L'alba dei morti dementi – Shaun of the Dead

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Titolo originale: Shaun of the Dead L'alba dei morti dementi - Shaun of the Dead / Locandina
Nazione: Regno Unito, Francia
Anno: 2004
Genere: Commedia, Horror
Durata: 99'
Regia: Edgar Wright
Sceneggiatura: Simon Pegg, Edgar Wright
Cast: Simon Pegg, Kate Ashfield, Nick Frost, Lucy Davis, Dylan Moran, Penelope Wilton, Nicola Cunningham, Peter Serafinowicz, Bill Nighy
Produzione: Studio Canal, Working Title Films, WT2 Productions, Big Talk Productions, Inside Track 2, FilmFour
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 20 Agosto 2004
Trama: La vita di Shaun sta andando a rotoli e lui non fa altro che perdere tempo nel pub del quartiere con il suo migliore amico Ed, trascurando i problemi con sua madre e la fidanzata Liz. Quando Liz lo lascia, finalmente Shaun decide di mettere a posto la sua vita per riconquistare il cuore della sua ragazza, recuperare il rapporto con la madre ed affrontare le responsabilità della vita adulta. Ma i morti sono tornati in vita e minacciano di divorare i vivi. Di fronte a questa epidemia di zombi Shaun, armato di mazza da cricket e vanga, non si tira indietro e insieme a Ed tenta in ogni modo di salvare la madre, il patrigno e la fidanzata con i suoi amici.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

L'alba dei morti dementi - Shaun of the DeadGeorge A. Romero insegna, da ultimo ne La terra dei morti viventi: gli zombie parlano di noi. Simon Pegg ed Edgar Wright (entrambi scrivono; il primo recita ed il secondo dirige), due trentenni inglesi, hanno tenuto fede all'insegnamento attaccandolo con ironia ai propri coetanei connazionali. Shaun of the Dead racconta di un ben poco attivo commesso di un negozio di elettronica (Simon Pegg) che un bel giorno si sveglia per scoprire che durante la notte Londra e l'intera Inghilterra hanno iniziato ad essere in preda a dei defunti che camminano.
Ma non è neppure esatto: le sue principali occupazioni sono stare in casa col suo migliore amico Ed (Nick Frost) a guardare la tv e bere birra al Winchester, l'unico pub o locale che conosca. Difatti, la mattina in questione Shaun ha i soliti postumi della sbornia e, camminando camminando, neppure si accorge del fenomeno: quando una ragazza si affaccia nel giardinetto di casa, lui e l'amico sono sicurissimi che anche il suo barcollare sia collegato all'alcol. In effetti la sua vita da sfaticato è al momento troppo complicata per notare queste minuzie: la sua ragazza Liz (Kate Ashfield) è stufa del Winchester, sta per mollarlo, e lui deve prenotare un ristorante per la serata, mentre il giorno dopo dovrà presentarla alla madre (Penelope Wilton) ed al patrigno che detesta (Bill Nighy). Normale, quindi, che neanche l'infinita serie di notiziari sull'argomento, inseriti nello zapping fra video musicali e calcio, richiami tempestivamente la sua attenzione: la tv serve principalmente per abbuffarsi di sport o, specie per l'amico Ed ancor più nullafacente, per sollazzarsi con i videogame.
Anche loro però devono fare i conti col panorama e, per difendersi, prendono in mano l'equivalente britannico della mazza da baseball, una meno convincente mazza da cricket per colpire i morti ambulanti in testa. Nonostante ogni consiglio contrario (l'anchor di SkyNews Jeremy Thompson non fa che ripetere di chiudersi in casa e non raggiungere i parenti), Ed e Shaun vagliano vari piani d'azione e alla fine decidono di tuffarsi in macchina per raccogliere famiglia e ragazza del protagonista e rinchiudersi in un posto a prova di bomba: il Winchester.
È una parodia della serie di Romero, ma l'attenzione è sin da subito imposta sugli umani. La vita del protagonista ha venti minuti buoni per esserci mostrata in tutta la sua pochezza: quando i morti arrivano a frapporsi fra lui, il divano di casa ed il Winchester, di fatto la loro minaccia immediata è più che altro quella di rompere la routine. È come se fossero una rottura di scatole e non un pericolo per la propria vita; non a caso, il luogo designato per l'assedio, una strenua difesa del proprio life-style, è il luogo-simbolo del vivere dell'isolano medio, ossia il pub, nel quale Shaun ha intenzione di bere e basta finché non sarà tutto finito. Con rispetto per il genere, nonché per l'umorismo britannico (non aspettatevi di ridere in modo fragoroso), questa piccola produzione (che comunque ha avuto i suoi rispettabilissimi 4 milioni di budget) rappresenta una riproposizione particolare del mito, magari da riguardare per apprezzarne meglio lo spirito.

Giudizio: 3


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