| Titolo originale: |
La cara oculta
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| Nazione: |
Spagna, Colombia
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| Anno: |
2011
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| Genere: |
Thriller
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| Durata: |
95'
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| Regia: |
Andrés Baiz
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| Sceneggiatura: |
Andrés Baiz, Hatem Khraiche
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| Cast: |
Martina García, Quim Gutiérrez, Clara Lago
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| Produzione: |
Avalon, Cactus Flower, Dynamo, Fox International Productions (FIP)
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| Distribuzione: |
Moviemax
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| Data di uscita: |
10 Febbraio 2012
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| Trama: |
Siamo in Colombia, Bélen è scomparsa lasciando un messaggio d'addio al suo compagno Adrián, sospettato da lei di tradirla e stimato direttore d'orchestra. Dopo l'iniziale stordimento, Adrián conosce e si innamora della bella Fabiana, una cameriera che vede in lui anche la possibilità di una carriera e di poter godere della sua grande casa. Dove è finita però Bélen? La risposta è sconvolgente, e coinvolgerà i due amanti in una situazione davvero anomala.
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Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Una grande casa, una stanza nascosta di memoria nazista (una sorta di Panic room fincheriana) e un triangolo anomalo, questi gli ingredienti di questo thriller ispano-colombiano che fa del ribaltamento dei ruoli allo specchio il suo punto di forza. Il protagonista è Adriàn (Quim Gutiérrez), un direttore d'orchestra stimato con il pallino delle donne, che incontra la bella Fabiana (Marisa Della Pasqua), una cameriera arrivista che vede in lui oltre che il classico bel tipo anche un punto di forza economico dato che è ricchissimo e vive in una casa stupenda a Bogotà. I due si trovano nella loro casa, insieme al cane Hans, la storia sembra andare bene, ma c'è il dilemma della scomparsa della precedente fidanzata di lui, Belén (Clara Lago). A un certo punto del film comincia un flashback che ci fa vedere cosa c'è dietro lo specchio, una stanza insonorizzata e dotata di quanto serve per vivere, in cui è finita prigioniera Belén, che dopo aver cercato di fare uno scherzo ad Adrián per provarne la fedeltà si è nascosta dentro, ma ha perso la chiave per aprire la stanza ideata tempo addietro da un tedesco filonazista. Il film é strutturato in questa, valida, maniera, in una prima parte vediamo i comportamenti di Fabiana e Adrián che amoreggiano (se vi interessa la bella Martina García si propone in vari nude-look), le situazioni strane di lei che ha dei comportamenti strani nel cercare di capire i messaggi dal lavandino e le docce ustionanti, condite da sapienti, per la supense, cadute di corrente e black-out conseguenti. Poi tutto si ribalta, il lungo flashback ci fa vedere come Belèn è finita prigioniera, come ha reagito di fronte alle scene dei due amanti che é obbligata a guardare dallo specchio, come cerca di comunicare per uscire dalla trappola, tutte le situazioni poco chiare viste prime dalla visuale da dietro l'armadio ora prendono logica e senso, la prospettiva multipla è fatta con tempestiva precisione nel ricollegare. Un meccanismo funzionale e preciso
sulle esasperazioni dell'amore, che attrae e coinvolge lo spettatore in maniera molto confortevole senza stancarlo nonostante la obbligata staticità di alcune situazioni, che sfrutta la musica di orchestra per i momenti clou della vicenda. Quello che nuoce veramente non sono certo le citazioni a Psyco (che sono obbligatorie in ogni situazione con doccia e vasca) ma il taglio decisamente televisivo dato al lavoro, che in alcuni momenti sembra una fiction di Mediaset. D'altronde dallo sconosciuto Andrés Baiz non si poteva poi pretendere chissà quale volo pindarico di arte, ha fatto il suo lavoro con onestà; se volete un thriller discreto senza particolari pretese il sostare in sala a vedere La cara occulta (titolo originale, quello italiano si rifà a Le verità nascoste con Harrison Ford e la Pfeiffer) non è certo una sofferenza.
Giudizio: