| Titolo originale: | Sherlock Holmes: A Game of Shadows | ![]() |
| Nazione: | Stati Uniti |
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| Anno: | 2011 |
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| Genere: | Avventura, Azione, Giallo, Poliziesco, Thriller |
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| Durata: | 129' |
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| Regia: | Guy Ritchie |
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| Sceneggiatura: | Michele Mulroney, Kieran Mulroney |
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| Cast: | Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Rachel McAdams, Jared Harris, Stephen Fry, Paul Anderson, Kelly Reilly, Geraldine James, Eddie Marsan, William Houston, Wolf Kahler, Iain Mitchell, Jack Laskey, Patricia Slater |
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| Produzione: | Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, Silver Pictures, Wigram Productions, Lin Pictures |
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| Distribuzione: | Warner Bros. |
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| Data di uscita: | 16 dicembre 2011 |
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| Trama: | Cosa unisce delle bombe di possibile matrice anarchica che esplodono a Vienna e Strasburgo, delle morti misteriose e degli scandali economici? Teoricamente nulla, ma non per il grande intuito di Sherlock Holmes, che pensa che dietro a tutte queste cose ci sia la più grande mente criminale del mondo: il diabolico professor Moriarty. Dopo il matrimonio di Watson con Mary, i due amici vengono coinvolti in un'avventura piena di pericoli per varie località del mondo per cercare il filo logico delle cose, con l'aiuto di un'affascinante zingara di nome Sim. | |
Recensione di FABIO LEONARDI
Sherlock Holmes – Gioco di ombre è un notevole sequel del già sorprendente primo episodio sulle gesta dell’investigatore, creato da Arthur Conan Doyle, riveduto e corretto da Guy Ritchie e Robert Downey Jr.Nel suo film il regista porta avanti con coerenza lo stile di montaggio (fatto di ralenti e accelerazioni) e l’estetica nella ricostruzione dell’epoca vittoriana mostrati nel precedente lungometraggio.
Com’era facilmente prevedibile, questo seguito di un blockbuster di (meritato) successo doveva raddoppiare, se non triplicare, sequenze d’azione, deduzioni, scazzottate e scenari in cui i protagonisti si muovono (non solo l’Inghilterra, quindi, ma anche Francia, Germania e Svizzera). Non era però altrettanto scontato che la seconda avventura venisse gestita così bene, senza sbavature e inserendo una serie di intelligenti rielaborazioni di ciò che era stato proposto nel primo film, sulle quali non ci soffermeremo per non rovinare la sorpresa.
I produttori hanno inoltre deciso di affidarsi maggiormente ai romanzi di Doyle, per poggiarsi su quelle solide fondamenta (su tutte l’arcinemico Professor Moriarty, interpretato con bravura da Jared Harris, e il duello alle cascate di Reichenbach) che permettessero di costruire la loro rivisitazione della storia, lasciando spazio anche a una piccola ma non banale riflessione sull’umana (e inevitabile) propensione alla guerra.
Tutti gli addetti ai lavori hanno quindi timbrato puntualmente il cartellino, facendo quello che sanno fare nel migliore dei modi, sia nel comparto tecnico, scenografico e della fotografia sia in quello attoriale, con il carismatico ritorno dell’affiatata coppia Holmes-Watson (Robert Downey Jr.-Jude Law) e i divertenti piccoli ruoli del fratello di Holmes (Stephen Fry) e del cagnolino Gladstone. Relegate invece in secondo piano le parti femminili, tra vecchie conoscenze (Rachel McAdams e Kelly Reilly) e new entry (la zingara Simza di Noomi Rapace).
Se nei prossimi giorni di festa doveste scegliere di vedere al cinema questo adrenalinico (in tutti i sensi) e itinerante nuovo caso dell’investigatore per eccellenza, non ne rimarrete certamente delusi.
Giudizio:

Recensione di PIETRO SIGNORELLI
Torna a furore di popolo, dopo il successo del chapter one, l'ipercinetico Sherlock Holmes di Guy Ritchie, che con Conan Doyle ha poche cose in comune (il tempo in cui vive e l'intuito fenomenale), con l'affascinante ingresso di Noomi Rapace (Uomini che odiano le donne) che fa la parte di un'affascinante zingara di nome Sim, che in pratica sostituisce la bella Irene Adler/Rachel McAdams liquidata all'inizio dopo poche scene.Stavolta la vicenda è davvero gigantesca per Holmes/Downey Jr. e Watson/Law. Scoppiano delle bombe a Vienna e Strasburgo che paiono opera di cellule anarchiche, un industriale del cotone subisce uno scandalo e un industriale metallurgico muore senza spiegazione. Holmes, in mezzo ai suoi strani esperimenti e le sue bizzarrie (che Downey Jr. impersona in maniera gigiona e impeccabile), elabora una spiegazione: il diabolico professor Moriarty (nemesi storica interpretata da Jared Harris) sta complottando per creare una crisi internazionale, i motivi per i quali lo fa sono decisamente misteriosi. Dopo il matrimonio di Watson con Mary (Kelly Reilly), i due vengono coinvolti in una gigantesca avventura carrozzone aiutati da Sim e il suo gruppo di gitani.
Ritchie, si sa, ha portato il suo Holmes all'esasperazione cinetica, con scene al ralenti, riflessioni in mezzo all'azione, scene alla Matrix e lotte furiose degne dei film con Van Damme. In questo secondo capitolo (dal suggestivo sottotitolo Gioco di ombre) la dose d'azione aumenta ancora con delle gigantesche esplosioni, uso di armi come cannoni e mitragliatrici, c'è un comparto sul finale che pare un film di guerra ambientato al freddo nei boschi delle Ardenne del 1944, generato dal fatto che Ritchie ha pensato bene di creare una sorta di esercito nazista venti anni circa prima della Prima guerra mondiale (il tutto avviene nel 1891).
A parte i soliti esperimenti sul povero cane di Watson e la conoscenza di un fratello di Holmes spuntato chissà da quale parte (Mycroft, interpretato anche in una surreale scena desnudo da Stephen Fry), tutto il film sembra far parte di una pellicola stile Die Hard itinerante e d'epoca con la suggestiva scena sul treno (che pure mezzo distrutto prosegue senza fermarsi per arrivare in stazione puntuale) e gli inseguimenti e le sparatorie nei palazzi.
Una pellicola che vive sui due attori che dominano lo schermo, coppia perfetta con le contrapposte personalità che si bilanciano e si rispettano. Downey Jr. appare vestito anche da donna. La storia, non proprio perfetta e ferreamente oliata (a volte il progredire dell'indagine si incarta e la sceneggiatura cerca di salvarla con qualche escamotage action), termina con un omaggio ai tempi in cui Conan Doyle non sopportava più il suo personaggio (non vi diciamo ovviamente cosa succede).
A chi ama lo Sherlock Holmes classico questa rivisitazione davvero cialtrona quanto intrigante può sembrare offensiva e irrispettosa (e il personaggio della Rapace non vale certo quello della Adams), ma è davvero un grande spettacolo di intrattenimento che non stanca lo spettatore voglioso di rilassarsi in una cornice raffinata e molto elegante, con tutti gli elementi per uscire dalla sala soddisfatti e in attesa della fine della trilogia.
Giudizio:

Altri giudizi della redazione:
Alberto Di Felice:
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