I soliti idioti

Share Link: Share Link: Google Facebook Myspace
Titolo originale: id. I soliti idioti / Locandina
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 98'
Regia: Enrico Lando
Sceneggiatura: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli, Martino Ferro
Cast: Francesco Mandelli, Fabrizio Biggio, Madalina Ghenea, Valeria Bilello, Giordano De Plano, Marco Foschi, Gian Marco Tognazzi
Produzione: Toadue Film, Medusa Film, Sky Cinema, Mediaset Premium, MTV
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 4 novembre 2011
Trama: Gianluca è un ragazzo tranquillo e mite, amante dei bruchi, che sta per sposare la sua fidanzata Fabiana, ma ha un padre arrogante, volgare sempre ormonalmente attivo e alla ricerca di donne. Quando arriva il giorno tanto atteso, il padre Ruggero fa una deviazione e lo porta a Roma per vincere una scommessa con Chicco, un altro imprenditore laido e senza scrupoli: qui deve trovare il modo di finire nel letto di una famosa e formosa testimonial di intimo. In mezzo al cammino tormentato dei due, appare un nugolo di personaggi strambi, tra cui una coppia omosessuale e un pony express.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

I soliti idiotiDopo il successo su MTV con i loro episodi strambi ed eccessivi, arrivano sul grande schermo I soliti idioti, nome parodia ovviamente de I soliti ignoti di Monicelli, ovvero Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli con i loro numerosi personaggi caricaturali. Lavori nati come piccoli sketch e gag isolate, adesso si cerca la difficile consacrazione (e soldi freschi) in una durata dilatata davvero pericolosa per questo tipo di operazione di puro marketing. Il centro della storia è rappresentato dalle volgari peripezie di padre e figlio, ovvero Ruggero De Ceglie (Francesco Mandelli) e Gianluca (Fabrizio Biggio).
Ruggero è un sessantenne dalla faccia deturpata (davvero pesante il trucco visivo, tutto rughe e impurità) ma dalla spiccata personalità: non esita a trattare male il figlio, mite studioso di bruchi, ad accusarlo di essere un fallito che non pensa (grave pecca) a portarsi a letto le donne tanto per farlo e oltretutto vuole sposare Fabiana, una donna che secondo lui è paragonabile al mostro di Loch Ness (noi non vedremo mai il suo volto). Il giorno del matrimonio il vulcanico Ruggero, che usa parolacce a tutto andare, fa una scommessa con un suo amico: il povero Gianluca dovrà portare a letto una strepitosa testimonial di un marchio di lingerie femminile chiamato «Smutandissimi» (la bella Madalina Ghenea). Inizia così un viaggio verso Roma, con il matrimonio che salta, incontrando personaggi sbilenchi (brevemente anche gli altri interpretati dal duo, gli omosessuali, il pony express, la segretaria dal porro gigantesco in volto, i due ricchi spocchiosi) e con ammiccamenti sessuali e provocazioni sempre più marcate.
Purtroppo alla prova cinema il folle duo non regge. Chi conosce su MTV o YouTube le loro avventure non troverà assolutamente nulla di nuovo, battute e gag e anche situazioni sono identiche a quelle della sitcom, per cui avrete le ripetizioni della parola «omosessuale» della coppia gay Fabio/Fabio con i loro sogni onirici e i piccoli numeri canori, i «sono subito da lei» della segretaria, i «pro-pro-proprio» di Ruggero e via dicendo (taciamo sulla battuta principe bandiera della serie, che immaginiamo già conosciate).
Il vero problema non è che queste cose siano divertenti o meno: il fatto è che non riescono a condurre una storia verso un porto logico da sole. Irresistibili (a chi piacciono, ovviamente) nel corto percoso, in quello lungo fanno sbadigliare; non bastano le bellezze del bordello e quella della Ghenea per uscire dall'oblio del déjà-vu e della noia. La comicità troppo volgare alla fine disturba, la non-storia perde quasi subito i pezzi e il puzzle informe del taglia e cuci televisivo con inserti (perché è di questo che si tratta) finisce senza gloria.
Un tempo c'era il film a episodi, per poter mettere il più possibile sullo schermo un unico tema con tanti attori presenti; adesso gli attori presenti sono ridotti di numero e le variazioni di quello che fanno molteplici per presentare cose già viste. Si sta rivoluzionando la cosa senza che però ci sia un vero cambiamento efficace, oltretutto senza essere satirici o piacevolmente ficcanti sui temi sociali e i tic comportamentali: qui è tutta spazzatura. Magari col tempo finiranno a diversa gloria, dato che possono essere degli apripista per idee meglio sviluppate; anche se, francamente, ne dubitiamo.

Giudizio: 1


blog comments powered by Disqus
You are here