Warrior

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Titolo originale: id. Warrior / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2011
Genere: Azione, Drammatico, Sportivo
Durata: 140'
Regia: Gavin O'Connor
Sceneggiatura: Gavin O'Connor, Anthony Tambakis, Cliff Dorfman
Cast: Joel Edgerton, Tom Hardy, Nick Nolte, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Kevin Dunn, Maximiliano Hernández, Bryan Callen, Sam Sheridan, Fernando Funan Chien, Jake McLaughlin, Vanessa Martinez, Denzel Whitaker, Carlos Miranda, Nick Lehane
Produzione: Mimran Schur Pictures, Lionsgate, Solaris
Distribuzione: M2 Pictures
Data di uscita: 4 novembre 2011
Trama: Tom e Brendan Conlon sono due fratelli che non si vedono da anni, colpa anche di un padre che nel passato si è dedicato più all'alcol e ora sta seguendo con successo un programma di riabilitazione. Brendan vive con Tess, è un professore di fisica ma è oppresso dai debiti: deve cercare di riuscire a salvare la casa e il bilancio. Decide di iscriversi a «Sparta», un torneo di arti marziali miste, dove i migliori lottatori cercano di vincere il favoloso montepremi. Tra questi anche Tom, allenato dall'odiato padre che cerca di ricucire i rapporti familiari. Senza esclusioni di colpi, le lotte saranno cruente e non ci sarà nessuna consolazione per i perdenti.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

WarriorI film di fratelli al cinema hanno sempre funzionato molto bene, vedasi un film similare (ma molto più valido di questo) come The Fighter; ma abbiamo moltissimi altri esempi in vari generi, ricordiamo anche Brothers. Questo comunque decentissimo Warrior pesca a piene mani da una filmografia composita che prende anche Rocky (impossibile non ricordare le scene in cui si guardano lui e Adriana riprese in quelle tra Brendan e Tess) cercando di scavare nel sociale e ricorrere senza mezzi termini alla crisi economica per far diventare un professore di fisica di nuovo un lottatore («quegli animali», come li definisce il preside).
La storia parte dal fatto che due fratelli, Brendan (Joel Edgerton di Animal Kingdom) e Tom (Tom Hardy, attore attesissimo come villain nel prossimo «Batman» di Nolan), non si vedono per anni a seguito di screzi e dissapori con il padre alcolizzato (un Nick Nolte dallo sguardo perso e speranzoso di riunificazione). Mentre Tom si ricongiunge con il genitore solo per l'allenamento al torneo «Sparta» (le cosidette MMA, le arti marziali miste) dalla borsa iperbolica, Brendan non ne vuole sapere. Ma il destino porterà, causa debiti, il professore a combattere di nuovo e i due fratelli rischieranno di trovarsi l'uno di fronte all'altro.
Con la regia di Gavin O'Connor (Pride and Glory – Il prezzo dell'onore) e la bella presenza di Jennifer Morrison (la dottoressa Cameron di Dr. House), Warrior è un film dai buoni pregi: presentare in modo duro e realistico gli scontri e cercare appigli sociali concreti. Ma ha un grosso difetto di base: la mancanza di originalità. Tutto pare già destinato appena comincia, pur se le scene sono forti alcuni incontri vengono sbrigati in pochi secondi e le modalità di svolgimento di quelli più lunghi sono tutte uguali. Ci sono troppi continui rimandi a migliori pellicole di pugilato e wrestling, alla fine gabbia o corde paiono stessa cosa, le MMA non vengono neppure chiaramente mostrate nella loro diversificazione.
Per non parlare dei momenti troppo forzati come il veloce allontanamento dall'insegnamento del professor Brendan per rendere il personaggio ancora più disperato, prima accusato e poi osannato come l'uomo americano ideale, solido padre di famiglia che combatte per sopravvivere e dare da mangiare a moglie e figli; il suo sangue e il suo sudore che si mischiano a quelli dell'impavido fratello, ex-marine ed eroe non per caso, sono l'esempio molto (troppo) del mito americano, tanto quanto Nolte con la sua vittoria contro la bottiglia è l'anima della redenzione.
Superando questi difetti di forma ed esagerazioni non casuali, rimane lo spettacolo puro, senza perdite di ritmo e con un tono sempre convinto e serio, forse ingannevole ed edulcorato da quanto scritto, ma decisamente accattivante perché il film gira davvero bene e si fa vedere in maniera gradevole da chi cerca questo tipo di pellicole. Forse si pretendeva – o meglio si sperava – altro, ma nello svolgimento lo script ha mostrato chiaramente che gli intenti erano questi senza possibilità di deviazione artistica. Nella parte del gigantesco russo Koba, il vero wrestler Kurt Angle.

Giudizio: 2

Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1.5


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