Operazione Spy Sitter

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Titolo originale: The Spy Next Door Operazione Spy Sitter / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2010
Genere: Azione, Commedia, Per Famiglie
Durata: 94'
Regia: Brian Levant
Sceneggiatura: Jonathan Bernstein, James Greer, Gregory Poirier
Cast: Jackie Chan, Amber Valletta, Madeline Carroll, Will Shadley, Alina Foley, Magnus Scheving, Billy Ray Cyrus, George Lopez, Katherine Boecher, Mia Stallard, Maverick McWilliams, Quinn Mason, Margaret Murphy, Esodie Geiger, Arron Shiver
Produzione: Relativity Media, Robert Simonds Company
Distribuzione: Videa-CDE
Data di uscita: 5 Agosto 2010 (DVD)
Trama: Bob Ho è una superspia cinese al servizio della CIA. Dopo anni di onorato servizio, sta per andare in pensione dopo aver compiuto il suo ultimo colpo: l'arresto del famoso criminale russo Poldark. È il momento ideale per dire tutta la verità a Gillian, sua vicina di casa che lo crede commerciante di articoli per cartoleria, della quale è pazzamente innamorato da tre mesi e con cui vuole sposarsi. Ma fra lui e la tanto agognata stabilità ci sono i tre figli di lei, che lo detestano. Bob conta di conquistarli tenendoli per un breve periodo mentre Gillian è via: ma i bambini sono delle pesti, e nel frattempo Poldark è scappato di prigione.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Operazione Spy SitterJackie Chan ha recentemente preso sulle spalle il remake di The Karate Kid, facendo da allenatore del piccolo Jaden Smith nel modo appropriato per quell'operazione tanto discutibile (sin dal titolo, che come saprete in realtà dovrebbe parlare di un «Kung Fu Kid») quanto scanzonatamente adatta ai nostri tempi di futura dominazione cinese: l'un tempo Celeste Impero dà una lezione al colosso americano, da una parte (ad esempio, il giudizioso idraulico-tuttofare Chan insegna allo sprecone Smith Jr. che bisogna spegnere l'interruttore del riscaldamento, se si vuole «salvare il pianeta»), e dall'altra si adopera a lavorare al suo fianco. In questo film di Brian Levant (Una promessa è una promessa), Chan torna una volta di più alla sua specialità tutta americana fatta di faccine e stunt per la famiglia unita dal popcorn.
Ed è un discreto spasso, perché Chan non lascia che nessuno gli metta i piedi in testa: le sue faccine, che lo dipingono quale innocuo idiot savant del pubblico medio, sono sempre rigorosamente consce di sé, mai materia prima da riciclare alla buona. Jackie Chan, per dirla in altri termini, ha una personalità/aura difficilmente raggiungibile, inattaccabile pur se in apparenza ridotta a puro manichino nell'ingranaggio dell'entertainment. Si riesce a goderselo persino nell'ovvia scenetta nella quale, costretto a prendersi cura dei marmocchi, tenta con disastrosa riuscita di preparar loro la colazione: una scena che deve esserci ma dalla quale non ci si può aspettare a priori grosse risate, che invece qui—magari non così grosse, ma si fa quel che si può—ci sono. Lo stesso dicasi dei blooper sui titoli di coda, che altrove (quasi ovunque) sembrano troppo evidentemente realizzati apposta.
Il modesto divertimento, per il resto, non può che essere quello simil-sitcom della produzione per e con le famiglie suburbane: in un quartiere di villini perfetti (si gira ad Albuquerque, New Mexico, ma si potrebbe tranquillamente essere a Milwaukee, Wisconsin—beninteso, non in gennaio) sta per costruirsi la bella famiglia messa in pericolo da qualche malintenzionato criminale internazionale (nell'occasione, dei russi che parlano in inglese—italiano, ovviamente, se guardate la versione doppiata—anche quando parlando fra di loro, anche perché sono interpretati da un islandese [Magnus Scheving] ed una texana cresciuta in Kansas [Katherine Boecher]), e il nostro eroe, intrepido ed imbranato con robe di famiglia com'è, dovrà salvare tutti. Il trionfo, ovviamente, è assicurato, giacché i cattivi russi sono solo dei punchball particolarmente vanitosi e tonti.
Quindi prendete il vostro SUV (anche nel film, ne girano a iosa) e recatevi con l'intera comitiva di moglie/marito e figli al più vicino centro commerciale con multiplex annesso: comprate il biglietto, fermatevi al banco dei rinfreschi e fate il pieno di Coca-Cola e popcorn prima di sedervi nei posti prefissati. Potete essere ad Albuquerque, a Milwaukee o a Ostia, per quel che conta. Ma sto dandovi un consiglio mal riposto: questa commediola è uscita direttamente in home video. Al momento per la gita PG-rated dovrete accontentarvi del «Kung Fu Kid», per ricordarvi della Cina vicina. E per vedere un po' di sano Jackie Chan, che non ha mai fatto male a nessuno.

Giudizio: 2


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