| Titolo originale: | id. | ![]() |
| Nazione: | Italia |
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| Anno: | 2009 |
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| Genere: | Commedia |
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| Durata: | 85' |
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| Regia: | Susanna Nicchiarelli |
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| Sceneggiatura: | Teresa Ciabatti, Susanna Nicchiarelli |
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| Cast: | Miriana Raschillà, Claudia Pandolfi, Sergio Rubini, Pietro Del Giudice, Michelangelo Ciminale, Valentino Campitelli, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando |
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| Produzione: | Fandango, Rai Cinema, Ministero per i Beni e le Attività Culturali |
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| Distribuzione: | Fandango |
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| Data di uscita: | 11 Settembre 2009 |
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| Trama: | Sin da bambina, la ribelle Luciana è determinata ad essere una vera comunista. A quindici anni, nel 1963, è particolarmente attiva nel circolo di partito del suo quartiere alla periferia di Roma, assieme al padre ed al fratello epilettico. Sembrano interessarle solo le mirabolanti imprese spaziali sovietiche, ma a breve sarà distratta dagli affari di cuore. |
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Recensione di ALBERTO DI FELICE
Questo debutto nel lungometraggio della romana Susanna Nicchiarelli è un sollievo per la sua spensierata naturalezza indipendente, cosa assai rara da trovare in un panorama nostrano che è spessissimo imbalsamato da dinamiche industriali deleterie. È viceversa proprio con sana incoscienza che la Nicchiarelli si butta—totalmente, come si fa con i progetti nei quali c'è per prima cosa evidentissimo investimento personale—nella costruzione di una favola proletaria in una periferia romana di tempi da lei non vissuti (classe '75, mentre dopo il prologo siamo nel 1963), raccontando tramite la stramba storia di una ragazzina, della sua famiglia e del suo quartiere gli scontri di ideologie e stili filosofici di vita (in buona parte, almeno per dei ragazzi, un paragone fra due giganteschi «supereroi-nazione») che hanno accompagnato il bipolarismo.Una pellicola che appartiene al miglior lignaggio del cinema indipendente, probabilmente pensando soprattutto alla realtà nordeuropea (ma viene in mente anche il cinema di Terry Zwigoff), molto attento alla descrizione di un piccolo ambiente umano e sociale, e con la testa ben bassa quanto a quella che frettolosamente si chiama «poesia». Il film è tappezzato di spezzoni d'archivio ed inizia con una sequenza-lampo con chiaro intento dichiarativo (la protagonista, interpretata da Marianna Raschillà, scappa dalla prima comunione perché realizza di essere comunista!); ma nulla di tutto questo, per quanto «fantasioso» (ha il suo ruolo in ciò anche la fotografia accesa di Gherardo Gossi), punta a sollevare la narrazione dal suo sostrato reale. Pochi luoghi e personaggi, verso i quali però abbondano le rifiniture artigianalmente maniacali: ci si serve di scenografie (Alessandro Vannucci) e di costumi (Francesca Casciello) parchi e fedeli per accompagnare una delineazione dei caratteri ed una direzione attoriale senza nessun infingimento.
Stupisce che una sceneggiatura così coesa e diretta sia stata sviluppata dalla regista (ritagliatasi la parte di Marisa, nuova compagna del papà interpretato da Angelo Orlando) assieme a Teresa Ciabatti, finora immischiata fino al collo nel moccianesimo (ha riadattato proprio con Moccia i di lui romanzi Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te; inoltre, per non farci mancar nulla, è stata co-responsabile anche del sozzo Un gioco da ragazze di Matteo Rovere). Qui siamo davanti ad uno script dalla struttura netta ed alcune idee forti circa cosa Luciana crede di volere, assieme al già lodato disegno storico-sociale col quale nasce e si scontra. Nulla di impressionante; tutt'altro, dato che il merito sta nella modestia con cui questo disegno viene raggiunto.
Vista la passione e la partecipazione collettiva, è facilissimo perdonare gli occasionali scivolamenti: qualche minuscolo eccesso didascalico, qualche minimo cambio di tono, qualche impaccio nella direzione, tutte cose che non possono minimamente andare a discapito di una produzione così piccola sorretta da un vivo sottofondo di ingenuità creativa. Meritatissimi dunque i riconoscimenti: il premio alla sezione «Controcampo italiano» di Venezia 2009, la nomination della Nicchiarelli come regista esordiente ai prossimi David di Donatello, nonché i recenti quali il premio come esordiente all'Internationales Frauenfilmfestival di Colonia e quello dedicato a Mario Verdone nell'ultimo Festival del cinema europeo di Lecce. Speriamo portino bene per il futuro.
Giudizio:

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