Benvenuti a Zombieland

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Titolo originale: Zombieland Benvenuti a Zombieland / Locandina originale
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2009
Genere: Avventura, Azione, Commedia, Horror
Durata: 88'
Regia: Ruben Fleischer
Sceneggiatura: Rhett Reese, Paul Wernick
Cast: Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Emma Stone, Abigail Breslin, Amber Heard, Bill Murray, Derek Graf
Produzione: Columbia Pictures, Relativity Media, Pariah
Distribuzione: Sony Pictures Home Entertainment
Data di uscita: 8 Settembre 2010 (DVD)
Trama: Da ormai due mesi un virus ha trasformato quasi ogni umano in uno zombie famelico. Un adolescente è rimasto vivo grazie a un po' di fortuna, a poche regole, e soprattutto perché non ha mai avuto molti rapporti umani. Sulla sua strada per tornare a Columbus, Ohio, di dove è originario, questi incontra uno strampalato uomo in furgoncino che sta andando a Tallahassee, Florida: i due decidono di viaggiare assieme fino ad un certo punto, chiamandosi con i nomi delle rispettive destinazioni. A loro si uniranno presto due scatenate sorelle in cerca d'aiuto.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Benvenuti a ZombielandDebutto col botto, conosciutissimo da mesi presso i cinefili anche nostrani ed arrivato ora solo in home video, Zombieland è una pazza pellicola nella quale gli zombie sono la scusa per parlare, senza pesanti morali, di amore adolescenziale e famiglia; una famiglia del tutto improbabile, e per questo tanto più piacevole da trovare, come quella che si può assemblare raccattando dal Texas i resti della grande nazione americana. Il padre è un novello pistolero sudista (Woody Harrelson), la madre è assente, le due sorelle sono furbe truffatrici (Emma Stone ed Abigail Breslin) ed il fratello narratore protagonista (Jesse Eisenberg, visto sempre nel 2009 anche nell'apprezzabile Adventureland di Greg Mottola) è il prototipo dell'adolescente irrealizzato in cerca della prima volta. Preparatevi dunque al virtuale incesto.
I paragoni, in un genere derivativo che mescola horror e commedia, potrebbero sprecarsi. Il più gettonato, anche perché a tirarlo fuori è lo stesso regista, sembra essere quello con l'inglese Shaun of the Dead, che del derivativo ha fatto uso particolarmente intelligente. Ma nei fatti le vere intenzioni ed il modo di operare del debuttante regista Ruben Fleischer (molti video e pubblicità alle spalle; attualmente sta girando 30 Minutes or Less, di nuovo con Eisenberg, atteso per l'agosto 2011) e degli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick (il primo ha iniziato come collaboratore agli script di Disney e Pixar prima di unirsi al secondo dal 2003 in varie scritture per la tv) mi sembrano così palesemente diversi da dover allontanare qualsiasi forzatura di giudizio comparato.
Iniziato con spiccati intenti commerciali, come idea per un pilot e poi film tv per la CBS, Zombieland rappresenta la convincente evoluzione di un soggetto nato per altri scopi. Fleisher ha infuso nella pellicola la sua predilezione personale per la commedia, portando quasi del tutto in secondo piano le parti d'horror/azione con i morti viventi e puntando invece sulle situazioni che fanno incontrare e scontare i quattro personaggi, con per perno-cornice un classico coming-of-age. La commedia esuberante ha dunque il sopravvento, intervallata da istruzioni per l'uso (le regole di sopravvivenza), brevi divagazioni (il flashback con la vicina di stanza, la bella Amber Heard con testa massacrata) e sparse citazioni pop (dai Twinkies della Hostess Brands ai Ghostbusters di Bill Murray, in persona).
A Fleisher basta esser sicuro di quel che vuole: non ha il pessimo gusto visivo dispiegato da molti colleghi e dà un ritmo e respiro appropriato ad ogni sequenza, sapendo quando è il caso di fare il rutilante e quando calmierare le inquadrature. I dialoghi e la loro oculata gestione non mancano. È una cura che, se non raggiunge i tocchi di finezza e l'acume critico di Wright, certamente dimostra un'intelligenza ed anche un gusto puramente esecutivo fuori dal comune e da quanto richiesto come minimo comun denominatore dalle case di produzione hollywoodiane. Il film, saggiamente e pesantemente reclamizzato dalla Sony, ha generato un buzz notevole e si è creato un ampio seguito sin dal primo weekend in sala: per una volta, ci han visto tutti giusto.

Giudizio: 2.5


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