, finendo però per non essere filologici). A parte questo (lo si potrebbe tranquillamente tralasciare se la pellicola fosse almeno riuscita), siamo come al solito all'interno di situazioni non credibili, la monotonia è imperante: nonostante ci siano le prove filmate, nessuno pensa a chiamare le autorità o qualche esperto, si rimane senza scappare all'interno del pericolo (bimbe comprese), ci sono rumori in una stanza e ci si sveglia subito, poi quando succede l'apocalisse (per modo di dire) si dorme tranquillamente in mezzo a urla e richieste di aiuto disperate.
Quello che ormai è consunto, in questa che è una delle più furbe operazioni commerciali di genere figlia del capostipite The Blair Witch Project, è che anche con la presenza minacciosa nessuno molla la videocamera e si continuano le riprese, non si afferra la piccola prole minacciata per tenere una mano e un braccio sempre impegnato (nel 1988 le videocamere VHS non erano le compatte di oggi ma dei mostruosi aggeggi); dopotutto si sta parlando di persone normali, non di combat press in zona di guerra. Tra incongruenze, presenze monotone, riprese lunghe che paiono figlie di quelle di un casello dell'autostrada senza traffico e un finale pacchiano (a parte l'effetto velocissimo di un doloroso piegamento articolare a libro), il sonno e lo sguardo all'orologio sono i compagni ideali di questa esperienza senza il minimo interesse se non quello per il vostro borsellino.

Giudizio: 1


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