| Titolo originale: | Po Dezju - Before the rain | ![]() |
| Nazione: | Gran Bretagna, Macedonia, Francia |
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| Anno: | 1994 |
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| Genere: | Drammatico |
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| Durata: | 115' |
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| Regia: | Milcho Manchevski |
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| Sceneggiatura: | Milcho Manchevski | |
| Cast: | Katrin Cartlidge, Rade Serbedzija, Gregoire Colin, Labina Mitevska, Jay Villiers, Ljupco Bresliski, Phyllida Law, Vladimir Endrovski, Josif Josifovski, Igor Madzirov |
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| Produzione: | Tartan Works Ltd. |
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| Distribuzione: | Mikado Film - Rarovideo (DVD) |
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| Data di uscita: | 6 giugno 2007 |
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| Trama: | Tre storie si intrecciano tra l'agreste Macedonia e la caotica Londra a metà degli anni '90 del secolo scorso. Una giovane albanese (Labina Mitevska) fugge da un gruppo di macedoni che la vogliono uccidere; fugge con il sostegno di un giovane (Grégoire Colin) da un monastero. Una coppia in crisi si separa e lei, Anne (Katrin Cartlidge), rimane in Inghilterra a rimettere a posto delle cose, mentre lui, Aleksander (Rade Serbedzija) decide di tornare nella natìa Macedonia per trovare la pace dell'anima. Da lì parte la terza vicenda, in cui lo stesso protagonista ritrova il suo ceppo famigliare e il suo destino si intreccia con la prima storia. | |
Recensione di ALESSIO BACCHETTA
Before the rain non è un film sulla guerra come di primo acchito potrebbe sembrare; il conflitto bellico che insanguinò i Balcani negli anni '90 è solo "annusato", se ne sente il fetore e il timore ed, esattamente come recita il titolo, i protagonisti del film si arrabattano verso una vita il più possibile dignitosa "prima che la pioggia inizi". Andò esattamente così: la Macedonia fu l'unico Stato della ex Jugoslavia a non essere parte attiva della guerra, vide il contenzioso annidarsi solo nei suoi confini territoriali. Ovviamente però la sensazione che la loro vita potesse andare in pezzi i macedoni la respiravano eccome, non potevano sapere cosa attendersi e le dinamiche interpersonali fra i gruppi sociali e i singoli furono improntate alla diffidenza, al nervosismo, all'innalzamento dei punti di ebollizione psicologica. Prova ne è che vennero perpetrati dei conflitti tra loro e gli albanesi "prima della pioggia" (di proiettili simbolicamente), due popoli che fino ad allora avevano convissuto pacificamente per decenni.Il regista Milcho Manchevski, alla realizzazione della pellicola 35enne e al primo appuntamento in lungo (ma già reduce da una folta carriera nella pubblicità e nei video clip), restituisce in questa produzione macedone-inglese-francese con vivido e palpitante acume queste suggestioni tramite un'opera a piani temporali sfaldati e circolari. Tre vicende dunque che si rincorrono, che si nutrono a vicenda l'una con l'altra, che si incastonano da un punto di vista logico ed emotivo, un po' come fece Quentin Tarantino per Pulp fiction. Le scene ambientate in Macedonia rimandano a un popolo in preda a un latente panico, a un'ansiogena attesa di eventi mascherato da un ricorso alla forza e alla disgregazione sociale quale affermazione di (fatua e inutile) potenza in grado di controbattere il pericolo. Manchevski dona un ventaglio di personaggi credibili e di ingente forza drammaturgica, le cui relazioni non vengono strumentalmente utilizzate per corroborare alcuna causa.
Ma attenzione, e qui regna la particolarità di questo bellissimo film: quanto appena detto e la provenienza geografica della pellicola (la Macedonia non è certo una delle capitali della produzione cinematografica) potrebbe autorizzare a prevedere un approccio realista e documentale. Il regista si muove invece più sull'epos, sulla fabula, quasi sul mito; e lo fa sia da un punto di vista della scelte legate alla sceneggiatura che nella fotografia, spesso bruciata da colori accesi che danno un tono estetico quasi da favola. E poco senso avrebbe avuto una veste documentale, in quando il desiderio del cineasta sbocciava nell'analizzare non la realtà antropologico-culturale della sua Macedonia, ma le inclinazioni dell'uomo in generale. Before the rain avrebbe potuto benissimo dunque essere girato in altri luoghi, luoghi abitati da quell'animale sociale chiamato "uomo". In quanto essere naturalmente incline a stare con gli altri, l'uomo secondo Manchevski può e deve compiere delle scelte, il destino incide ma non è il solo demiurgo decisionale, il motore di alcuni accadimenti è proprio il volere delle persone che si intrecciano al caso. E così la guerra, le brutalità commesse fra simili, le incomprensioni culturali, l'amore ostacolato da divergenza indipendenti dai due amanti: tutta questa ricchissima messe di sapori viene cucinata dal regista a fuoco lento con il congruo ritmo e con il piglio-coraggio dei forti e dei giusti.
A fungere da sfondo alle vicende le lande amene della Macedonia affacciata al Mar Mediterraneo; territori tanto sopraffini e gradevoli che ci si domanda come l'uomo possa lordarli con la cupidigia legata al conflitto, con le armi, con l'egoismo, con l'orgoglio. Manchevski ha scovato un lembo di questo Stato incredibilmente suggestivo tanto che il film varrebbe la pena di essere ammirato anche solo sotto tale aspetto. Alcune scene, valorizzate dall'occhio del regista, divengono opere d'arte naturale e i personaggi sembrano muoversi staccandosi da oli su tela prodigiosamente belli.
E l'Europa che fa intanto? Londra è completamente diversa dalla Macedonia. Urbanisticamente e culturalmente. Ma il dna più recondito dell'uomo può differire così tanto fra le due Nazioni? No. Il bisogno dell'uomo di supremazia e di prevaricazione è il medesimo in ogni buco del **** del mondo. E infatti Londra è spersonalizzata, scevra di umanità, tutta produzione e pioggerellina indecente. E anche in un ristorante di lusso può un giorno entrare un pazzo e compiere una strage, come accade nel film.
Una pellicola dunque stra carica di significati e con diversi momenti toccanti. Tra le recitazioni spicca in modo adamantino quella di Rade Serbedzija, grandissimo attore slavo che dopo questo Before the rain mieterà proseliti entrando nei casti di film importanti (Eyes wide shut dice nulla? Mi piace ricordare anche il nostro Tatanka). Un suo sguardo è una lezione, in alcuni istanti il cuore dello spettatore è veicolato tramite l'inflessione della sua palpebra; un attore che non è un attore, un volto che racconta una storia e che da solo, senza movenze, sarebbe sufficiente per esprimere.
La colonna sonora è stata curata dall'ensemble musicale macedone Anastasia, capace di imperlare l'opera con arie semplicemente meravigliose, che, in parallelo con i campi lunghi delle ambientazioni, portano quasi alla commozione.
Before the rain può essere tranquillamente definito "film d'autore". Che ci si tolga però dalla bocca la voglia di relegarlo alle produzioni sì interessanti ma dedicate solo ai "malati di cinema" e ai "topi da sala". Qui si respira l'aria degli appuntamenti che contano, che lasciano il segno, che lo scorrere del tempo non scalfisce.
Giudizio:

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