| Titolo originale: |
ATM |
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| Nazione: |
U.S.A., Canada
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| Anno: |
2012
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| Genere: |
Thriller
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| Durata: |
90'
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| Regia: |
David Brooks
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| Sceneggiatura: |
Chris Sparling
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| Cast: |
Alice Eve, Josh Peck, Brian Geraghty, Steve Nagribianko, Will Woytowich, Aaron Hughes, Glen Thompson
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| Produzione: |
Buffalo Gal Pictures, Gold Circle Films, The Safran Company
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| Distribuzione: |
M2 Pictures
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| Data di uscita: |
17 Febbraio 2012
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| Trama: |
E' Natale, e tre colleghi, due uomini e una donna, escono dalla festa aziendale. Avendo la necessità di fare un prelievo di denaro, si recano a un bancomat fuori zona. Improvvisamente devono asserragliarsi dentro il locale ATM perché un pazzo psicopatico uccide senza motivo un passante e attende per puro divertimento le loro mosse di fronte alla porta, fornendo dall'esterno sempre nuovi pericoli al terrorizzato terzetto. Mentre il gelo imperversa e il lucido folle non molla il controllo della situazione, le speranze di salvezza sembrano ormai nulle.
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Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Chi poteva immaginare che andare a fare un'operazione semplicissima come prelevare da un bancomat potesse diventare un incubo? Teoricamente nessuno, ma invece Chris Sparling sceneggiatore di quel piccolo gioiello che è stato Buried ha avuto un'illuminazione in questo senso, creando questo strano ATM (che sta per Automated Teller Machine e non c'entra con i trasporti milanesi), dove tre colleghi si trovano costretti dentro un grande locale di prelievo contante, fuori città, di notte, in una zona poco frequentata. Siamo durante le feste natalizie, David (Brian Geraghty) ha deciso di provarci con la bella collega Emily (Alice Eve, la bionda mozzafiato di Lei è troppo per me e tata di Charlotte in Sex and the city 2). Con una scusa i due lasciano la festa aziendale, peccato che devono portarsi dietro un altro collega, Corey (Josh Peck) che chiede di passare a un bancomat. Sarà la decisione più errata della loro vita, dato che un pazzo psicopatico (che non vedremo mai in volto) ha preparato un lucido folle piano per torturali psicologicamente, agendo al di fuori del locale bancomat senza mai entrarci direttamente, zona chiusa in cui loro tre devono rimanere dentro pena la morte. Siamo di notte, in inverno, il freddo, la paura e la tensione fanno agire in maniera irresponsabile i prigionieri facendoli anche scontrare tra loro. Nato nel genere film claustrofobico, questo è il classico esempio di come un modesto incipt possa diventare interessante con qualche trovata intelligente, una situazione surreale poco percorsa (ma anche poco modificabile in futuro, nonostante il finale possa presupporre a un seguito) e un'atmosfera thriller che si incupisce man mano che le persone per la lotta alla sopravvivenza compiono azioni scellerate. Ogni oggetto di uso comune presente nel bancomat (un semplice cestino, dei depliants pubblicitari) può diventare un'arma o un sistema di sopravvivenza, mentre la polizia, la società ultra tecnologica che controlla le nostre vite come un grande fratello è completamente assente e tutto è un mano a un lucido pazzo. Per dare l'allarme si cerca in ogni modo di contravvenire alle regole dell'uso del distributore di denaro, sbagliando i PIN, distruggendo l'impianto, e quelli che sarebbero stati dei motivi di condanna per vandalismo ora si giustificano e si comprendono. Il film parte mostrando il killer che elabora il piano, poi ci mostra come delle persone vivano giovani vite normali e di non particolare risalto che in un attimo per una semplice azione quotidiana si trovano con ogni certezza futura spazzata via, oltretutto nei giorni di Natale dove si solito dovrebbe vigere l'ottimismo, dando la colpa anche alla crisi economica accusandosi di aver dovuto fare dei piani di contratto a qualcuno che ora si vendica. Il finale non è per nulla consolante, la tensione si mantiene alta per tutto il film, meno geniale di Buried, ma assolutamente lavoro e prodotto dignitoso per una serata di intrattenimento a tinte forti. Dirige il giovane esordiente David Brooks.
Giudizio: