Emotivi anonimi

Share Link: Share Link: Google Yahoo MyWeb Facebook Myspace
Titolo originale: Les émotifs anonymes Emotivi anonimi / Locandina
Nazione: Francia, Belgio
Anno: 2010
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 80'
Regia: Jean-Pierre Améris
Sceneggiatura: Jean-Pierre Améris, Philippe Blasband
Cast: Benoît Poelvoorde, Isabelle Carré, Lorella Cravotta, Lise Lamétrie, Swann Arlaud, Pierre Niney, Stéphan Wojtowicz, Jacques Boudet, Alice Pol, Céline Duhamel, Philippe Fretun, Grégoire Ludig, Philippe Gaulé, Joëlle Séchaud, Isabelle Gruault
Produzione: Pan Européenne, Studio Canal, France 3 Cinéma, Rhône-Alpes Cinéma, Climax Films, Radio Télévision Belge Francophone, Canal+, CinéCinéma, France Télévision, La Banque Postale Image 3, Cinémage 4, Uni Étoile 7, Le Tax Shelter du Gouvernement Fédéral de Belgique, Casa Kafka Pictures, Movie Tax Shelter Empowered by Dexia, Programme MEDIA de la Communauté Européenne, Procirep, Angoa-Agicoa, Centre National de la Cinématographie, Dexia
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 23 dicembre 2011
Trama: Angélique è da sempre un'emotiva. Eccellente cioccolataia, ha sempre nascosto il suo talento celandolo dietro il nome di fantasia di un eremita mai esistito. Viene assunta da Jean-René van den Hugde, direttore di una fabbrica di cioccolato i cui prodotti sono non esattamente richiestissimi e stimatissimi. L'emotiva Angélique è stata assunta, per un'incomprensione, non come cioccolataia bensì come addetta alle vendite, col compito di risollevare le sorti dell'azienda. Per di più, lo stesso Jean-René è emotivo, e pare si sia preso una cotta. Ipoteticamente, sarà un disastro.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Emotivi anonimiViene recuperata per le feste natalizie nostrane dalla Lucky Red questa pellicola del 2010, esemplare un po’ anemico di quel cinema tanto dolce – ma con quel pizzico d’amaro – che è fatto per piacere a tutti. Ben pochi fra voi hanno difatti la fortuna di potersi dire non affetti dalle proprie fisime, dalle proprie insicurezze, dalle proprie incomunicabilità, fra le quali un’addomesticata commedia che si rispetti deve saper pescare. Inoltre, notoriamente, il buon cibo – specie se dolce – difficilmente si disdegna.
Co-sceneggiando con Philippe Blasband (mente dietro a casi più pruriginosi come Una relazione privata di Frédéric Fonteyne e Nathalie… di Anne Fontaine, nonché il più recente Irina Palm di Sam Garbarski), il cinquantenne Jean-Pierre Améris riassume suddette fisime, insicurezze e incomunicabilità sotto l’appellativo di «emotività». Il film che ne trae è cristallino negli intenti quanto oltremodo rettilineo nello sviluppo.
Due solitari timidissimi sulla quarantina, direttore e impiegata alle vendite in una fabbrica di cioccolato allo scatafascio, sono una totale frana nei rapporti interpersonali: il primo (il belga Benoît Poelvoorde, visto di recente in Niente da dichiarare?) cela dietro al suo carattere brusco una ipersudorazione nervosa che lo costringe a cambiarsi camicia ogni due minuti; la seconda (Isabelle Carré), mago cioccolataio, è costretta a celare a tutti il suo talento dolciario a causa della sua profonda paura dell’attenzione altrui. Lei è in terapia in un gruppo di «emotivi anonimi», come da titolo; lui è in cura psichiatrica. Si incontrano, si piacciono, faticheranno «da matti» ma alla fine tutto si risolverà e l’anatroccolo emotivo che c’è in loro si trasformerà in cigno.
Assente la più minima analisi sociale, il film si compone di amorevoli quadretti che il montaggio di Philippe Bourgueil (all’opera in un altro – migliore – esemplare del genere quale Lezioni di felicità di Eric-Emmanuel Schmitt) cerca di presentare con la giusta dose di pepato racconto. Eppure, complice una sceneggiatura che non si adopera a nascondere o impreziosire quanto è già palese a chiunque, il risultato appare tirato per le lunghe pur raggiungendo la men che sindacale durata di 1h20’, e si è finito di dire tutto ben prima della conclusione. Poelvoorde e Carré, comunque, con la loro grazia aiutano a farci credere che i rispettivi personaggi non siano ancora arrivati alle nostre già consolidate conclusioni.

Giudizio: 2


blog comments powered by Disqus
You are here