Mission: Impossible - Protocollo fantasma

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Titolo originale: Mission: Impossible - Ghost Protocol
mission-impossible-ghost-protocol / Locandina
Nazione: U.S.A.
Anno: 2011
Genere: Azione, Thriller
Durata: 132'
Regia: Brad Bird
Sceneggiatura: Josh Appelbaum, André Nemec
Cast: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Léa Seydoux, Josh Holloway, Ving Rhames, Tom Wilkinson, Michael Nyqvist, Anil Kapoor
Produzione: Bad Robot, FilmWorks, Paramount Pictures, Skydance Productions, Stillking Films
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Data di uscita: 27 Gennaio 2012
Trama: Ethan Hunt è in prigione, finito dopo l'uccisione di sei serbi in circostanze misteriose. Venuti in suo aiuto i compagni dell'IMF, riesce a fuggire e si reca al Cremlino per la missione incaricata, ma vengono invece accusati di un terribile attentato terroristico. A questo punto si attiva il protocollo fantasma, cioè la missione senza riconoscimento governativo. La posta in gioco è altissima, sventare un attacco nucleare, la cosa è talmente importante che Ethan e il gruppo non esiteranno a scalare un grattacielo e sfidare una tempesta di sabbia.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI


mission-impossible-ghost-protocolEthan Hunt/Tom Cruise capitolo quattro. Dopo De Palma, Woo, Abrams, ecco arrivare (sotto il patrocinio dell'autore di Lost e Alias) Brad Bird, al suo primo film con persone in carne ed ossa dopo essere uscito all'attenzione di tutti con Il gigante di ferro e i due Pixar (Ratatouille e Gli incredibili). Il nostro inossidabile agente è davvero nei guai, è finito in una prigione russa. I suoi amici non si perdono d'animo e cercano di salvarlo a tutti i costi riuscendo a liberarlo. Incomincia una missione al Cremlino, ma il gruppo dell'Impossible Mission Force (IMF) viene accusato di un terribile attentato terroristico che avviene durante l'azione. Il segretario dell'IMF (Tom Wilkinson) li avverte che è stato attivato il protocollo fantasma del titolo, nessuno del gruppo agirà sotto protezione dell'istituto ma solo come cani sciolti senza riconoscimenti. L'informatico Benji Dunn (Simon Pegg, al secondo film di MI), lo statista William Brandt (Jeremy Renner) e la bella Jane (una agilissima e sensuale Paula Patton) si uniscono a Ethan per fermare un pericoloso terrorista, Kurt Hendricks (Michael Nyqvist di Uomini che odiano le donne), che ha una organizzazione spietata e l'appoggio di una inarrestabile killer a pagamento con diamanti (Léa Seydoux). Con un budget di ben 140 milioni di dollari la produzione Cruise/Abrams stavolta esagera alla grande in nome di una azione sfrenata con delle scene molto particolari, tecnicamente ineccepibili nati dai creativi della Industrial Light & Magic, come quella mozzafiato del grattacielo più alto del mondo di Dubai, il Burj Khalifa, dove un Cruise sprezzante del pericolo sale sui vetri grazie a dei guanti che fanno presa (scene tra l'altro fatte senza controfigura), per affrontare poi il nemico durante una tempesta di sabbia. Oltre a Dubai, ci sono Praga, Mosca, Mumbai e Vancouver, la sceneggiatura non esita a mandare in giro per il mondo l'eterogeneo gruppo che si mescola efficacemente, con Pegg che fa lo spiritoso e il pensatore mentre gli altri sono soprattutto pronti all'azione. Il film, forse leggermente lungo (132 minuti), si dota delle musiche del fidato Michael Giacchino (il tema base ovviamente c'è anche se riarrangiato in alcuni punti) e di attrezzature ultratecnologiche di ogni tipo, compreso un telo che cambia le prospettive di visione di una guardia confusa ed attonita. Per un film di questo tipo poi si è preferito evitare qualunque intrico ed ingorgo e tutto si capisce in maniera molto scorrevole senza particolari sforzi, in nome di un divertimento molto semplice che riempie gli occhi ma non ha certo il fascino del primo irraggiungibile capitolo (la cosa si percepisce sin dalle prime scene con quei credits su una lunga miccia che si consuma e la battaglia nelle celle). Altro punto dolente in mezzo all'azione senza sosta è il fatto che il personaggio della killer interpretata dalla Seydoux poteva essere molto meglio sviluppato invece rimane sospeso e si perde, ottimo e luciferino invece Nyqvist con quelle espressioni di cattiveria che non lasciano scampo a chi prende di mira. Per riallacciarsi al passato due cammei nel finale, quello della Monaghan e di Ving Rhames (che con Cruise è l'unico presente in tutti e quattro i film, anche se qui per poco). La tradizione di Ethan Hunt continua a colpi di dollari ma poco col cuore, il film è scorrevole e un perfetto disimpegno ma, volutamente, non ha avuto la minima intenzione di andare oltre alle roboanti scene d'azione e di situazione, le belle donne, i luoghi suggestivi, sfruttando un Cruise in forma fisica ineccepibile che non esita ad apparire a torso nudo su un cornicione di palazzo pur se ormai d'anagrafe cinquantenne, con una trama per nulla innovativa che sfrutta canovacci ormai superproposti (la minaccia nucleare stile Bond) e tipici dei film della guerra fredda di cui vuole riproporre lo spauracchio. Se vogliamo e per fortuna (quando cerca di essere riflessivo come nella scena del vagone ultratecnologico diventa anche ridicolo) può bastare anche questo nel cinema fast food di oggi, prodotto di sicuro tutt'altro che becero per cui un capitolo cinque non sarebbe certo un particolare fastidio.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2,5

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