Aguasaltas.com – Un villaggio nella rete

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Titolo originale: Dot.com Aguasaltas.com - Un villaggio nella rete / Locandina
Nazione: Portogallo, Brasile
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 103'
Regia: Luís Galvão Teles
Sceneggiatura: Suzanne Nagle
Cast: João Tempera, María Adánez, Marco Delgado, Isabel Abreu, Margarida Carpinteiro, Lia Gama, José Eduardo, Maria José, Tony Correia, Pedro Alpiarça, Adriano Luz, André Nunes, Carlos Santos, José Neto, Rui Luís Brás
Produzione: Fado Filmes, Alta Producción, Ipso Facto Films, Zanzibar Films, VideoFilmes, Agência Nacional do Cinema, Eurimages Council of Europe, Ibermedia European Community Program, Irish Film Board, Ministerio de Cultura, Ministério da Cultura - ICAM Portugal, Radiotelevisão Portuguesa
Distribuzione: Kitchen Film
Data di uscita: 28 dicembre 2011
Trama: Águas Altas, sperduta e isolata cittadina di pochissimi abitanti del Portogallo. Un giovane ingegnere, arrivato tempo addietro per costruirvi una strada che forse mai verrà costruita, ha registrato un dominio internet col nome del luogo. Peccato una società di Madrid stia per lanciare un'acqua minerale dallo stesso nome, marchio registrato, e minacci azioni legali per 500.000€ se Águas Altas non cede il dominio.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Aguasaltas.com - Un villaggio nella reteDa fonti ITU, la penetrazione di internet in Portogallo al giugno 2011 era al 48% (in Italia, notoriamente, ce la caviamo non molto meglio); quella della Spagna al 62,2%. Ad Águas Altas, paesino di meno di 50 anime arroccato da qualche parte nel Portogallo interno, non hanno una strada che li colleghi degnamente col resto del mondo ma hanno almeno un computer, nel bar del locale sindaco (Tony Correia), un brasiliano arrivato laggiù chissà come, che riesce a visualizzare filmati online con la velocità della miglior banda larga. Un computer che, a guardarlo, gira ancora su un glorioso Pentium II del 1997. Complimenti.
I dati sulla penetrazione internet non sono nel film, ma spiegano a grandi linee il tipo di prodotto: da una piccola nazione che di internet sa poco o nulla, non ci si può di certo aspettare lo oltrepassi in stile The Social Network. Piuttosto, ci accoglie un prodottino alla buona di stampo prettamente televisivo, un bozzetto per animi candidi nel quale, alla fine, l’animo candido la fa in baffo alla tecnologia e a tutta la globalizzazione – sempre lei – che c’è dietro.
Il piccolo paesino è retto dalle sue autarchiche tradizioni. Le assemblee comunali, tanto per cominciare, si tengono in chiesa; il locale parroco (Adriano Luz) tiene in mano tutto asserendo placidamente di parlare come tramite del Cristo. Ai realizzatori della pellicola quest’autarchia va più che bene, e tutti i personaggi esterni alla ristretta comunità locale sono più idioti degli abitanti, per lo più comprensibilmente anziani, del borgo. Il punto è infatti, come già detto, dirci che loro la sanno lunga e tutti gli altri globalizzati no.
Fra gli abitanti va annoverato l’ingegner Pedro (João Tempera), trentenne venuto da Lisbona per costruire la strada che manca al paesino; non riuscitoci, gli rimane il dominio .com con lo stesso nome della cittadina, nel quale faceva il countdown all’assemblea comunal-ecclesiastica nella quale si sarebbe deciso se la strada s’aveva da fare o meno. Gesù, tramite il prete, aveva detto di no. Il fatto che lo stesso nome sia diventato marchio registrato per un’acqua minerale spagnola porta una dipendente della proprietaria compagnia (María Adánez) a tentare di recuperare il recuperabile, mentre il governo tenta di ristabilire l’ordine (anche mediatico).
È una densa rete d’interessi, da quelli di una piccola multinazionale iberica a quelli dei soliti pettegolezzi di paese. Ma alla fine, sempre col beneplacito di Gesù per tramite del prete, finisce che i cinquanta cittadini o giù di lì fanno fessi sia la multinazionale sia il governo, intascando il doppio del compenso e mantenendo la proprietà del nome. La strada, però, non vogliono ancora si costruisca, così come vogliono rimandare per altri dieci anni il problema del loro sito internet: sembrano decisi a resistere a ogni intrusione esterna, e a far calare il Portogallo non solo nelle classifiche di penetrazione internet ma anche in quelle di altre importanti reti infrastrutturali.
Andrebbe anche bene avessero una buona idea di cosa far con loro stessi, ma a giudicare dalla sgangherata sceneggiatura dell’irlandese Suzanne Nagle nessuno sa bene neppure da che parte stare e in che momento. Uscito in Portogallo nell’aprile 2007, viene recuperato – non si sa perché – come ultima uscita italiana 2011, in sole 4 sale.

Giudizio: 1


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