War Horse

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Titolo originale: id. War Horse / Locandina
Nazione: U.S.A.
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 150'
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Lee Hall, Richard Curtis
Cast: Jeremy Irvine, Emily Watson, Peter Mullan, David Thewlis, Benedict Cumberbatch, Tom Hiddleston, Toby Kebbell, Eddie Marsan
Produzione: Amblin Entertainment, Touchstone Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 17 Febbraio 2012
Trama: Siamo alla vigilia della prima grande guerra mondiale, Inghilterra, Albert Narracott è il figlio di una coppia di contadini che vive stentamente oppressa dai debiti. Un giorno suo padre Ted vede all'asta un cavallo stupendo, un puledro purosangue inadatto a trainare l'aratro ma decisamente affascinante come portamento. A un prezzo per lui impossibile lo compra; appena arriva a casa tra Albert e Joey, questo il nome che gli viene dato, si instaura un rapporto speciale di rispetto e amicizia. Quando comincia la guerra i due si devono separare e il cavallo passa attraverso la gestione di varie persone, completamente diverse, che a loro modo lo ammirano e gli vogliono bene. Joey per tutti diventerà il cavallo miracoloso, galoppando da solo o in compagnia attraverso varie situazioni, anche tragiche, sarà un segnale di speranza e fiducia in un momento tanto oscuro per il mondo.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

War Horse / 1Torna Spielberg (dopo la parentesi animata di Tin Tin) con una storia delle sue, un'epica di guerra con protagonista un cavallo davvero speciale di nome Joey (animale bravissimo a recitare, riprendiamo Lee Marvin in Cat Ballou che disse che il cavallo recitava meglio degli umani e di lui) che galoppando a destra e a manca in uno scenario devastato dalla guerra porterà con il suo coraggio, la sua abnegazione al lavoro e la sua intelligenza un monito di coraggio e fiducia in tutte le persone che incontra durante la sua epopea di passaggio di consegne e proprietà forzate dalla situazione. Siamo poco prima della prima guerra mondiale, Joey viene notato da un povero ma fiero agricoltore di nome Ted Narracott (Peter Mullan), ex-combattente, che lo compra a dispetto del suo bieco padrone di terreno Lyons (David Thewlis) a una cifra per lui folle che rischia di mandarlo in rovina. Quando il cavallo incontra suo figlio Albert (Jeremy Irvine) tra i due nasce da subito un rapporto speciale che li porta a un'empatia completa, Joey nonostante sia inadatto al traino arerà il campo e salverà l'economia della famiglia, composta anche da madre coraggio Rosie (la solita bravissima Emily Watson di Le ceneri di Angela, perfetta in tali parti). Ma la grande guerra arriva, Joey viene arruolato nell'esercito dei cavalleggeri di sua maestà e si deve separare da Albert. Da qui in poi il cavallo passerà in mano a varie persone, ufficiali inglesi, soldati semplici tedeschi, un nonno (Niels Arestrup) e una bimba, fino a diventare una specie di simbolo di coraggio e speranza per tutti coloro che combattono e vivono nella situazione contingente. Spielberg si sa, grazie anche al suo sterminato patrimonio, quando ha un progetto non si ferma davvero di fronte a nulla, neppure quando la trama da proporre sembra avere dei contorni stucchevoli e parecchio patetici, d'altronde non esitò a girare un polpettone come Salvate il soldato Ryan solo per i trenta superbi minuti iniziali, e stavolta non ha esitato a sferrare un nuovo colpo alla sua carriera nobilitata da un capolavoro come Schindler's List con questa storia di animali (il cavallo Joey ha come spalla un superbo cavallo nero) che sono tanto intelligenti e nobili rispetto agli umani che si dedicano all'odio a tal punto da sacrificarli per il trasporto di pesanti cannoni o nelle battaglie campali. Come in Malick e la sua Sottile linea rossa, vediamo come la natura violentata sia protagonista, che deve eseguire uno sforzo per produrre vita (l'aratro) oppure morte (le armi pesanti) e sia l'unica cosa capace di dare una sorta di dialogo tra le parti in lotta, esuberando il significato di quanto detto nella scena piuttosto patetica e patinata dell'incontro nella terra di nessuno con le cesoie e la moneta. Se nulla possiamo dire su tutti i lati di costruzione fisica del film, quello che stona è l'eccessivo buonismo che regna su scene campali perfette e una costruzione tecnica senza sbavature, ogni volta Joey sembra trovare solo quello che è genuino e consapevole, arriva puntuale una siringa di esagerata fiducia quasi il bene cercasse le nicchie di gioia umana nascoste nel male, senza voler mai approfondire (cosa assolutamente voluta e cercata, non è la storia con la S maiuscola la protagonista, l'ambientazione è una scusa come un'altra per l'esaltazione del coraggio equino) motivazioni e logiche, con dialoghi che alla fine vanno sempre a riprendersi, con le aste ripetute per una proprietà che di reale non ha nulla dato che il protagonista è tutela solo di se stesso e del mondo, la voglia di porre fine alle sofferenze di Joey che poi per un motivo o l'altro per fortuna non avviene. Se vi piacciono le scene fatte bene e con un invito molto chiaro alla lacrima facile non scartate la sala dove lo fanno (se poi amate quelle di animali è imperdibile), certo che speravamo visto il regista e l'ambientazione bellica una storia più originale e in qualcosa di meglio di più di un buon film con un cavallo eroe immortale, ma ormai Spielberg sembra voler dedicarsi solo a una sorta di gustoso piacere personale senza cercare di graffiare e lasciare segni importanti.

Giudizio: 2,5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2,5


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