Finalmente maggiorenni

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Titolo originale: The Inbetweeners Movie Finalmente maggiorenni / Locandina
Nazione: Regno Unito
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 97'
Regia: Ben Palmer
Sceneggiatura: Iain Morris, Damon Beesley
Cast: Simon Bird, James Buckley, Blake Harrison, Joe Thomas, Lydia Rose Bewley, Laura Haddock, Jessica Knappett, Tamla Kari, Emily Head, Theo James, Greg Davies, Anthony Head, Sam Creed, TJ Nelson, David Mumeni, Katarina Gellin, Christopher Battye, Belinda Stewart-Wilson, Cush Jumbo, James Lee Hunt, Theo Barklem-Biggs, Jimmy Roussounis
Produzione: Bwark Productions, Young Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 4 gennaio 2012
Trama: Simon è un giovane disperato: è appena stato lasciato dalla sua ragazza che adorava disperatamente. I suoi tre amici per la pelle, Will, Jay e Neil, che con lui hanno appena finito gli studi delle scuole superiori, decidono di fargli passare le pene d'amore organizzando una vacanza a Creta. I quattro partono per Malia con il desiderio di avere piaceri sessuali sfrenati, ma una volta giunti sul posto la dura realtà di imbranati li porta a disavventure senza fine. Per fortuna che incontrano quasi per caso quattro ragazze anch'esse vogliose di compagnia. Tra appartamenti fatiscenti, vecchie carampane assatanate e rivali d'amore grossi il doppio di loro, per la compagnia si tratta di un'autentica lotta alla sopravvivenza economica e morale verso un mondo che vuole infrangere i loro sogni.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Finalmente maggiorenniCon il titolo italiano non proprio ispiratissimo, arriva sul grande schermo il movie della molto spudorata sitcom britannica The Inbetweeners, l'«in between» essendo l'adolescenza. Le avventure metropolitane di quattro supernerd, dopo tre stagioni sul piccolo schermo, ora si ingrandiscono e chiudono il discorso con gli studi liceali, partendo on the road verso destinazioni come Creta, in particolare Malia.
Il primo dei quattro «sfigati doc» è Simon (Joe Thomas), che è appena stato lasciato dalla biondissima fidanzata ed è in uno stato di prostrazione totale, tanto da indurre i suoi strampalati amici – il malato di sesso virtuale Jay (James Buckley), il supercalcolatore e totalmente zero con le donne Will (Simon Bird), il molleggiato e povero di testa Neil (Blake Harrison) – a organizzare una vacanza a base di sesso sfrenato e bevute senza sosta per cercare di distrarlo. Ma tutto va a rotoli: l'appartamento è orrendo, con le ragazze non filano per nulla e tutto sembra ostile. Sarà l'incontro con quattro simpatiche donzelle, completamente diverse tra loro, a risollevar loro il morale, mentre le pene d'amore di Simon non finiscono perché la sua ragazza Carli (Emily Head) arriva anch'essa nel luogo di villeggiatura.
Le commedie teen, in mezzo ai loro numerosi difetti, hanno sicuramente un piccolo quanto insignificante (dato che viene usato sempre in maniera totalmente pecoreccia) pregio: poter ribaltare ogni tipo di canone tanto che, se un tempo era malizioso presentare delle belle donne ammiccanti come mamma le aveva fatte (un esempio totale è la commedia trash all'italiana), ora vige presentare maggiormente i nudi maschili, dato che i protagonisti non esitano a far vedere testicoli e genitali mentre delle ragazze non si vede praticamente nulla. Per il resto, questo movie adolescenziale è un campionario senza nessun guizzo di schifezze e disavventure, condite da misere brutte figure e piccoli inganni, che hanno fatto la fortuna di American Pie.
Rispetto ai famosi e famigerati per la critica «film della torta», si cerca di avere anche una componente sentimentale di qualche caratura. Tentativo fallito miseramente: ogni volta che c'è un approccio meno stantio e triviale (trovererete davvero di tutto, compreso un bidet invaso da sostanza organica defecata), succede un colpo di scena prevedibile come la telefonata del capo dopo un refuso, si torna ancora una volta a scene off (come i rapporti con le carampane e la dormita sul formicaio; non dimentichiamo la scena del vomito sulla barca) e tutto fila via sui binari di un'ovvietà e di un finale stereotipo da indurre a indossare il cappotto prima della liberatoria scritta «Fine».
A furia di far prendere mazzate ai protagonisti per renderli simpatici, si vorrebbe prendere metaforicamente qualche oggetto contundente per poter proseguire anche noi la terapia d'urto violenta. Anche gli aficionados della serie non avranno nessuna necessità di recuperarlo per chiudere un arco narrativo sospeso, anche perché non c'è davvero nulla del montato che meriti di essere ricordato. Più che «finalmente», vedendo quello che fanno i neo-adulti in questo film, dovremmo davvero dire «purtroppo».

Giudizio: 1


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