Jonah Hex

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Titolo originale: id. Jonah Hex / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2010
Genere: Azione, Drammaticom Fantastico
Durata: 81'
Regia: Jimmy Hayward
Sceneggiatura: Mark Neveldine, Brian Taylor
Cast: Josh Brolin, John Malkovich, Megan Fox, Michael Fassbender, Will Arnett, John Gallagher Jr., Tom Wopat, Michael Shannon, Wes Bentley, Julia Jones, Luke James Fleischmann, Rio Hackford, David Jensen, Billy Blair, Sean Boyd
Produzione: Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, Mad Chance, Weed Road DC Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 7 Giugno 2011 (DVD)
Trama: Dopo che Quentin Turnbull, generale dei Confederati, gli ha ucciso la famiglia e bruciato la casa, il sudista Jonah Hex crede l'uomo sia morto, non potendo egli così portare a termine la sua vendetta. Ora fa il cacciatore di taglie per placare la sua ira, ma non sa che Turnbull è ancora vivo, e che è tornato coi suoi piani. Il governo dell'Unione assolda ora Hex per difendere l'unità della nazione dai suoi attacchi sempre più dirompenti.


Recensione di ALBERTO DI FELICE

Jonah HexDa Jimmy Hayward, animatore di ogni successo Pixar fino ad Alla ricerca di Nemo, arriva un film sceneggiato dalla coppia Neveldine/Taylor, quelli di Crank e Gamer, a partire da un vecchio prodotto DC Comics degli anni ’70. La somma di tutte queste energie non è stato, come promesso, un mix di «paura, terrore e azione esplosiva», bensì un fallimento colossale, del quale parlano benissimo i freddi numeri: neanche 11 milioni di dollari incassati nel mondo a fronte di un budget di 47. Ragion per cui in Italia arriva direttamente in home video. Il fallimento è già chiaro dal fatto che il logo della Warner Bros., ridisegnato alla bisogna, sia accompagnato dal tema della casa rivisitato dalle chitarrone dei Mastodon, gruppo heavy metal da Atlanta.
La buona notizia—che ovviamente rende tale fallimento ancora più risuonante—è che abbiamo una buona presenza di nomi di richiamo, i quali consentono qualche secondo di piacere, se non altro del genere «Oh, guarda chi c’è!». Nel ruolo del titolo c’è Josh Brolin. È uno dei ruoli che possono ammazzare una carriera, se non si è Nicolas Cage e non si ricava come lui sommo piacere nel ricercarseli. Jonah Hex parla con i morti, ma durante il film chi scrive non ha potuto non pensare per l’appunto a Cage, il vero immortale di questo genere di produzioni. Il che porta all’inaggirabile domanda: Jonah Hex è peggio di un Ghost Rider (ricordiamolo: dal regista di Daredevil!)? Per quanto mi riguarda, sì, sebbene la presenza in entrambi di Wes Bentley (il giovanotto che non si è mai ripreso dal suo Ricky Fitts di American Beauty) porterà inevitabilmente a far confusione fra i due dimenticabili film in esame negli anni a venire.
Del resto, non c’è molto da ricordare: Hayward e la coppia di sceneggiatori non ci danno quasi il tempo di renderci conto di dove siamo, tagliando il traguardo col tempo record di una misera oretta e venti. In questi 81 minuti deve succedere di tutto, il che vuol dire che in noccioline vediamo comparire un sadico John Malkovich marchiare a fuoco il povero Brolin, che da quel momento diventa vendicatore per l’eternità, senza neanche accorgerci che è iniziato il film. Malkovich ha qui l’impagabile espressione e la dizione (se l’ascolterete nella versione originale potrete gioire di una goduriosa esse sibillina) di colui al quale non potrebbe importare di meno, e così facendo conserva una somma dignità.
Quanto alle altre facce note, vi compaiono altresì il nuovo sex symbol Michael Fassbender, divenuto ora finalmente noto alle folle come nuovo Magneto, nonché il redivivo Aidan Quinn nei panni del presidente USA (1869-1877) Ulysses Simpson Grant. La vera stella è però, ovviamente, Megan Fox, nel ruolo di una intrattenitrice da bordello con corsetto che valorizza al massimo la carne disponibile. Il quale corsetto darà sicuramente sollievo a tutti quelli che rimpiangono la sua assenza nel terzo Transformers; tuttavia, anche qui e in mancanza di argomenti più seri da affrontare, Hayward ha molto meno talento nel mostrarne le grazie non solo rispetto a Michael Bay ma anche rispetto a Karyn Kusama.

Giudizio: 1


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