Le nevi del Kilimangiaro

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Titolo originale: Les neiges du Kilimandjaro Le nevi del Kilimangiaro / Locandina
Nazione: Francia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 90'
Regia: Robert Guédiguian
Sceneggiatura: Robert Guédiguian, Jean-Louis Milesi
Cast: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Marilyne Canto, Grégoire Leprince-Ringuet, Anaïs Demoustier, Adrien Jolivet, Robinson Stévenin, Karole Rocher, Julie-Marie Parmentier, Pierre Niney, Yann Loubatière, Jean-Baptiste Fonck, Emilie Piponnier, Raphaël Hidrot
Produzione: Agat Films & Cie, Ex Nihilo, France 3 Cinéma, Les Films de la Belle de Mai
Distribuzione: Sacher Distribuzione
Data di uscita: 2 dicembre 2011
Trama: In un cantiere di Marsiglia, in tempi di «ristrutturazione», un sindacalista di lungo corso viene licenziato assieme ad altri suoi 19 colleghi dopo che, con grande onestà, ha estratto il suo stesso nome a sorte fra quelli di tutti i dipendenti. Potrebbe essere l'occasione per una pensione anticipata, proprio ora che l'uomo sta festeggiando l'anniversario di matrimonio e i figli hanno regalato a lui e consorte un viaggio in Tanzania. Ma la seppur triste tranquillità viene spezzata quando degli uomini irrompono in casa per rapinarli.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Le nevi del KilimangiaroLa classe operaia del XXI secolo è quella dei (quasi) pensionati imborghesiti: delle lotte di un tempo solo lo sbiadito ricordo, più di routine che di necessità, mentre l’agio dei diritti acquisiti ne ha ormai addormentato le coscienze – di classe e morali. Da quest’asserto parte Robert Guédiguian, che con Le nevi del Kilimangiaro propone una rifondazione sociale fra umili nel contesto contemporaneo di globalizzazione (tema vecchio) e crisi (tema nuovo).
Il film, presentato allo scorso Cannes e uscito anche in Francia nello scorso mese di novembre, tratteggia una lotta intergenerazionale fra poveri nella quale il nemico capitalista comune scompare e si finisce per affrontarsi l’un l’altro, con reciproco annullamento. Protagonista ne è una coppia operaio-borghese in quel di Marsiglia, il cui risveglio civile avviene bruscamente quando, in seguito ai licenziamenti nel cantiere navale in cui lavora il marito Michel (Jean-Pierre Darroussin, attualmente nelle sale anche nell’ultimo Kaurismäki) e dei quali lui stesso è vittima, quello che si scopre essere un ex-collega più giovane (Grégoire Leprince-Ringuet) viene a reclamare tramite una rapina ciò a cui lo stato sociale non gli ha dato diritto, al contrario dei due più anziani coniugi.
Passando dal ritratto sociale al (brevemente) thriller poliziesco e tornando poi al quadro popolare, Guédiguian cancella ogni traccia delle vecchie contrapposizioni (il capitalista non esiste, non si vede ma tendenzialmente rimane sempre come forza invisibile e vera responsabile) e si concentra solo sulle opposte disperazioni dei perdenti. Da un lato la coppia, con la quale si solidarizza ma di cui si fa percepire anche il privilegio di posizione; dall’altro il giovane figlio ancor più proletario – tanto più perché la prole è costituita dai fratelli più piccoli – verso il quale, dalla sgomenta freddezza iniziale, si aprono sempre più attimi introspettivi.
Il dipinto non si fa mai languido. Il finale, che un po’ schematicamente vede i due percorsi paralleli di coscienza dei coniugi (la moglie Marie-Claire è interpretata da Ariane Ascaride, vista di recente ne Il riccio) incontrarsi per il bene comune, mantiene un tono realistico appena sporcato da una fiaba neorealista non abbastanza convinta del proprio spirito struggente. È un’ordinata favola degli operai vecchi che, ricompreso il proprio ruolo nel mondo (sempre quello è e non è cambiato: la loro era solo una falsa borghesia), si prendon carico dei nipoti più bisognosi per traghettarli insieme verso nuova vita (una nuova lotta?). Ma nel suo convincimento Guédiguian si accorge poco che, a un occhio diverso (non necessariamente poco attento), il tutto potrebbe esser letto semplicemente come argomento contrario a favore di meno (o più) solidali riforme del lavoro e delle pensioni.

Giudizio: 2


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