| Titolo originale: |
The Thing
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| Nazione: |
U.S.A., Canada
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| Anno: |
2011
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| Genere: |
Thriller, Fantascienza
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| Durata: |
103'
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| Regia: |
Matthijs van Heijningen Jr.
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| Sceneggiatura: |
Eric Heisserer, Ronald D. Moore
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| Cast: |
Mary Elizabeth Winstead, Eric Christian Olsen, Joel Edgerton, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Ulrich Thomsen, Jonathan Walker, Kim Bubbs, Stig Henrik Hoff, Carsten Bjørnlund
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| Produzione: |
Strike Entertainment
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| Distribuzione: |
Universal Pictures Italia
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| Data di uscita: |
04 Maggio 2012
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| Trama: |
Siamo nel 1982, in Antartide, dove viene scoperta un'astronave aliena seppellita tra i ghiacci, da cui si estrae il corpo di una creatura aliena ancora ibernato. La paleontologa Kate Lloyd viene incaricata di collaborare con gli scienzati norvegesi della base, ma appena l'alieno si libera della prigione di ghiaccio comincia una terribile mattanza, perchè l'essere venuto d'oltrespazio si impossessa dei corpi delle sue vittime duplicandone i tratti e le forme. Riuscirà la coraggiosa paleontologa a capire il suo punto debole e salvare quanti più compagni possibile? |
Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Non cercate tra i cinema italiani questo film, almeno non per ora. La pellicola diretta da Matthijs van Heijnengen Jr. è uscita in tutto il mondo il 14/10/2011, mentre nel nostro paese, per motivi davvero misteriosi arriverà solo a maggio 2012. Noi di Cine Zone siamo riusciti a vederlo in anteprima sottotitolata e ve ne diamo resoconto sin da ora; come da titolo è il prequel del film capolavoro di John Carpenter, raccordandosi perfettamente con quel mitico film, la scena della fuga del cane infettato dalla base norvegese alla base americana inseguito dall'elicottero (avviene la cosa, scusate il gioco di parole, sui titoli di coda per cui non lasciate subito la sala). Quando uscì il lavoro carpenteriano fu anche snobbato, per diventare con il passare del tempo un classico del genere, grazie anche agli strepitosi effetti speciali di trasformazione sanguinolenta di Rob Bottin (lo stesso di Robocop), amato dai cultori e spesso citato in altri lavori (guarda caso Alien 3 di Fincher ha un cane come veicolo e involucro della minaccia aliena). Ora arriva, non si sa onestamente con quale senso, questo risibile prequel che nulla aggiunge e nulla varia a quanto visto oramai trenta anni fa. Credeteci, mai parole potrebbero essere più aderenti, questo film segue in maniera pedante e quasi totale la pellicola precedente/seguente, con gli stessi avvenimenti presi pari pari o con piccole variazioni (le otturazioni dei denti per identificare gli infetti anzichè il sangue scottato, la segregazione nel magazzino esterno alla base capanna di due sospettati anzichè uno, la protagonista femminile e non maschile) e le trasformazioni, comunque decenti visivamente, completo omaggio al lavoro di Bottin con propaggini di quelli di Yuzna (con Society). La trama è questa, la paleontologa Kate Lloyd (una ridicola Mary Elizabeth Winstead) parte per una base norvegese nell'Antartide per indagare su una scoperta rivoluzionaria, un'astronave sepolta nel ghiaccio e un alieno congelato da studiare. Ma arrivati alla base (la stessa che poi Russell visiterà nell'altro film per cercare di capire il mistero) lei e i norvegesi finiranno nelle mire duplicative/assorbenti dell'alieno che si libera e incomincia una spietata caccia all'uomo (e alla donna) che si possono difendere solo a colpi di lanciafamme. Già pensare di sostituire Russell con la Winstead (che non si spoglia per giunta) è pura follia, ma fare un film fotocopia (a suspense zero) spacciandolo per logica narrativa solo perchè raccorda e ci spiega la fuga del cane è ancora più assurdo. Ovviamente vederlo senza recuperare l'origine non ha nessun senso, per cui avendo quattro mesi a disposizione avete tutto il tempo per impreziosire la vostra videoteca o noleggiarlo, ma questo è il solo merito di una pellicola figlia del fatto che oramai il cinema d'intrattenimento vive soltanto di remake, sequel, reboot e altre cose divertenti da dire ma noiosissime da vedere perchè fatte non tanto senza arte ma soprattutto senza amore. Un tempo c'erano dei remake ben superiori all'originale (come La mosca di Cronenberg o lo stesso The Thing), ora la gara al clonare male sembra non avere fine. Interessante il fatto che duplicando Carpenter si fa paradigma con "l'operato" della spietata creatura, ma credete, questo fatto non è passato minimamente per la mente dei produttori. Se siete cultori di genere questo è solo l'ennesimo film senza arte ne parte che piace solo perchè ha quel sottofondo narrativo di gusto, se pensate che Carpenter sia solo una macchina dal nome curioso dirigetevi assolutamente altrove.
Giudizio: