Non avere paura del buio

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Titolo originale: Don't Be Afraid of the Dark Don't be afraid of the dark / Locandina
Nazione: U.S.A., Australia
Anno: 2011
Genere: Horror
Durata: 99'
Regia: Troy Nixey
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Matthew Robbins
Cast: Katie Holmes, Guy Pearce, Bailee Madison, Alan Dale, Julia Blake, Jack Thompson, Nicholas Bell, Dylan Young, Emelia Burns, Eliza Taylor-Cotter, Edwina Ritchard, Garry McDonald
Produzione: Gran Via, Miramax Films, Tequila Gang
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 13 gennaio 2012
Trama: Sally è una bimba con dei problemi di concentrazione, dall'umore instabile e con i genitori separati. Quando viene costretta dalla madre a recarsi nella grande villa di campagna del padre, trova Kim, la nuova compagna del genitore con cui non va per nulla d'accordo. Ma questo è il minore dei problemi, scoperta una vecchia cantina in disuso, da essa ne escono nel buio dei piccoli esserini deformi vogliosi di denti di bambini che incominciano a tormentarla senza fine. Cattivi e pericolosi, non esiteranno a fermarsi di fronte di fronte a nulla per carpire la bimba, mentre Sally non trova il modo di convincere gli adulti che le sue non sono fantasie ma realtà.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

dont-be-afraid-of-the-dark1Guillermo del Toro (Il labirinto del fauno) produce e sceneggia questo thriller a fosche tinte ma dalla profondità zero (si conta un solo vero momento in cui si salta sulla poltrona) lasciandolo dirigere ad un autore di fumetti, Troy Nixen. Dopo un interessante prologo nel passato in cui vediamo le radici del male futuro, incontriamo i tre protagonisti, il padre Alex Hirst (Guy Pearce in versione alimentare per nulla coinvolto dal progetto), la figlia Sally (Bailee Madison) e la nuova compagna di lui, Kim (la signora cruise Katie Holmes). Sally ha problemi di concentrazione, e ora è stata scaricata dalla madre al padre, ovviamente nonostante la buona volontà di Kim i rapporti con la piccola non riescono ad essere sereni. Alex ora sta risistemando una lussuosa magione con annesso incantevole giardino, peccato che la villa nasconda un terribile segreto, degli esserini crudeli e deformi stanno per essere involontariamente liberati dalla curiosa e annoiata Sally, mettendo in pericolo sia la sua vita che quella di tutti. Oltretutto il piccolo popolo è molto furbo ed evita accuratamente di palesare la propria presenza. Non sappiamo bene cosa abbia indotto la produzione a riprendere un vecchio telefilm del 1973, forse la carenza d'idee, peccato però che lo abbia fatto in maniera talmente poco convincente da far risultare questo lavoro uno dei thriller più ridicoli degli ultimi tempi, con un design inconsistente simile ai gremlins per i mostrini e alla trilogia dell'anello (gli esserini parlano come Gollum, sembra che stiano per dire dei denti di cui sono golosi "Il nostro tesssorooo") . Per non parlare, sempre in fase negativa, dei buchi di sceneggiatura (uno di essi viene spiaccicato contro una libreria e Sally non lo dice agli adulti dopo che per tutto il film cerca prove, anche con una desueta fotocamera a sviluppo immediato, della loro esistenza), delle forzature (un lavorante che è a conoscenza dell'esistenza dei pestiferi esserini si fa ferire in maniera multipla senza reagire), delle citazioni maldestre (la scena della vasca) e del finale davvero pacchiano che ci fa venire una terribile voglia di non sostare più in quella sala che ha ospitato un film tanto noioso. I canoni del thriller in fondo per un pubblico che di base non pretende molto non sono poi tanto difficili da eseguire, qualche musica d'atmosfera, qualche svolta inaspettata da prendere magari da film che nessuno conosce per sembrare geniali, ma soprattutto serve che i protagonisti appaiano terrorizzati ed eseguano azioni logiche in preda alla frenesia di salvezza. Invece nulla di ciò, la bambina è di una antipatia poderosa, i due adulti sembrano idioti che nonostante accadano fatti chiaramente pericolosi vogliano farla soffrire apposta (d'altronde altrimenti il film come potrebbe proseguire sembrano dire gli sceneggiatori svogliati?) e tutto l'insieme di cento minuti circa fa aprire la bocca per lo sbadiglio e non certo per l'urletto liberatorio di sorpresa. Cosa rimane da salvare? Una buona carrellata iniziale figlia dei film di Burton, le location, qualche dipinto murale che segnala il pericolo e una fotografia almeno decente, troppo poco per investire tempo e denaro in questa pellicola su cui, visto l'uomo dietro al progetto, si poteva dare qualche possibilità.

Giudizio: 1,5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1,5


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